Caldo e siccità, l’estate presenta il conto agli allevamenti europei
Le previsioni JRC MARS per il 2026 segnalano rese in calo anche per soia e mais da granella. Per gli allevamenti delle aree più colpite, il problema è la combinazione di meno pascolo, meno erba da conservare e meno mais destinato all’alimentazione animale

La stagione era iniziata con prospettive favorevoli, ma l’estate calda e asciutta ha cambiato il quadro produttivo in gran parte dell’Europa occidentale e centrale. Secondo il Centro comune di ricerca della Commissione europea (JRC), le previsioni di settembre collocano la resa del mais verde nell’UE al 14% sotto la media 2021-2025. Per il mais da granella il calo atteso è dell’8%, per la soia del 15%. Sono stime di resa per ettaro, non percentuali di riduzione della produzione complessiva.
Il momento in cui sono arrivati caldo e siccità spiega buona parte della differenza tra colture. I cereali autunno-vernini avevano in larga misura concluso il loro sviluppo prima della fase più intensa, e le loro rese sono rimaste vicine alla media quinquennale. Mais e soia, invece, attraversavano fasi decisive per la formazione della produzione. Temperature elevate e carenza d’acqua hanno accelerato lo sviluppo delle piante e limitato l’accumulo di biomassa; nelle aree più colpite, i modelli del JRC indicano che il mais ha raggiunto la maturazione fino a tre settimane prima del consueto.

Sviluppo del mais da granella al 1° agosto 2026 a confronto con una stagione tipica. Le aree rosse e arancioni indicano le zone in cui lo sviluppo del mais è stato in anticipo rispetto alla norma, in alcune regioni di diverse settimane.
Per le aziende zootecniche, il dato sul mais verde è soltanto una parte della notizia. Dopo un buon avvio di stagione, la crescita dell’erba è rallentata rapidamente e in alcune regioni si è fermata. È venuta così a mancare produzione sia per il pascolamento sia per le scorte invernali, proprio mentre peggioravano le prospettive del mais da foraggio. Il JRC riferisce che, nelle zone maggiormente colpite, la disponibilità di alimenti per il bestiame si è ridotta sensibilmente e che alcuni allevatori hanno diminuito la consistenza delle mandrie.
La media europea, tuttavia, non descrive ciò che ogni allevamento troverà in trincea o in magazzino. Per programmare le razioni dei prossimi mesi contano le quantità effettivamente raccolte e conservate, oltre alle caratteristiche degli alimenti disponibili la previsione JRC segnala un rischio diffuso, ma non sostituisce la verifica delle scorte aziendali. Anche la produzione totale di alcune colture potrebbe diminuire più della resa media, perché nelle situazioni più gravi il raccolto non è risultato economicamente praticabile.

Previsioni di resa del JRC MARS per le principali colture estive nel 2026. Le aree rosse indicano rese inferiori alla media 2021-2025, evidenziando impatti negativi diffusi in tutta l’Europa occidentale e centrale.
Il bollettino MARS di settembre conferma che le piogge arrivate da metà agosto sono state troppo tardive per recuperare le perdite delle colture estive. Il monitoraggio resta quindi utile per seguire l’evoluzione della campagna, mentre per la filiera lattiero-casearia la conseguenza più immediata è la necessità di misurare per tempo il fabbisogno di foraggi rispetto alle disponibilità reali.
Fonti: comunicato del Centro comune di ricerca, 28 settembre 2026; JRC MARS Bulletin, settembre 2026.

















































































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