Parmigiano Reggiano biologico: il pascolo per migliorare il benessere animale e la qualità del latte
Nell’azienda biologica Ciao Latte, in provincia di Parma, il pascolo a rotazione e la produzione aziendale dei foraggi integrano sostenibilità, salute della mandria e qualità organolettica del latte destinato alla trasformazione casearia

Nel cuore della zona di produzione del Parmigiano Reggiano, la famiglia Peveri gestisce l’azienda lattiero-casearia biologica Ciao Latte, situata a Borghetto di Noceto, vicino a Parma.
L’azienda produce Parmigiano Reggiano biologico da oltre 25 anni e da circa un decennio possiede la certificazione Bio Suisse, che le consente di commercializzare i propri prodotti anche in Svizzera. La realtà aziendale comprende circa 300 ettari di superficie agricola, 350 vacche in lattazione e un numero simile di capi da rimonta.
La produzione degli alimenti destinati alla mandria è strettamente integrata nel sistema agricolo. L’azienda coltiva direttamente i foraggi e i mangimi utilizzati per l’alimentazione degli animali.
Questo approccio risponde ai principi della produzione casearia biologica e, allo stesso tempo, mantiene un forte legame tra gestione delle colture, alimentazione della mandria e produzione del latte.
Il pascolo a rotazione
Un elemento centrale del sistema produttivo è rappresentato dall’accesso all’aperto. A partire dalla metà di marzo, non appena le condizioni meteorologiche e del terreno lo consentono, le vacche possono accedere al pascolo.
Per favorire un uso sostenibile delle superfici e garantire un elevato livello di salute e benessere degli animali, gli otto ettari destinati al pascolo sono suddivisi in due settori principali, ciascuno dei quali comprende quattro recinti.
La rotazione degli animali tra le diverse aree contribuisce a ridurre le perdite di foraggio causate dal calpestio e favorisce la ricrescita dell’erba durante la primavera, quando lo sviluppo vegetativo è più intenso.
Secondo quanto riferito dall’azienda, le condizioni del pascolo diventano più difficili a partire dalla metà di giugno, quando la diminuzione delle precipitazioni limita la crescita dell’erba.
Sia le vacche in lattazione sia quelle in asciutta hanno accesso alle superfici destinate al pascolo. In questo modo, il foraggio fresco può continuare a rappresentare una componente importante della strategia alimentare durante la stagione favorevole.
Gli effetti sulla qualità del latte
Per la filiera del Parmigiano Reggiano, la qualità della materia prima costituisce un obiettivo centrale. Secondo il produttore, il foraggio fresco e il pascolo generano benefici non soltanto per la salute degli animali, ma anche per le caratteristiche del latte.
Il latte ottenuto viene descritto come dotato di caratteristiche organolettiche più ricche, con una maggiore varietà di aromi e sapori. Il produttore evidenzia inoltre un rapporto tra omega-3 e omega-6 più favorevole nel latte proveniente dagli animali allevati al pascolo, in linea con i vantaggi nutrizionali generalmente associati ai sistemi alimentari basati sull’erba.
Un modello biologico legato al territorio
L’esperienza dell’azienda Ciao Latte mostra come produzione biologica, pascolo a rotazione e alimentazione basata sui foraggi possano essere integrati all’interno di un sistema dedicato alla produzione del Parmigiano Reggiano.
Attraverso l’attenzione alla salute degli animali, alla gestione efficiente dei pascoli e alla qualità del latte, l’azienda evidenzia il ruolo che il pascolo può svolgere nel sostenere le caratteristiche distintive di uno dei prodotti caseari italiani più conosciuti.
L’esperienza dell’azienda agricola Ciao Latte può essere approfondita nel video dedicato.
INTAQT è un progetto di ricerca quinquennale finanziato dal programma Horizon 2020 dell’Unione europea. Il progetto esplora la relazione tra i sistemi di produzione zootecnica e la qualità dei prodotti ottenuti dalle filiere avicola e bovina. Attraverso il concetto di “One Quality”, INTAQT intende dimostrare che è possibile produrre con continuità alimenti di origine animale sicuri, nutrienti e appetibili, sia nei sistemi di allevamento estensivi sia in quelli intensivi, promuovendo contemporaneamente una produzione zootecnica più sostenibile.



















































































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