Il Consiglio adotta la prima legge europea per proteggere i suoli

Dopo il voto del Parlamento europeo, previsto nelle prossime settimane, gli Stati membri avranno tre anni per recepire la normativa che introduce un sistema di monitoraggio uniforme, con l’ambizione di garantire suoli sani in tutta l’Unione entro il 2050

29 Settembre, 2025

Il Consiglio ha formalmente adottato oggi la direttiva sul monitoraggio del suolo che istituisce il primo atto legislativo dell’UE per la salvaguardia e il monitoraggio dei suoli.

La direttiva

La direttiva rappresenta un passo fondamentale verso suoli più sani e resilienti, essenziali per la sicurezza alimentare, l’acqua pulita e l’ambiente.

Sebbene molti atti legislativi e strumenti politici dell’UE in modo trasversale contribuiscono alla protezione del suolo, quest’ultimo non dispone di un quadro legislativo specifico a livello UE, come invece accade per altri ecosistemi chiave (acqua, aria, ambiente marino).

A novembre 2021, nell’ambito della strategia dell’UE per la biodiversità per il 2030, la Commissione ha adottato una nuova strategia dell’UE per il suolo, con l’obiettivo generale di garantire che tutti i suoli dell’UE siano in buone condizioni entro il 2050. La strategia individua inoltre la mancanza di una legislazione UE specifica come una delle principali cause del degrado del suolo. Per affrontare questo problema, a luglio 2023 la Commissione ha proposto la legge sul monitoraggio del suolo.

Elementi principali

Le nuove norme contribuiranno a migliorare la resilienza del suolo, a garantire una migliore gestione dei siti contaminati e a introdurre principi di mitigazione del consumo di suolo, con particolare attenzione alla sua impermeabilizzazione (la copertura del suolo con materiali impermeabili come cemento o asfalto) e rimozione (la rimozione dello strato superficiale del suolo durante attività come l’edilizia).

In base alla direttiva, gli Stati membri istituiranno sistemi di monitoraggio per valutare le condizioni fisiche, chimiche e biologiche dei suoli sul loro territorio, sulla base di una metodologia comune dell’UE. Riferiranno quindi regolarmente alla Commissione e all’Agenzia europea dell’ambiente sullo stato di salute e sull’occupazione del suolo, e sui siti contaminati, garantendo la disponibilità di dati comparabili in tutta l’UE e la possibilità di adottare misure coordinate per contrastare il degrado del suolo. Saranno inoltre adottate misure per il monitoraggio di contaminanti emergenti, come PFAS, pesticidi e microplastiche.

La direttiva definisce descrittori comuni del suolo e introduce classi per descriverne lo stato di salute, collegate a valori obiettivo non vincolanti a livello UE e a valori soglia nazionali. Ciò aiuterà gli Stati membri a identificare le priorità e ad attuare gradualmente misure volte a migliorare la salute dei suoli.

La Commissione assisterà gli Stati membri sviluppando strumenti e metodologie comuni e facilitando lo scambio di buone pratiche.

Prossimi passi

Questa fase conclude la procedura di adozione in seno al Consiglio. Il Parlamento europeo procederà alla sua votazione finale nelle prossime settimane.

Gli Stati membri avranno tre anni di tempo dall’entrata in vigore per recepire le nuove norme nel diritto nazionale.

 

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