Gestione delle risorse idriche: una sfida globale, europea e nazionale
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua consigli ed iniziative per preservare questa preziosa risorsa

Ieri, 22 marzo, si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gestione sostenibile delle risorse idriche e sulla crisi che colpisce i 2,1 miliardi di persone che ancora vivono senza accesso all’acqua potabile. Un tema molto sentito sia a livello globale che locale, tanto da intrecciarsi con le ultime strategie proposte dall’Unione Europea, che trovano fondamento anche nelle analisi proposta dal CREA sullo stato di salute delle risorse idriche del nostro Paese.
L’impegno globale: verso gli obiettivi 2030
Il meccanismo di coordinamento delle Nazioni Unite, UN-Water, guida le celebrazioni annuali con l’obiettivo di raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 6 (SDG 6), ovvero: garantire acqua e servizi igienico-sanitari per tutti entro il 2030. Dopo aver affrontato temi come la pace e la conservazione dei ghiacciai negli anni precedenti, l’edizione 2026 si concentra sul legame tra “Acqua e Genere”, sottolineando come la gestione delle risorse idriche sia fondamentale per garantire un’equità sociale.
L’Europa e la strategia per la resilienza idrica
La Commissione Europea ha colto l’occasione della celebrazione di questa ricorrenza per ribadire che la resilienza idrica è un pilastro fondamentale per la salute, la sicurezza e la prosperità di tutto il continente. E lo ha fatto lanciando un bando per la selezione di esperti che formeranno la “Piattaforma degli stakeholder per la resilienza idrica”. Tale Piattaforma contribuirà a creare un’economia idrica sostenibile, resiliente, intelligente e competitiva in Europa, fungendo da forum di dialogo e condivisione di competenze a supporto dei seguenti obiettivi:
- ripristinare e proteggere il ciclo dell’acqua;
- costruire un’economia basata sulla gestione intelligente dell’acqua;
- garantire a tutti l’accesso ad acqua pulita e a prezzi accessibili.
Sarà composta da un massimo di 60 membri per un mandato di cinque anni, ed il bando per le candidature è aperto fino al 17 aprile 2026.
In merito ad infrastrutture e qualità dell’acqua, secondo Eurostat, negli ultimi anni si sono registrati progressi significativi. Più esattamente nel 2023 l’80,7% della popolazione UE è risultata collegata a sistemi di trattamento delle acque reflue: un aumento di 3,4 punti percentuali nell’arco dell’ultimo decennio, ed una percentuale piuttosto stabile rispetto al 2022 (80,8%). I dati raccolti si basano su 17 paesi e provengono dalle statistiche idriche del Sistema statistico europeo (ESS). Anche in tema di qualità delle acque sotterranee si è registrato un leggero miglioramento, con livelli di nitrati scesi da 18,80 mg per litro nel 2013 a 18,14 mg/l nel 2023, ben al di sotto della soglia di sicurezza che è fissata a 50 mg/l.
L’Italia e l’analisi del CREA che mostra un’agricoltura sotto pressione
In Italia, il CREA, in occasione di questa ricorrenza, ha presentato un’analisi dettagliata che fotografa un sistema idrico nazionale in forte tensione.

Negli ultimi 100 anni, la risorsa idrica rinnovabile nel nostro Paese si è ridotta del 20%. I dati principali emersi dallo studio evidenziano che:
- ogni anno vengono prelevati circa 30 miliardi di metri cubi d’acqua, di cui il 41% è destinato all’agricoltura.
- Nell’ultimo decennio, mentre mais e vite restano tra le colture più irrigate, si è registrato un aumento del 50% nelle superfici irrigate destinate a legumi e girasole, segno di un settore che sta adattando le proprie esigenze idriche al mutamento climatico.
- Efficienza e innovazione: Il CREA sottolinea che la sfida non è solo la disponibilità d’acqua, ma la capacità di misurarla e distribuirla in modo efficiente attraverso l’ammodernamento delle reti irrigue, leva strategica per la resilienza del settore primario.
Conclusioni
Dalla visione globale delle Nazioni Unite alle direttive europee, fino alle analisi tecniche italiane, il messaggio è univoco: la gestione dell’acqua non può più essere considerata un’emergenza occasionale, ma una priorità strutturale. Proteggere il ciclo dell’acqua e investire in tecnologie per il risparmio idrico sono passi fondamentali per garantire la tenuta del sistema produttivo e la tutela degli ecosistemi.
Nella infografica sottostante troviamo i consigli del CREA per una gestione più attenta ed oculata in agricoltura:




















































































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