Confermato focolaio di afta epizootica in Germania. Il primo in Europa dal 2011
Torna l'Afta Epizootica in Europa dopo oltre un decennio

In data 10 gennaio 2025 la World Organisation for Animal Health (WOAH) e il Friedrich-Loeffler-Institut (FLI) hanno notificato ufficialmente un focolaio di Afta epizootica verificatosi in un allevamento di bufali in Germania, nella regione Märkisch-Oderland, Brandenburg, che segna la prima comparsa della malattia nel paese dal 1988.
“L’afta epizootica è una malattia virale molto contagiosa che colpisce gli ungulati (bovini, ovicaprini e suini) ma il range di specie suscettibili è molto ampio e può colpire anche specie selvatiche. Non rappresenta un pericolo per la salute umana. A causa del grave impatto socio-economico, è stata elencata nel Reg. (UE) 2016/429 tra le 5 malattie prioritarie su cui focalizzare l’attenzione, e in caso di focolaio è necessario attuare rigide misure di controllo“. Si legge nella nota diffusa dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna a commento della notizia.
Attualmente la malattia è endemica in Medio Oriente, Africa, alcune zone dell’America e in diversi Paesi asiatici. In Europa l’ultimo focolaio si è verificato in Bulgaria nel 2011; precedentemente, nel 2001, una grave epidemia aveva coinvolto dapprima il Regno Unito e successivamente Francia, Irlanda e Paesi Bassi.
Al momento sono ancora in corso gli accertamenti diagnostici che permetteranno di caratterizzare meglio il virus e capire di conseguenza l’origine del focolaio. È possibile che i continui rapporti commerciali con paesi in cui la malattia è endemica, possano rappresentare un rischio di introduzione in paesi definiti indenni.
La Germania ha già adottato misure di contenimento. La diagnosi precoce e la risposta rapida sono fondamentali per contenere qualsiasi focolaio.
“L’attuale presenza dell’afta epizootica in Europa – scrive l’IZSLER – porterà necessariamente a un rafforzamento dei nostri sistemi di sorveglianza e prevenzione, in modo che tutte le figure coinvolte siano pronte per gestire un’eventuale incursione in Italia“.
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