Venerdì 20 Settembre, nell’ambito del progetto PSR 2014-2020 “Dimostrazione e informazione per innovare l’allevamento lombardo mediante la zootecnia di precisione – DIM4ZOO”, finanziato da Regione Lombardia e attuato dai ricercatori del CREA di Lodi in collaborazione con l’ A.R.A. Lombardia, si è svolto a Persico Dosimo (CR) presso l’azienda Maestri Pietro, Stefano e Federico Soc. Agr. Ss un altro interessante evento dimostrativo sul “potenziale informativo delle tecnologie digitali associate ai sistemi di mungitura”.

L’incontro dal titolo “Mungitura robotizzata nell’allevamento biologico: i vantaggi della zootecnia di precisione”, ha avuto inizio con le presentazioni da parte di Fabio Abeni e Francesca Petrera, ricercatori del CREA, del progetto PSR (operazione 1.2.01) e del tema dell’evento. Protagonisti della giornata Stefano, Federico e il papà Pietro Maestri che insieme gestiscono un’azienda biologica di bovine da latte che conta 74 ettari dedicati alla coltivazione dei foraggi destinati all’alimentazione animale e che conferisce il latte a Fattorie Cremona Produttori Latte Associati Cremona. Stefano Maestri, dopo aver dato il benvenuto ai presenti, ha condotto i partecipanti nella visita della stalla raccontando la storia dell’azienda di famiglia, le scelte adottate per quanto riguarda l’installazione di innovazioni tecnologiche per la gestione degli animali e poi l’indirizzo produttivo biologico. In fase di ristrutturazione dell’azienda, i signori Maestri, dopo un iniziale periodo di titubanza riguardante la scelta del sistema di mungitura più adatto alle loro esigenze, hanno deciso di acquistare un primo robot di mungitura AMS (DeLaval international AB, Tumba, Sweden). Entrato in funzione a novembre 2013, a distanza di un anno è stato affiancato da un secondo AMS che ha contribuito a dare una svolta ottimale all’attività aziendale, portando la mandria alle attuali 90 bovine e alla scelta di non ampliarsi ulteriormente per mantenere alti standard di qualità del latte e benessere animale. Per garantire una corretta gestione in ogni fase dell’allevamento è necessaria una costante attenzione, è per questo che il motto di casa Maestri è “meno animali, ma meglio gestisti”.

Un’altra peculiarità gestionale dell’azienda Maestri riguarda l’alimentazione delle vacche in lattazione, quasi tutte di razza Frisona Italiana con qualche Bruna Alpina, che ricevono una razione composta esclusivamente da foraggi (fieni di trifoglio bianco ladino ed erba medica) e farina di mais. In estate, per sopperire un po’ alla calura della pianura padana, parte della razione è sostituita da erba fresca di prato stabile. Le vacche sono allevate in un gruppo unico su lettiera permanente con presenza di paddock, sistemi di ventilazione e raffrescamento e spazzole massaggianti per meglio rispondere alle esigenze degli animali. I vitelli, allevati su lettiera in gruppi, sono svezzati intorno al quarto mese e nutriti attraverso una allattatrice automatica che distribuisce il latte vaccino più volte al giorno in modo da seguire una corretta curva di accrescimento, nel rispetto della fisiologia degli animali.

La stalla con i due robot di mungitura prevede la circolazione semi-libera guidata, cioè le bovine dall’area di riposo accedono prima alla sala d’attesa dove possono scegliere se entrare in uno dei due AMS o verso il cancello selezionatore (Smart Selection Gate), per accedere all’area di alimentazione. Sulla base del tempo trascorso dall’ultima mungitura e di quanto impostato nel software gestionale (DelProTM Farm Manager), la bovina riconosciuta mediante il trasponder posto sul collare, (attraverso un sistema di triangolazione collare-antenna-software-robot/cancello), può quindi essere munta, rimanere in sala d’attesa o spostarsi in altri ambienti. Il braccio robotico, grazie ai sensori, individua (e memorizza) per ciascun animale la posizione dei capezzoli ed effettua la pulizia, la pre-mungitura, la stimolazione e l’asciugatura separatamente quarto per quarto e quindi attacca, munge e stacca individualmente ogni quarto, per assicurare un ottimale benessere del capezzolo.

Per garantire una buona frequentazione al robot di mungitura da parte delle bovine, Stefano Maestri ha scelto di somministrare una modica quantità di fiocchi di mais che, oltre ad essere di stimolo all’ingresso nell’AMS, va a completare la razione giornaliera. Il robot ha comunque la possibilità somministrare, oltre al primo mangime standard un secondo opzionale che può essere solido o liquido; grazie ai sensori installati è possibile sospendere la distribuzione degli stessi se la bovina non mangia, riducendo i costi e gli sprechi.

