Fondo sovranità alimentare 2026: dal 30 settembre le domande per le colture, fondi anche alla filiera bovina
La finestra aperta da AGEA riguarda mais, proteine vegetali, frumento tenero e orzo. Il decreto riserva inoltre 4,75 milioni di euro alla filiera delle carni bovine, per la quale queste istruzioni non disciplinano la presentazione delle domande

Il Fondo per la sovranità alimentare mette a disposizione 23,75 milioni di euro per la campagna 2026. Di questi, 19 milioni finanziano le filiere del mais, delle proteine vegetali, del frumento tenero e dell’orzo; i restanti 4,75 milioni sono destinati alla filiera delle carni bovine collegate alla linea vacca-vitello e alle carni bovine SQNZ e IGP. Le Istruzioni operative AGEA n. 83 del 28 settembre 2026 definiscono tempi e modalità di domanda esclusivamente per le quattro colture.
Per gli aiuti alle superfici, le domande potranno essere presentate dal 30 settembre al 30 ottobre 2026. Le risorse sono ripartite in 7,6 milioni di euro per il mais, 4,75 milioni per legumi e soia, 3,8 milioni per il frumento tenero e 2,85 milioni per l’orzo. Gli importi previsti sono, nell’ordine, 400, 250, 300 e 200 euro per ettaro. Se le richieste supereranno le disponibilità, AGEA ridurrà proporzionalmente gli aiuti.
Il contributo non si applica automaticamente a tutta la superficie coltivata nel 2026. È riconosciuto sulla superficie in aumento rispetto alla media dei tre anni precedenti, entro il limite di quella prevista dal contratto di filiera e fino a 50 ettari complessivi per le colture interessate. Dal calcolo della media sono esclusi gli anni in cui l’azienda non ha coltivato la coltura per cui chiede l’aiuto.
È necessario un contratto di filiera almeno triennale, sottoscritto entro il 30 settembre direttamente con un’impresa di trasformazione, stoccaggio o commercializzazione oppure attraverso una cooperativa, un consorzio agrario o un’organizzazione di produttori riconosciuta. In quest’ultimo caso, il produttore deve disporre anche di un impegno di coltivazione collegato al contratto. Servono inoltre un fascicolo aziendale attivo e un piano di coltivazione 2026 validato.
Per le aziende zootecniche e la filiera mangimistica, la distinzione riguarda la destinazione delle colture, l’impiego per l’alimentazione animale è ammesso quando la produzione rientra in un contratto di filiera, mentre sono escluse le colture destinate a insilato o alla produzione energetica. Per il frumento tenero è richiesto l’uso di sementi certificate.
Le domande per le colture si presentano sul SIAN con l’assistenza del CAA. L’intervento per le carni bovine fa parte dello stesso Fondo, ma non rientra nella procedura aperta dalle istruzioni AGEA n. 83. requisiti e termini di questa misura non vanno quindi confusi con quelli previsti per mais, proteine vegetali, frumento tenero e orzo.
Fonti: Istruzioni operative AGEA n. 83/2026;decreto interministeriale sul Fondo per la sovranità alimentare 2025–2026.

















































































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