Emilia-Romagna, parte la rete degli Sportelli di Ascolto Territoriale per rafforzare l’innovazione nel biologico
FederBio Servizi avvia, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con Coldiretti Emilia-Romagna, una rete di sportelli dedicata al trasferimento tecnologico e all’ascolto delle imprese. Due i filoni di lavoro: colture vegetali e zootecnia biologica, con un’attenzione particolare anche alla filiera del latte e al benessere animale

In Emilia-Romagna prende forma una nuova infrastruttura di supporto alle imprese biologiche. Si tratta della rete degli Sportelli di Ascolto Territoriale (SAT), promossa da FederBio Servizi come capofila, con l’obiettivo di rafforzare il sistema regionale del biologico attraverso il trasferimento tecnologico e un contatto diretto con aziende agricole e allevamenti. L’iniziativa è stata presentata a Bologna il 18 marzo scorso e si inserisce nei progetti OrganicLivestockHUB-ER e OrganicCropsHUB-ER, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito dell’intervento SRG09 – Supporto all’innovazione e ai servizi.
Il modello scelto è quello di una rete capillare di sportelli aperti non solo agli operatori già certificati biologici, ma anche a tutti i produttori interessati a intraprendere un percorso di conversione. È un passaggio non secondario, perché amplia la funzione dei SAT: non semplici punti informativi, ma luoghi di raccolta dei fabbisogni, di accompagnamento tecnico e di raccordo tra ricerca, consulenza e filiera. In questo senso, l’impostazione del progetto sembra voler rispondere a una delle criticità più frequenti del biologico, cioè la difficoltà di tradurre l’innovazione in strumenti concretamente utilizzabili nelle aziende.
Per la zootecnia, l’asse portante è OrganicLivestockHUB-ER, che mette insieme ricerca scientifica, competenze veterinarie e organizzazioni di filiera. Il progetto si avvale infatti del supporto tecnico del CRPA, del CREA-ZA, dei veterinari esperti Marcello Volanti e Maurizio Scozzoli, oltre che della collaborazione di soggetti come Coldiretti Emilia-Romagna, Assoavi, Granlatte e Bovinitaly. L’obiettivo dichiarato è promuovere standard elevati di benessere animale e di qualità del prodotto, all’interno di un sistema di consulenza evoluta che renda il biologico zootecnico più competitivo e meglio integrato nelle filiere di eccellenza.
Per il settore lattiero-caseario, il coinvolgimento di Granlatte è uno degli elementi più significativi. Nel comunicato, la cooperativa chiarisce di aver aderito al progetto con particolare riferimento al bovino da latte, per raccogliere le necessità delle aziende biologiche e trasformarle, successivamente, in azioni informative e dimostrative capaci di stimolare lo sviluppo del comparto. È un’impostazione che interessa da vicino la filiera latte, perché lega l’attività di ascolto alla possibilità di far emergere bisogni reali delle aziende e di orientare su questa base i futuri interventi tecnici.
Accanto alla componente zootecnica, il progetto prevede anche un secondo hub dedicato alle produzioni vegetali, OrganicCropsHUB-ER, focalizzato sull’innovazione nelle colture biologiche. In questo caso il partenariato comprende Ri.Nova, CREA-CI, Azienda Stuard, alcune sedi provinciali di Coldiretti Emilia-Romagna e gli esperti Carlo Bazzocchi e Pierangela Schiatti, con una particolare attenzione allo sviluppo di tecniche agronomiche sostenibili e alla resilienza climatica. La compresenza dei due hub, uno per la zootecnia e uno per le colture, restituisce bene l’idea di una strategia che punta a rafforzare il biologico regionale in modo integrato, tenendo insieme allevamento, produzioni foraggere e colture vegetali.
Dal punto di vista operativo, la rete degli sportelli è distribuita in tutte le province emiliano-romagnole attraverso le sedi delle Federazioni Provinciali Coldiretti. Sono previste aperture a Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini, con orari differenziati e, in alcuni casi, accesso su prenotazione. Per la parte zootecnica sono stati attivati anche sportelli specifici presso Granlatte, a Bologna, e presso Assoavi, a Forlì. Questa articolazione territoriale è coerente con l’obiettivo dichiarato da Coldiretti Emilia-Romagna: fare in modo che l’innovazione non resti confinata nei centri di ricerca, ma arrivi direttamente agli agricoltori e agli allevatori, accompagnandoli nelle sfide della transizione ecologica.
Sul piano politico e organizzativo, l’iniziativa segnala anche un altro aspetto rilevante: la volontà di costruire una consulenza di prossimità per il biologico, capace di intercettare i bisogni delle imprese prima ancora di tradurli in progetti, servizi o dimostrazioni. Le dichiarazioni raccolte nei comunicati insistono infatti su parole chiave come ascolto, supporto diretto, trasferimento tecnologico e integrazione di filiera. Per la zootecnia biologica, in particolare, questo approccio può avere ricadute concrete su gestione sanitaria, benessere animale, organizzazione dell’allevamento, qualità delle produzioni e competitività delle imprese.
















































































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