Confermato focolaio di afta epizootica in Germania. Il primo in Europa dal 2011

Torna l'Afta Epizootica in Europa dopo oltre un decennio

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13 Gennaio, 2025

In data 10 gennaio 2025 la World Organisation for Animal Health (WOAH) e il Friedrich-Loeffler-Institut (FLI) hanno notificato ufficialmente un focolaio di Afta epizootica verificatosi in un allevamento di bufali in Germania, nella regione Märkisch-Oderland, Brandenburg, che segna la prima comparsa della malattia nel paese dal 1988.

L’afta epizootica è una malattia virale molto contagiosa che colpisce gli ungulati (bovini, ovicaprini e suini) ma il range di specie suscettibili è molto ampio e può colpire anche specie selvatiche. Non rappresenta un pericolo per la salute umana. A causa del grave impatto socio-economico, è stata elencata nel Reg. (UE) 2016/429 tra le 5 malattie prioritarie su cui focalizzare l’attenzione, e in caso di focolaio è necessario attuare rigide misure di controllo“. Si legge nella nota diffusa dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna a commento della notizia.

Attualmente la malattia è endemica in Medio Oriente, Africa, alcune zone dell’America e in diversi Paesi asiatici. In Europa l’ultimo focolaio si è verificato in Bulgaria nel 2011; precedentemente, nel 2001, una grave epidemia aveva coinvolto dapprima il Regno Unito e successivamente Francia, Irlanda e Paesi Bassi.

Al momento sono ancora in corso gli accertamenti diagnostici che permetteranno di caratterizzare meglio il virus e capire di conseguenza l’origine del focolaio. È possibile che i continui rapporti commerciali con paesi in cui la malattia è endemica, possano rappresentare un rischio di introduzione in paesi definiti indenni.

La Germania ha già adottato misure di contenimento. La diagnosi precoce e la risposta rapida sono fondamentali per contenere qualsiasi focolaio.

“L’attuale presenza dell’afta epizootica in Europa – scrive l’IZSLER – porterà necessariamente a un rafforzamento dei nostri sistemi di sorveglianza e prevenzione, in modo che tutte le figure coinvolte siano pronte per gestire un’eventuale incursione in Italia“.

Per approfondimenti consultare i seguenti link:

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