Bilancio positivo per la 98ª Fazi di Montichiari. La prossima edizione dal 22 al 24 ottobre 2027

La 98° edizione del FAZI di Montichiari chiude in positivo con un afflusso importante e visitatori di tutte le età. Al centro del dibattito dell'edizione 2026 i prezzi del gasolio agricolo, l'innovazione tecnica e segnali incoraggianti di ripresa

26 Ottobre, 2026

Bilancio positivo per la Fazi targata 2026 e l’ottimismo vince sull’incertezza di un mix di fattori che, in parte, zavorrano la redditività delle imprese agro-zootecniche. Ma per gli agricoltori, gli allevatori, gli imprenditori agromeccanici che frequentano la 98ª edizione c’è anche la consapevolezza che si tratta di un momento passeggero e che all’orizzonte le nubi si stanno rischiarando. La presenza del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, dell’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Alessandro Beduschi, di molti rappresentanti delle istituzioni e di tutto il mondo agricolo è il segnale di una compattezza e di un’attenzione al comparto che invita a guardare oltre le montagne russe attuali.

“Notevole l’afflusso di visitatori e credo che in questa fase lo stato d’animo del mondo agricolo sia di prudenza, più che di paura – dichiara il presidente del Centro Fiera di Montichiari, Gianantonio Rosa -. C’è comunque consapevolezza che il nostro territorio può contare su qualche paracadute in termini di valorizzazione delle materie prime, grazie alle grandi Dop che riescono a remunerare meglio. La sfida nell’area padana ora è mirata al raggiungimento dell’equiparazione del digestato ai fertilizzanti chimici, così da valorizzare un aspetto finora critico della zootecnia di casa nostra. Allo stesso tempo, si coglie fra gli operatori una rinnovata fiducia verso la politica, che è intervenuta per sostenere, almeno in parte, i rincari subiti dalle imprese agricole e c’è la speranza che il dibattito in Europa possa riportare al centro dell’agenda il comparto primario attraverso decisioni in grado di favorire competitività, ricambio generazionale, futuro delle imprese”.

Il boom dei prezzi del gasolio agricolo (passato in Italia da 0,97 a 1,59 euro al litro fra gennaio e ottobre di quest’anno) ha spinto il Governo e le Regioni italiane ad intervenire con una serie di agevolazioni e sostegni: li ha ricordati alla Fazi il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, intestando al pressing di Palazzo Rospigliosi molti meriti (“il taglio delle accise per circa un miliardo di sgravi fiscali; il credito di imposta per altri 100 milioni; il taglio del 20% dei prezzi del gasolio da parte di Eni e altre compagnie petrolifere; e poi ulteriori 60 milioni del Governo per l’agricoltura e altri 15 milioni erogati in Lombardia per diminuire il prezzo pagato dagli agricoltori). Il sostegno è avvenuto anche in Francia (finanziamenti a tasso zero per le imprese agricole e aiuti fino a 35 centesimi al litro dall’Eliseo), mentre il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato un piano da otto miliardi di dollari per coprire le perdite legate al costo del diesel agricolo.

Quanto agli scenari globali, è difficile intuire quale direzione prenderanno i mercati in una fase di volatilità come quella che si sta vivendo, ma bisogna ricordare che anche in altri periodi lo scenario è stato pressoché analogo e la ripresa agricola si è verificata prima delle aspettative. Basta guardare l’andamento storico del costo simulato della razione alimentare per le bovine da latte: nel marzo 2022, poche settimane dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, il picco di spesa di mais, soia e frumento superò addirittura il prezzo del latte alla stalla incassato dagli allevatori in media in Lombardia. Oggi la situazione è decisamente meno tesa. Il costo simulato calcolato da Clal.it per 100 chilogrammi di mais e soia tocca i 32,94 euro, mentre il prezzo del latte alla stalla si colloca a 47,04 euro per 100 chilogrammi. Certo, rispetto allo scorso giugno il rimbalzo della razione alimentare è stato superiore ai 4 euro, ma anche il prezzo del latte alla stalla era di un euro al chilogrammo inferiore.

L’export dell’agroalimentare italiano, oggi su valori annuali pari a 73 miliardi di euro, è una delle strade privilegiate da percorrere per un sistema che rappresenta una delle principali voci dell’economia nazionale, con 4 milioni di occupati e un valore che si aggira sui 700 miliardi, intorno al 15% del Pil nazionale. Servono reti, accordi di filiera e visioni ad ampio raggio, per estendere l’azione oltre alle destinazioni principali del Made in Italy, che restano prevalentemente Unione europea, Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera e Giappone. Si può fare di più e rafforzare indirettamente il valore aggiunto dell’agricoltura italiana, la più alta a livello europeo, grazie alle Indicazioni Geografiche.

Altro elemento chiave è legato all’innovazione. Dalla Fazi 2026 è emerso univoco l’obiettivo di rafforzare l’agricoltura digitale, gli strumenti in grado di favorire le decisioni delle imprese agricole, che oggi vedono nell’Intelligenza Artificiale una nuova frontiera di crescita, sviluppo e di sostenibilità.

La programmazione europea della Pac sta volteggiando verso un nuovo settennato, che partirà dal 2028 e che probabilmente vedrà meno risorse disponibili e una forte attenzione alle dinamiche dell’ambiente, del ricambio generazionale e verso investimenti di sistema, per migliorare la condivisione di dati e informazioni e tutelare le aree rurali.

Segnali positivi anche dalla folta presenza di giovani. Non soltanto per gli oltre 1.500 studenti degli istituti agrari che hanno animato la prima giornata della Fazi nel corso delle manifestazioni zootecniche gestite da Anafibj, ma anche per il meeting organizzato dai giovani agricoltori di Coldiretti sul futuro della Politica agricola comune e della zootecnia.

Con un’età media degli agricoltori che supera i 58 anni (in Italia si superano i 62 anni) e un fabbisogno di manodopera qualificata che non sempre è facile trovare, innovare diventa l’unica strada percorribile e le soluzioni per una nuova rivoluzione tecnologica non mancano alla Fazi di Montichiari, fra robotica, energie rinnovabili, automazione, sensori intelligenti, strumenti di monitoraggio in grado di fornire informazioni in tempo reale, così da migliorare management aziendale, benessere e salute animale, gestire al meglio le risorse. Il futuro passa dalle nuove tecnologie e lo sa l’Ue come anche altre realtà sul pianeta. La Cina, ad esempio, ha stimato recentemente un fabbisogno di circa 12 milioni di droni agricoli per rispondere al progressivo spopolamento delle zone rurali nel Paese, mentre secondo quanto riportato dal Financial Times che ha rilanciato l’analisi do Xag, il secondo più grande produttore di droni agricoli al mondo per fatturato, “le aziende agricole al di fuori della Cina potrebbero richiedere da cinque a 10 milioni di droni nel prossimo decennio per far fronte a situazioni di lavoro urgenti”.

“Grazie a un mosaico di convegni di alto profilo – commenta Ezio Zorzi, direttore del Centro Fiera di Montichiari – si sono affrontati temi legati all’attualità e prospettive di visione, favorendo il dialogo anche all’interno delle filiere agroalimentari, che saranno il driver per una programmazione delle produzioni sempre più necessaria, anche in chiave di gestione dei mercati”.

La prossima edizione della Fazi si terrà al Centro Fiera di Montichiari dal 22 al 24 ottobre 2027.

Fonte: CS FAZI 

 

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