Ambiente, benessere animale e produzioni di qualità: il futuro dell’alpeggio al centro della giornata AKIS

Dalla gestione dell’alpeggio alla valorizzazione delle produzioni, il confronto organizzato da ERSAF ha evidenziato strategie e strumenti per sostenere il futuro degli allevamenti alpini

18 Agosto, 2026

Un confronto sulla zootecnia di montagna

Ambiente, benessere animale e produzioni di qualità sono stati i temi centrali della giornata AKIS organizzata da ERSAF e ospitata presso l’Azienda Agricola Barelli Gabriele di Samolaco (SO), con una visita all’alpeggio aziendale dell’Alpe Motta Alta, a Campodolcino.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di formazione tecnica e di confronto tra allevatori, tecnici e ricercatori, focalizzato sulle strategie più efficaci per accompagnare l’evoluzione della zootecnia di montagna e valorizzare il ruolo dell’alpeggio nei moderni sistemi agroalimentari.

Ad aprire i lavori è stato il professor Erminio Trevisi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha sottolineato il valore dell’azienda ospitante quale esempio di integrazione tra allevamento in fondovalle e gestione estiva dell’alpeggio. Un modello che rispecchia la complessità della zootecnia alpina contemporanea, chiamata a coniugare produttività, sostenibilità e benessere animale.

L’alpeggio tra tradizione e nuove sfide

Il professor Alberto Tamburini dell’Università degli Studi di Milano ha approfondito il tema della valorizzazione della zootecnia al pascolo, evidenziando come oggi convivano differenti modelli gestionali.

Accanto alle aziende che scelgono di non praticare più la monticazione tradizionale, vi sono realtà che mantengono sistemi misti tra fondovalle e alpeggio, caratterizzati da una permanenza stagionale limitata e sempre più influenzata dalle condizioni climatiche.

Il dibattito ha messo in luce come i cambiamenti climatici, le esigenze produttive e le difficoltà economiche stiano modificando profondamente l’organizzazione degli allevamenti montani, rendendo necessario individuare soluzioni innovative e sostenibili.

I punti di forza dell’alpeggio

Nel corso della giornata sono emersi numerosi aspetti positivi legati alla pratica dell’alpeggio, considerata una risorsa strategica per il territorio montano.

Tra i principali vantaggi:

  • produzione di latte e derivati percepiti dai consumatori come prodotti di elevata qualità;
  • tutela dell’ambiente e prevenzione di fenomeni erosivi e incendi boschivi;
  • conservazione della biodiversità vegetale e animale;
  • gestione del deflusso delle acque e mantenimento del paesaggio;
  • valorizzazione turistica delle aree montane;
  • presidio del territorio e contrasto allo spopolamento;
  • manutenzione e recupero delle superfici agricole e foraggere.

L’alpeggio si conferma quindi non soltanto una pratica produttiva, ma anche uno strumento di gestione sostenibile del territorio e di conservazione degli ecosistemi alpini.

Le criticità del sistema alpicolturale

Accanto ai benefici, sono state evidenziate alcune problematiche che limitano la competitività e la sostenibilità degli allevamenti di montagna.

Tra le principali criticità figurano:

  • necessità di disporre di strutture in fondovalle adeguate al benessere animale;
  • limitata disponibilità di Superficie Agricola Utilizzata (SAU);
  • gestione dei reflui e del carico animale;
  • ridotta redditività delle aziende;
  • forte dipendenza dal lavoro familiare;
  • difficoltà nel ricambio generazionale;
  • scarsa propensione agli investimenti innovativi;
  • complessità delle normative sanitarie e del lavoro.

I partecipanti hanno sottolineato l’importanza di interventi mirati, costruiti sulle specificità di ciascun alpeggio, che comprendano il miglioramento delle infrastrutture, dell’accessibilità e delle connessioni tecnologiche, oltre al rafforzamento del ruolo del turismo come fonte integrativa di reddito.

L’innovazione tecnologica al servizio della montagna

Un ampio spazio è stato dedicato alle tecnologie applicabili alla zootecnia di montagna, considerate strumenti essenziali per ridurre il carico di lavoro, migliorare l’efficienza aziendale e individuare tempestivamente eventuali problemi sanitari.

Le principali innovazioni presentate sono state:

  • sensori a basso costo per il monitoraggio individuale degli animali;
  • sistemi di Precision Livestock Farming (PLF);
  • collari intelligenti per rilevare attività motoria, ruminazione e condizioni corporee;
  • sistemi di tracciamento e recinzioni virtuali, ancora in fase sperimentale;
  • tecnologie di remote sensing per il monitoraggio dei pascoli;
  • strumenti evoluti per la conservazione e la gestione dei foraggi.

L’obiettivo è favorire una gestione sempre più precisa e sostenibile degli allevamenti, migliorando al tempo stesso le condizioni di lavoro degli operatori.

La pianificazione come chiave per il futuro

Nel suo intervento, il dottor Gabriele Iussig ha evidenziato come la crescente complessità del settore richieda una pianificazione strutturata delle attività di alpeggio.

Tra i fattori che oggi incidono maggiormente sulla gestione aziendale vi sono:

  • difficoltà nel reperimento di manodopera qualificata;
  • crescente pressione normativa;
  • presenza dei grandi carnivori;
  • mutamenti climatici e produttivi.

La pianificazione parte dalla redazione di un documento tecnico che definisce:

  1. lo stato attuale dell’alpeggio;
  2. gli obiettivi di gestione;
  3. le azioni operative da mettere in atto.

Particolare attenzione deve essere rivolta alla zonizzazione dei pascoli, alla definizione dei carichi animali e all’analisi della composizione botanica e delle condizioni del suolo.

In questo contesto, anche la diversificazione delle attività aziendali, attraverso il turismo o la trasformazione dei prodotti, può rappresentare un’opportunità importante, pur richiedendo nuove competenze organizzative e sanitarie.

L’esperienza dell’Azienda Agricola Barelli

La giornata si è conclusa con la presentazione dell’esperienza dell’Azienda Agricola Barelli, apprezzata dai partecipanti per la qualità della gestione e per l’attenzione alla sostenibilità.

Gabriele Barelli ha illustrato alcune delle scelte che caratterizzano l’attività aziendale:

  • utilizzo di fieno fasciato esclusivamente per gli animali in asciutta;
  • autoproduzione di tutto il foraggio necessario, sia in fondovalle sia in quota;
  • concimazione dei prati attraverso il riutilizzo di letame e liquame prodotti dagli stessi animali allevati.

L’azienda alleva manze da carne e vacche da latte con produzioni comprese tra 20 e 28 litri di latte al giorno. La gamma produttiva è orientata principalmente ai prodotti freschi, in linea con le richieste del mercato:

  • latte fresco;
  • yogurt;
  • mozzarelle senza lattosio;
  • ricotte;
  • crescenze;
  • formaggi stagionati commercializzati con marchio aziendale.

Una risorsa da sostenere

L’esperienza dell’Azienda Barelli ha evidenziato anche le difficoltà che molte realtà montane si trovano ad affrontare: elevati carichi di lavoro, costi di gestione sempre più alti e investimenti tecnologici spesso difficili da sostenere senza adeguati sostegni pubblici.

Nonostante queste criticità, la gestione attiva del territorio, le attività di sfalcio e la cura del paesaggio confermano il ruolo fondamentale della zootecnia di montagna. L’alpeggio emerge così come una risorsa multifunzionale capace di generare benefici ambientali, economici e sociali, contribuendo alla conservazione di un ecosistema alpino particolarmente delicato e prezioso.

Autore: Ersaf

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Da leggere - Agosto 2026

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