Dal software gestionale DelProTM Farm Manager (da PC o da device) è possibile consultare tutti i parametri misurati sul latte attraverso i sensori: la conducibilità elettrica (CE), il colore, il flusso, la produzione, la durata e l’ora di mungitura per ciascun quarto, il numero di visite e i fallimenti/giorno, le produzioni totali e medie, le deviazioni rispetto alle produzioni attese, il tempo di permanenza nel box di mungitura, l’intervallo dall’ultima mungitura e l’ingestione di concentrato. Dal touch screen presente a bordo macchina è invece possibile consultare in tempo reale alcuni parametri misurati durante la mungitura (i kg di latte munti, il latte previsto e il flusso) e alcune informazioni relative all’unità di mungitura, verificare la “coda di mungitura” e impostare i parametri di mungitura, richiedendo il campionamento degli animali ed eventuali lavaggi.

Tutte le problematiche rilevate, bovine con intervalli di mungitura (MI) >12 ore, deviazioni delle produzioni, valori elevati di CE, che richiedono attenzione da parte dell’allevatore, sono consultabili attraverso vari report e come notifiche di mungitura.

L’indice MDi (Mastitis Detection Index), che considera diversi parametri come la CE, la presenza di sangue, i valori del flusso del latte e l’intervallo di mungitura, è un indice in grado di dare informazioni all’allevatore sullo stato di salute della mammella, per permettergli di intervenire precocemente e di impostare la separazione automatica del latte (al superamento di una soglia prestabilita) per assicurare consegne di latte di qualità. Il latte considerato anomalo dal sistema (per valore di MDi, per presenza di sangue, colostro o per elevato valore di CE) è separato automaticamente all’interno di secchi e diviso in latte per vitelli e latte da scartare e/o da controllare. Quest’ultimo è generalmente controllato visivamente e analizzato per il contenuto in cellule somatiche (utilizzando il DCC DeLaval) da Stefano Maestri o da suo fratello.

I report prodotti dal sistema sono di immediata intuizione. Le informazioni accurate e precise vengono visualizzate dall’operatore sotto forma di grafici o specifici allarmi per gli animali con problemi sospetti.

Si intuisce bene come la zootecnia di precisione si sia inserita in maniera ottimale anche all’interno di questo scenario “biologico”, fornendo i mezzi e i metodi per analizzare, capire e sfruttare i dati ricavati, ottimizzando e migliorando tutta la filiera, a partire dalla stalla.

È da precisare, però, che, anche se ci si trova davanti ai livelli più elevati di tecnologia, la presenza e l’intervento dell’uomo sono sempre necessari per migliorare e garantire la sensibilità di dati e informazioni che rendono l’azienda produttiva e attiva.

L’evento ha visto la partecipazione da parte di titolari di aziende sia biologiche che convenzionali, che si sono mostrati interessati, facendo domande, aprendo questioni e discussioni su tematiche sempre molto calde per questo settore. I ricercatori del CREA insieme ai tecnici e specialisti delle tecnologie installate sono intervenuti durante la visita per ampliare, precisare e fornire spiegazioni su numerosi argomenti, in un dibattito costruttivo in grado di appianare dubbi e curiosità.

Gli incontri in campo organizzati dai ricercatori del CREA hanno infatti l’obbiettivo di fornire i mezzi e le conoscenze agli allevatori che vogliono affacciarsi in questo nuovo mondo dove la tradizione fa da eco alla tecnologia, che non deve essere vista come un qualcosa di spaventoso, ma parte integrante di un sistema in evoluzione. Attraverso il progetto DIM4ZOO che prevede numerose iniziative “pratiche”, le aziende ospitanti aprono le porte ai giovani allevatori e ai tecnici del settore, ponendo le basi per un incontro che consente non solo di mostrare le diverse realtà agricole del territorio lombardo, ma anche uno scambio e un confronto di idee, su tecniche e metodi di allevamento.

Un sentito ringraziamento a Stefano, Pietro e Federico Maestri per la gentile disponibilità e trasparenza e per aver contribuito alla realizzazione del progetto DIM4ZOO, mettendo a disposizione il proprio tempo e aver condiviso con noi la passione per un lavoro oggi sempre più difficile.

Autori: Giulia Segati e Francesca Petrera, CREA – Centro di Ricerca Zootecnia e Acquacoltura, Lodi.

Print Friendly, PDF & Email