Lattobacilli e sodio benzoato possono prevenire il deterioramento aerobico nello strato superiore della trincea
Una prova sperimentale su insilato di mais per valutare l'effetto della combinazione di benzoato di sodio e batteri lattici sul cappello della trincea

L’insilamento è una pratica comune utilizzata per conservare il foraggio per il settore zootecnico ed è spesso preferito alla fienagione per via della riduzione delle perdite durante il periodo di raccolta e stoccaggio (Grant e Adesogan, 2018). Le fermentazioni degli insilati sono regolate dai batteri lattici (LAB), capaci di produrre solo acido lattico quando vi è una predominanza di LAB omofermentanti; d’altro canto, i LAB oltre all’acido lattico possono produrre acido acetico ed etanolo quando vi è uno sviluppo di LAB eterofermentanti. Considerando che l’attività dei LAB durante l’insilamento può essere influenzata da diversi fattori, quali il contenuto di sostanza secca (DM) al momento della raccolta e la temperatura dell’insilato, è stata condotta, su scala aziendale, una prova sperimentale su insilato di mais al fine di valutare l’effetto di una combinazione di benzoato di sodio (SB) e di una miscela di LAB [(e.g., Lactiplantibacillus plantarum, Enterococcus faecium e Lactococcus lactis) gruppo OS] rispetto a un gruppo di controllo (CTR) sul profilo fermentativo, microbiologico e la quantificazione delle perdite di sostanza secca nella parte superiore della trincea nota con il nome di cappello. Un obiettivo secondario è stato di valutare l’efficacia del mix di additivi in merito al contenimento dell’aumento della temperatura della trincea e alla quantificazione dell’insilato deteriorato al fine di poter evitare di compromettere le performance della mandria.
La prova sperimentale è stata svolta presso il Centro di Ricerca per la Zootecnia e l’Ambiente (CERZOO). Dopo la raccolta, 1000 kg di mais appena trinciato sono stati equamente divisi in due gruppi (OS e CTR). Per ciascun gruppo, 12 sacchetti in polietilene ad alta densità (SNB; polietilene ad alta densità, 27×120 cm, pori da 200 µm) sono stati riempiti con circa 5,5 kg di foraggio appena trinciato e poi interrati a 0,30 m di profondità in diverse regioni della trincea (26 m di lunghezza, 8,5 m di larghezza e 3,5 m di altezza) per 98, 142 o 217 giorni. La trincea è stata divisa longitudinalmente in due parti uguali e una zona cuscinetto di 2 m è stata disposta in modo da dividere il gruppo CTR dal gruppo OS. In seguito alle operazioni di campionamento avvenute rispettivamente dopo 98, 142 e 217 giorni, il contenuto dei SNB è stato prelevato e sottoposto alle analisi del profilo chimico (Gallo et al., 2021), fermentativo (Sigolo et al., 2023), e microbiologico (Gallo et al., 2018). La stabilità aerobica è stata valutata in riferimento alla metodica proposta da Ranjit e Kung (2000).
Il gruppo OS ha registrato una minore perdita di sostanza secca (5,3±4,72 vs. 12,5±4,72 g/kg di DM), una maggiore stabilità aerobica (302,0±64,5 vs. 225,7±64,5 h), una minore conta di lieviti (2,33±0,84 vs. 3,74±0,84 log10[CFU/g]) e una minore conta di muffe (2,24±0,50 vs. 3,12±0,50 log10 ufc/g).
Durante la fase di avanzamento del fronte, sono state determinate la temperatura del core e del cappello e la quantità di insilato deteriorato rimosso per i due gruppi. La temperatura è risultata costantemente più bassa nel gruppo OS (Fig. 1) e la quantità totale di insilato deteriorato (2,01% del totale di WPCS) è risultata inferiore del 43% nel gruppo OS (Fig. 2).

Figura 1 – Andamento della temperatura misurata tra la prova nel core e cappello (rispettivamente lato CTR e OS) della trincea e l’ambiente.

Figura 2 – L’insilato deteriorato nel cappello rimosso per le due tesi sperimentali (rispettivamente lato CTR e lato OS) durante la prova dal personale del Centro Sperimentale.
Nella presente ricerca è stato dimostrato che la combinazione di benzoato di sodio il mix di LAB applicata nella sezione del cappello della trincea ha consentito di ridurre il deterioramento aerobico e contenere l’aumento della temperatura. In modo particolare l’applicazione del sodio benzoato ha aumentato la stabilità aerobica grazie alle sue proprietà antimicotiche e senza compromettere le performance della mandria. Inoltre, l’applicazione della soluzione combinata ha ridotto le perdite di sostanza secca.
La presente nota è una sintesi della seguente pubblicazione scientifica, in cui viene riportata tutta la letteratura citata: Mastroeni, C., Fiorbelli, E., Sigolo, S., Novara, V., Carboni, E., Eisner, I., Fantinati, P., Gallo, A., 2025. Improving the quality of whole-plant corn silage in the top layer of a silo by using an inoculant in combination with sodium benzoate. Animal Feed Science and Technology 319, 116176. https://doi.org/10.1016/j.anifeedsci.2024.116176
Autore
Carmelo Mastroeni,
sotto la supervisione del
Gruppo editoriale ASPA: Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.



















































































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