Zootecnia di precisione negli allevamenti bovini da latte

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Zootecnia di precisione negli allevamenti bovini da latte

Con il termine zootecnia di precisione (in inglese Precision Livestock Farming – PLF) si intende l’utilizzo di tecnologie per misurare indicatori fisiologici, comportamentali, produttivi e riproduttivi sui singoli animali, con l’obiettivo di migliorare le strategie gestionali e le performance dei soggetti allevati. L’applicazione nelle aziende di queste tecnologie diventa sempre più affidabile e permette il rilievo e la gestione di un grande numero di informazioni, che, se gestito in maniera ottimale, può risultare di grande aiuto per gestire e controllare la mandria in maniera efficace e remunerativa.

Si tratta di una materia interdisciplinare, che applica concetti di informatica, biostatistica, ingegneria, economia a parametri zootecnici relativi ad aspetti produttivi, riproduttivi, comportamentali e alimentari, e che ha i seguenti obiettivi: massimizzare il potenziale individuale dell’animale e diagnosticare precocemente aspetti patologici, riducendo al minimo l’uso di farmaci attraverso misure di prevenzione sanitaria.

Identificazione e localizzazione degli animali

Un primo tema riguarda i sistemi di identificazione e localizzazione degli animali, che possono classificarsi in:

  • lettori di segnali. Si tratta di sistemi basati su onde elettromagnetiche, il cui sviluppo è legato a processi di ulteriore miniaturizzazione dei dispositivi e affinamento della capacità di lettura a distanza. I dispositivi in radiofrequenza, in particolare, hanno una possibilità di affermazione legata alla creazione di una rete di localizzazione di stalla assimilabile in certi casi a quella di tipo GPS, utile per analizzare il comportamento degli animali;
  • analizzatori di immagini. Si tratta di sistemi ancora in fase sperimentale, basati sull’analisi di immagini riprese mediante telecamere con riconoscimento degli oggetti (animali) inquadrati. Sono particolarmente utili per analisi specifiche di taluni comportamenti degli animali (riposo, attività, posizionamento nelle diverse zone funzionali) e per valutazioni automatiche del peso corporeo, del Body Condition Score e delle lesioni podali.

Misuratori di parametri fisiologici e produttivi

Un altro tema riguarda i misuratori di vari parametri fisiologici e produttivi che possono classificarsi in:

  • rilevatori di alcune funzioni vitali. Fra questi i più diffusi sono i sistemi attivometrici (a piede, a collare, ecc.), recentemente implementati con rilevatori della postura degli animali (in piedi o coricati). Altri misuratori (temperatura corporea, ritmo cardiaco, peso) sono da tempo sotto studio, ma in molti casi presentano, per ragioni diverse, una affidabilità da perfezionare, specie se non sono integrati in un sistema operativo più complesso come, per esempio, il robot di mungitura. Recentemente vengono offerti in commercio dei sensori di ruminazione per i quali si vantano promettenti prestazioni;
  • misuratori di caratteristiche del latte. Fra i vari dispositivi, il più interessante e promettente è indubbiamente il sistema basato sulla spettroscopia nell’infrarosso vicino (NIRS), ancora in fase di sviluppo, ma potenzialmente in grado di fornire un’ampia varietà di indicatori importanti. Altri parametri attualmente misurati nel latte (colore, conducibilità elettrica, densità, ecc.), rilevati per quarti, potrebbero consentire di giungere a diagnosi affidabili. Interessanti, in prospettiva, i rilevatori di antibiotici, batteri e ormoni.Per quanto riguarda la qualità del latte, fino a pochi anni fa l’unico alleato dell’allevatore per avere informazioni affidabili era il laboratorio di analisi. Negli anni più recenti si sono diffusi sistemi che consentono di individuare precocemente l’insorgenza delle mastiti attraverso il rilievo della conducibilità elettrica del latte; come è noto, infatti, queste patologie comportano, oltre all’aumento del numero di cellule somatiche, l’innalzamento della conducibilità elettrica del latte del quarto colpito dall’infezione. Il controllo della qualità del latte sarebbe più semplice e diretto se giornalmente l’allevatore potesse conoscere il valore di cellule somatiche del latte, utilizzando strumenti capaci di rilevare direttamente in stalla tale parametro.

    Sul mercato sono presenti dei veri e propri “contacellule”, ossia strumenti portatili di analisi che permettono di migliorare il controllo della qualità del latte, della salute degli animali e dell’intero processo produttivo. Il mercato offre anche sistemi di analisi del latte in tempo reale. Si tratta di strumenti che, applicati su ogni postazione della sala di mungitura, permettono la misurazione in linea di grasso, proteine, lattosio, cellule somatiche ed eventuali tracce di sangue contenuti nel latte, per ogni vacca in ogni singola mungitura.

Possibili benefici

I benefici che si possono ottenere con la zootecnia di precisione sono: maggiore efficienza, riduzione dei costi, miglioramento della qualità del prodotto, riduzione dell’impatto ambientale, miglioramento della salute e del benessere degli animali. Questi vantaggi possono essere più evidenti negli allevamenti di grandi dimensioni, dove l’osservazione “visiva” di un singolo animale è praticamente impossibile e dove la manodopera utilizzata può essere meno qualificata.

Con la zootecnia di precisione, se ben utilizzata, l’allevatore è in grado di prendere con più tempestività alcune decisioni, migliorando in questo modo la produttività e la redditività del proprio allevamento.

Per sfruttare al massimo le informazioni ottenute con queste tecnologie ed interpretarle in maniera corretta, è fondamentale che queste siano integrate con sistemi informativi computerizzati in grado di gestire ed elaborare l’enorme “mole” di dati prodotti.

Conclusioni

La zootecnia di precisione rappresenta un campo in fortissima evoluzione ed espansione, che consente un controllo sempre più accurato delle singole bovine del gruppo e con con grandi prospettive di ricaduta sulla conduzione degli allevamenti. Occorre fare attenzione, però, perché la complessità dello strumento e un numero eccessivo di parametri monitorati possono essere elementi non positivi dal punto di vista dell’utilità pratica, in quanto l’allevatore medio può essere disorientato e può avere difficoltà nella “lettura” corretta dei valori restituiti dal sistema di gestione; inoltre, c’è anche il problema del tempo da dedicare a questi strumenti per poterli sfruttare appieno, e il tempo non è un elemento del quale gli allevatori siano particolarmente ricchi.

 

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Di |2016-05-03T12:52:55+01:003 Maggio 2016|Categorie: Stalle & benessere animale|Tags: , |

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Ricercatore senior del settore Economia e mezzi tecnici del Centro Ricerche Produzioni Animali - CRPA S.p.A.

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