FAO: conclusa ieri la conferenza globale sulla trasformazione sostenibile dell’allevamento
Il direttore generale QU Dongyu afferma che l'adozione di buone pratiche è la chiave per ridurre l’impatto ambientale

“L’esperienza dimostra che l’adozione di buone pratiche può rendere i sistemi di allevamento realmente sostenibili”. Così QU Dongyu, Direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), ha aperto la seconda Conferenza globale sulla trasformazione sostenibile dell’allevamento.
I dettagli dell’evento
La conferenza si è tenuta presso la sede centrale della FAO a Roma dal 29 settembre al 1° ottobre. Ha riunito membri della FAO, responsabili politici, agricoltori, aziende private, associazioni di settore, rappresentanti della società civile, ONG, ricercatori e agenzie di sviluppo per condividere esperienze e presentare soluzioni concrete per la trasformazione sostenibile del settore zootecnico.
Dal dialogo all’azione
A differenza della Prima Conferenza Globale del 2023 e dei successivi forum regionali, questa Seconda Conferenza Globale si è concentrata su un approccio pratico. Con il tema “Promuovere il cambiamento, ampliare le innovazioni, guidare le soluzioni”, l’agenda evidenzia il ruolo cruciale del bestiame nella trasformazione dei sistemi agroalimentari globali e nella garanzia olistica dei Quattro Migliori: migliore produzione, migliore nutrizione, un ambiente migliore e una vita migliore per tutti.
Le sfide di oggi
Il settore si trova oggi ad affrontare sfide considerevoli, tra cui l’impatto ambientale, i rischi per la salute pubblica e le preoccupazioni per il benessere degli animali. “Ma abbiamo anche le soluzioni”, ha affermato il Direttore generale, citando esempi di aziende agricole in tutto il mondo in cui il letame viene convertito in energia pulita, i sottoprodotti vengono riutilizzati per produrre nuovi materiali e gli animali vengono allevati in condizioni sane e rispettose dell’ambiente. “La lezione è chiara e la scienza lo conferma: quando si adottano buone pratiche, i sistemi di allevamento possono essere realmente sostenibili”, continua Qu.
Un momento cruciale
Secondo il Direttore generale, il settore si trova a un bivio importante. La trasformazione sostenibile del bestiame richiede collaborazione e impegno condiviso, e i progressi della scienza, delle tecnologie digitali e delle pratiche sostenibili offrono opportunità inimmaginabili solo un decennio fa. “Oggi abbiamo la possibilità di dare forma a sistemi di allevamento che nutrono tutti, proteggono il nostro pianeta e danno potere alle comunità per le generazioni future“, ha affermato Qu.
Il ruolo della FAO
Tra le iniziative chiave, la FAO lancerà due nuovi Hub globali: l’One Health Knowledge and Intelligence Hub e il Sustainable Livestock Transformation Innovation Hub.
La FAO presenterà anche il Programma Global Challenge per le malattie transfrontaliere degli animali, un nuovo modello di business per proteggere la salute degli animali, sostenere la produzione zootecnica e salvaguardare i mezzi di sussistenza in tutto il mondo.
Verrà istituita, inoltre, una rete di Centri di riferimento della FAO per i mangimi animali per sfruttarne appieno il potenziale, in particolare nei paesi in via di sviluppo.
Al 2026 con “One Health”
Nel 2026, la FAO ospiterà la prima Conferenza globale sulla salute unica nei sistemi agroalimentari per mostrare come la filosofia “One Health” collega la salute animale, umana, vegetale, del suolo, ambientale, la sicurezza alimentare e la nutrizione.
Fonte: FAO


















































































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