Resta stabile la quota degli italiani che non mangiano carne
Sempre più diffuse le diete “senza” anche quando non c’è un effettivo bisogno. Sono queste alcune delle informazioni contenute nel rapporto Eurispes 2025

La maggioranza degli italiani dichiara di essere onnivora (84,9%), il 9,5% non mangia carne poiché vegetariano (6,6%) o vegano (2,9%), mentre il 5,6% è stato vegetariano in passato.
Sono queste alcune delle considerazioni emerse dal Rapporto Italia pubblicato da Eurispes che è giunto quest’anno alla 37esima edizione, e che fotografa le abitudini della popolazione del nostro paese, incluse quelle alimentari. Si tratta di un documento utile per leggere la società contemporanea e adattarsi al cambiamento.
Sempre più diffuse le diete “senza” con un numero importante di quanti vi aderiscono pur non avendo necessità mediche, intolleranze o allergie. I più gettonati sono gli alimenti senza zucchero (28,2%) insieme a quelli senza lattosio (27,3%). Una minoranza acquista invece senza glutine (18%), senza lievito (16,4%) e senza uova (15,4%). Il 57,4% dei cittadini dichiara di utilizzare (qualche volta, spesso o abitualmente) gli integratori alimentari, il 56% i mix di frutta secca e semi, il 52% gli alimenti proteici, il 48,5% i semi (lino, girasole, canapa, ecc.). Pochi consumano gli alimenti contenenti cannabis, legalmente in commercio (17,2%).
Per quanto riguarda i temi ambientali, gli italiani sono contrari alla vivisezione (78,7%), alla caccia (68,3%), all’uso delle pellicce (79,4%), agli animali nei circhi (76%) e agli allevamenti intensivi per uso alimentare (71,4%). Le percentuali diminuiscono, ma sono sempre molto sopra il 50%, per quanto riguarda l’abbattimento di animali in sovrannumero rispetto alla sostenibilità del territorio in aree extraurbane (66% contrari) o in sovrannumero vicino o all’interno di aree urbane (60,1%). Per l’abbattimento di animali potenzialmente pericolosi per l’uomo se si avvicinano alle aree abitate, i contrari sono in numero inferiore (54,7%).
Sono sempre di più (rispetto all’indagine del 2017) sono gli italiani che usano “Dottor Google” per cercare informazioni sulla Rete relative alla salute e ad eventuali malattie, ma il medico resta un punto di riferimento insostituibile.
Tre italiani su quattro quando hanno un problema di salute si rivolgono a un medico; in particolare, al medico di base il 59,6% e a uno specialista il 15,6%. Solo il 13% tenta, se possibile, di risolvere il problema di salute cercando informazioni e consigli in Rete. L’11,8% trova altre soluzioni.
Quando si chiede poi a quanti è capitato di cercare informazioni su Internet quando hanno avuto un problema di salute, i risultati cambiano. Il 65,6% dichiara di aver cercato informazioni in Rete. Tra di essi il 59,5% si è anche rivolto a un medico, mentre il 6,1% non lo ha fatto, considerando probabilmente esaurienti le risposte ai propri quesiti di salute ottenute online. Informazioni e consigli relativi alla propria salute vengono cercati in Rete complessivamente dal 71,9% delle persone, anche se con diversa frequenza. La Rete si usa per capire a che cosa fossero dovuti i sintomi/disturbi avvertiti (61,9%), per informarsi su buone pratiche/abitudini utili alla salute (52,8%), capire quali farmaci usare per il disturbo manifestato (34,2%), per capire quali esami probabilmente si dovranno fare (35,2%).
In 4 case su 10 c’è un pet. Inizia a diffondersi l’uso di assicurare i propri animali. L’amore per gli animali è confermato dalla larghissima maggioranza di italiani contrari alla vivisezione, alla caccia, alle pellicce e al loro uso nei circhi, ma anche all’abbattimento quando sono in sovrannumero
Secondo i dati dell’Eurispes, gli animali domestici sono sempre più presenti nelle case degli italiani. Nel 2025 sono il 40,5% degli italiani a dichiarare di accogliere un animale (+3,2% rispetto al 2024): cani e gatti in egual misura (37%).
Il budget complessivo di spesa mensile per più della metà dei proprietari va dai 31 ai 100 euro. Osservando i dati in serie storica emerge che la tendenza è comunque a spendere sempre di più.
Si spende soprattutto per l’alimentazione (il 51% dei proprietari in media meno di 50 euro al mese) e le spese mediche (il 40% tra i 31 e 100 euro al mese). Quasi un quarto dei proprietari ha rinunciato a prendere altri animali a causa dei costi economici e, per lo stesso motivo, uno su dieci è stato costretto a dare via il proprio animale domestico.
Aderire ad un’assicurazione sanitaria (15,5%) o una per la tutela legale e la responsabilità civile (16%) è forse una tendenza che sta iniziando a diffondersi.
Per approfondire è possibile scaricare qui il report:



















































































GDPR Compliant