Promozione agroalimentare UE: la Commissione AGRI propone meno burocrazia e più flessibilità nei finanziamenti
Gli eurodeputati della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale chiedono misure più incisive e una riduzione della burocrazia per sostenere il settore agroalimentare dell'UE e potenziarne l'impatto commerciale all'estero

Lunedì 5 ottobre, la Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo ha adottato, con 37 voti favorevoli, 7 contrari e un’astensione, una serie di proposte per rendere la politica di promozione dei prodotti agroalimentari dell’UE più semplice, flessibile ed efficace dal punto di vista commerciale.
Tali proposte, riportate nella relazione sulla politica di promozione agroalimentare dell’UE presentata da Salvatore De Meo, includono:
- accesso semplificato ai finanziamenti e procedure amministrative meno onerose e più proporzionate, con particolare attenzione alle PMI, alle piccole aziende agricole e alle organizzazioni operanti in aree rurali o svantaggiate;
- maggiore flessibilità nel riorientare campagne, prodotti, fondi o mercati di riferimento dopo l’approvazione, qualora mutino le condizioni di mercato o geopolitiche;
- programmi multinazionali più ambiziosi, con stanziamenti maggiori per progetti che prevedano cooperazione e promozione congiunta;
- miglior equilibrio e trasferibilità dei fondi. Le risorse dovrebbero poter essere trasferite tra programmi e settori al variare della domanda – ad esempio, quando i fondi per la promozione dei prodotti biologici risultano sottoutilizzati mentre altri settori registrano una domanda eccessiva – mantenendo al contempo un bilancio complessivo prevedibile;
- maggiore enfasi sulle campagne finanziate dall’UE per valorizzare al meglio qualità, tracciabilità, indicazioni geografiche e sostenibilità, così da rispondere più efficacemente alla domanda dei consumatori e alle specificità dei singoli mercati dei paesi terzi;
- uso congiunto delle identità UE e nazionale. Lo slogan “Enjoy, it’s from Europe” dovrebbe essere affiancato, sulle confezioni destinate ai mercati esteri, da un’indicazione di origine che specifichi il paese produttore. L’obiettivo è coniugare la credibilità europea con la riconoscibilità a livello nazionale e regionale.
“Abbiamo lavorato per mantenere una politica ambiziosa e adeguatamente finanziata, che sia più flessibile, orientata al mercato e snella ha dichiarato il relatore Salvatore De Meo (PPE, IT). – Essa sosterrà in particolare le piccole aziende agricole e le cooperative, rafforzando al contempo la presenza dei nostri prodotti (compresi quelli delle indicazioni geografiche) sui mercati internazionali. Abbiamo inoltre difeso un principio fondamentale: garantire un trattamento equo a tutti i settori e prodotti agricoli ammissibili, tra cui carne e vino, senza discriminazioni o demonizzazioni, trattandosi di prodotti parte integrante del patrimonio e dell’identità agroalimentare europea. Il testo approvato è il frutto di negoziati seri che hanno trovato il giusto equilibrio su questioni sensibili quali l’equilibrio geografico, l’etichettatura dell’origine e la necessità di mantenere una politica di promozione flessibile, inclusiva e capace di valorizzare la qualità e la diversità del modello agroalimentare europeo”.
Per maggiori dettagli è possibile scaricare il testo approvato cliccando QUI.
Fonte: CS Parlamento europeo
















































































GDPR Compliant