Rapporto reciproco e funzionale terra-animali: la valorizzazione foraggera nell’alimentazione della vacca da latte secondo metodo biologico
Dopo la conversione al biologico, la Soc. Agr. Maestri PSF Bio di Dosimo (CR) ha scelto di valorizzare l’erba verde e colture alternative al mais per arrivare alla piena autonomia nella razione destinata ai bovini allevati

Rispetto della fisiologia di specie e massima efficienza delle risorse del comprensorio agrozootecnico: questi sono i due paradigmi fondamentali che sottendono al metodo biologico e che la Soc. Agr. Maestri PSF Bio di Dosimo (CR) ha messo pienamente in atto puntando alla valorizzazione foraggera nel razionamento della propria mandria.
La scelta del bio
L’azienda nasce nel 2013 da una divisione della azienda storica di famiglia: i due fratelli Stefano e Federico insieme al papà decidono di tenere una delle due strutture esistenti. All’inizio proseguono con la gestione convenzionale per la produzione di latte destinato alla caseificazione DOP, con circa 30 litri di media e una razione tradizionale della Pianura Padana basata su silomais, fieno e mangime.
Le difficoltà che hanno investito il settore latte nel 2016 hanno spinto la famiglia Maestri a interessarsi a possibili soluzioni alternative, individuando nel metodo biologico la strada più coerente con la loro visione e con il crescente interesse del consumatore rispetto alla qualità etica degli alimenti di origine animale.

Foto 1 – La Soc. Agr. Maestri PSF Bio fa parte della rete di aziende dimostrative pilota del progetto europeo Climate Farm Demo che promuove lo sviluppo dell’“agricoltura intelligente”. “Climate Farm Demo- A European-wide network of pilot farmers implementing and demonstrating climate smart solutions for carbon neutral Europe” (https://climatefarmdemo.eu)”. Climate Farm Demo: un progetto europeo che promuove lo sviluppo dell’“agricoltura intelligente” – Ruminantia
La programmazione colturale
La conversione al metodo biologico termina nel 2018 portando cambiamenti sostanziali nella programmazione colturale, e quindi nella gestione alimentare della mandria.
- Decidono di abbandonare la coltivazione del mais che in questa nuova gestione risultava poco efficiente: la caseificazione a Grana Padano DOP non consente l’utilizzo di insilati e la coltivazione di mais da granella comporta numerose criticità quali ad esempio il rischio di micotossine, la necessità di irrigazioni frequenti, molte cure, manodopera per le infestanti, e, non da ultimo, una scelta limitata tra le sementi bio disponibili. Si è quindi deciso di introdurre il fumento da granella che ad oggi viene coltivato e macinato in azienda e rappresenta l’unica fonte di concentrato che viene somministrata agli animali. Una coltura che ha sicuramente meno densità energetica, che si riflette sulla produzione, ma anche numerosi vantaggi quali, ad esempio, la tipologia di lavoro in campo e la sicurezza di assenza di aflatossine che, a conti fatti, per loro la rendono la scelta migliore.
- Introducono prati polifiti da vicenda e medicai (con tutti i tagli disponibili per mantenere costante nella razione la quota proteica e la struttura fibrosa), colture che richiedono poca manodopera e lavorazioni tutte meccanizzate.
- Introducono miscugli autunno vernini (loietto-frumento-avena) e sorgo da foraggio. Queste colture, disponibili da metà aprile a inizio novembre, vengono sfalciate in campo e direttamente somministrate in greppia come erba verde due volte al giorno (mattina e sera) in ragione di circa 80-100 kg di erba verde a capo. La razione si completa con un unifeed composto da circa 16 kg di fieno (medica e polifita) e 1,5 kg di frumento (prodotto e macinato in azienda).

Foto 2 – “Si può avere anche un approccio del lavoro diverso sia nei confronti degli animali sia dell’ambiente. Siamo convinti che il metodo biologico possa rappresentare il futuro dell’agricoltura”, Stefano Maestri.
Queste scelte hanno consentito all’azienda di raggiungere la completa autonomia per quanto riguarda la fornitura delle materie che compongono la razione dei circa 190 capi complessivi allevati, in quanto provengono dalla campagna in gestione (76 ettari) e in accordo di cooperazione (17 ettari) all’interno del comprensorio, proprio come il regolamento bio prevede.
Una razione che, pur comportando un inevitabile calo della produzione media, risulta comunque efficiente se valutata in termini di incidenza dei costi alimentari su quelli totali e produzione per vita dell’animale, che nel complesso ha di molto migliorato la longevità media.
Questa gestione, possibile grazie anche alle condizioni pedo-climatiche, cioè un terreno di medio impasto con abbondante disponibilità idrica, implica un maggior impegno di tempo che è ripartito equamente tra campagna e stalla ma i benefici in termini di tranquillità del lavoro, sostenibilità economica e, non da ultimo, sulla salute metabolica degli animali sono tali da consolidare questa gestione.
I vantaggi dell’erba verde
I cambiamenti climatici stanno mettendo in crisi i sistemi foraggeri che producono fieno essiccato naturalmente, condizionando negativamente la quantità e la qualità del foraggio prodotto. Negli ultimi anni si sono manifestati autunni e inverni molto miti, così come primavere piovose che virano rapidamente in estati calde e siccitose, tutte condizioni che deprimono la produzione dei fieni e le loro caratteristiche nutrizionali. Per adattarsi alle nuove situazioni climatiche, e incrementare la “finestra d’utilizzazione” dei foraggi, risultano strategici, se correttamente gestiti, modelli gestionali diversi dalla fienagione, come il pascolo o l’erba fresca in stalla.
L’erba verde somministrata giornalmente alle bovine può contribuire ad ampliare la finestra di utilizzazione del foraggio autoprodotto dall’azienda, contribuendo così alla sua resilienza al cambiamento climatico, che vede ormai le maggiori produzioni di biomassa non solo in primavera, ma soprattutto in autunno, quando la conservazione per essiccazione naturale non è possibile.
L’erba fresca è un alimento ottimale per i bovini, corretta per loro dal punto di vista nutrizionale, ricca di grassi, vitamine e carotenoidi, che di solito, nel processo di fienagione, vengono in parte ossidati e quindi persi.
I carotenoidi sono sintetizzati solo nel mondo vegetale mentre gli animali li usano come precursori per la sintesi della vitamina A; così come alcuni acidi grassi, che svolgono funzioni essenziali, devono essere assunti tramite la dieta. Tra questi l’erba verde è particolarmente ricca di acido linolenico, capostipite della serie omega 3, e il suo utilizzo consente di trasferirlo nel latte e quindi nei suoi prodotti derivati.

Foto 2 – L’azienda disponeva già delle strutture per stoccare i foraggi, mentre ha appositamente acquistato un carro che sfalcia, carica e distribuisce l’erba verde in mangiatoia e un carro spandiletame di nuova generazione per distribuire il letame in inverno sui prati.



















































































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