Reciprocità e controlli alle importazioni: l’Italia chiede regole più eque per l’agroalimentare europeo
Nel confronto tra il ministro Lollobrigida e il Commissario UE Olivér Várhelyi, al centro la tutela delle filiere europee, il rafforzamento dei controlli sui residui di fitofarmaci e nuovi strumenti contro gli squilibri di mercato legati agli scambi con i Paesi terzi

Durante l’incontro del 30 aprile u.s. al Masaf con il Commissario europeo per la Salute e il benessere degli animali, Olivér Várhelyi, il ministro Lollobrigida, ha posto l’accento su una questione ormai centrale per le filiere produttive italiane ed europee, evitare che prodotti provenienti da Paesi terzi possano entrare nel mercato UE senza rispettare standard equivalenti a quelli richiesti agli agricoltori europei.
Il nodo riguarda in particolare i residui di fitofarmaci e l’importazione di alimenti ottenuti con sostanze o pratiche non consentite all’interno dell’Unione. Una situazione che, secondo la posizione italiana, rischia di generare una doppia penalizzazione, da un lato per i produttori europei, sottoposti a regole più stringenti; dall’altro per i consumatori, che devono poter contare su controlli chiari e omogenei.
Controlli più severi nei grandi hub di ingresso
Nel corso del confronto, il Commissario Várhelyi ha assicurato un approccio di “tolleranza zero” nei controlli sui residui di fitofarmaci non autorizzati. Le verifiche dovrebbero concentrarsi inizialmente nei principali punti di ingresso delle merci, con particolare attenzione ai grandi hub portuali come Genova, Rotterdam e Calais.
Per il settore agroalimentare, e indirettamente anche per le filiere zootecniche e lattiero-casearie, il rafforzamento dei controlli alle frontiere rappresenta un passaggio strategico. La competitività delle produzioni europee, infatti, non si gioca soltanto sul prezzo, ma anche sulla capacità di garantire sicurezza, tracciabilità e rispetto di standard produttivi coerenti lungo tutta la catena.
Accordi commerciali e clausole di salvaguardia
L’incontro ha toccato anche il tema degli accordi internazionali, con un riferimento agli equilibri legati agli scambi UE-Mercosur. L’Italia ha ribadito la necessità di strumenti in grado di intervenire rapidamente qualora si verifichino squilibri nei mercati, come flussi anomali di importazioni o crolli dei prezzi a danno delle filiere interne.
In questo quadro si inseriscono le richieste di clausole di salvaguardia efficaci e del cosiddetto “freno di emergenza”, meccanismi pensati per sospendere tempestivamente eventuali agevolazioni tariffarie quando queste producano effetti distorsivi sul mercato europeo.
A tali strumenti dovrebbe affiancarsi, secondo la posizione italiana, un fondo europeo di compensazione da 6,3 miliardi di euro, destinato a tutelare direttamente gli agricoltori in caso di crisi di mercato. Una misura che si colloca nella più ampia strategia di difesa della sovranità alimentare europea e della tenuta economica delle filiere produttive.
PAC, acqua e semplificazione: le altre priorità
Nel confronto è stato richiamato anche il tema della futura Politica agricola comune 2028-2034, per la quale l’Italia rivendica un incremento di circa 10 miliardi di euro delle risorse rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea.
Accanto alla PAC, il Ministro ha sottolineato la necessità di investimenti strutturali nelle infrastrutture idriche, considerate essenziali per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire continuità produttiva al settore primario. Per le aziende agricole e zootecniche, la gestione dell’acqua è ormai un fattore determinante non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e produttivo.
Tra i temi affrontati anche il Pacchetto Omnibus per la semplificazione burocratica e l’impiego di tecnologie moderne, come i droni, per ridurre l’impatto dei trattamenti fitosanitari. Un ambito che può incidere concretamente sulla gestione aziendale, soprattutto se accompagnato da regole applicabili e da strumenti realmente accessibili agli operatori.
Salute animale e competitività delle filiere
La parte finale dell’incontro ha riguardato il piano strategico italiano per il contrasto all’influenza aviaria e le nuove normative sul sessaggio in-ovo, con la richiesta di un coordinamento europeo che tenga conto degli sforzi già compiuti dalle filiere nazionali senza comprometterne la competitività.
Il Commissario Várhelyi ha evidenziato l’importanza di rafforzare la cooperazione tra Stati membri anche in materia di salute animale, con un approccio europeo coordinato per prevenire e gestire i focolai, riducendone l’impatto economico.


















































































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