Tutela agroalimentare, il Parlamento approva la riforma: stretta su frodi, tracciabilità e filiera bufalina

Il provvedimento riorganizza il sistema penale e amministrativo nel settore alimentare, rafforza la protezione delle DOP e IGP, interviene sull’uso delle denominazioni lattiero-casearie e introduce nuovi strumenti di controllo per il latte di bufala

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17 Aprile, 2026

Il Parlamento ha dato il via libera definitivo al disegno di legge recante “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”, approvato il 15 aprile u.s. dalla Camera dei deputati in seconda lettura con 154 voti favorevoli, 1 contrario e 110 astensioni, dopo il precedente passaggio al Senato. Per il comparto agroalimentare si tratta di un intervento di ampio respiro, perché non si limita ad aumentare le pene, ma prova a ricomporre in un quadro più organico il sistema dei controlli, della tracciabilità e della repressione delle frodi.

L’impostazione del provvedimento è chiara, rafforzare la tutela del consumatore e, insieme, la difesa economica delle filiere che operano correttamente. In questa logica si inserisce anche l’attenzione riservata alle Indicazioni geografiche, un segmento che secondo il più recente Rapporto Ismea-Qualivita ha raggiunto nel 2024 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione, con 12,3 miliardi di export. Numeri che spiegano perché il legislatore abbia scelto di irrigidire il quadro sanzionatorio proprio nei confronti delle condotte che alterano origine, autenticità e correttezza dell’informazione commerciale.

Nuovi reati e rafforzamento del quadro penale

Sul versante penale, una delle novità più rilevanti è l’introduzione di nuove fattispecie specificamente collocate tra i delitti contro il patrimonio agroalimentare. Il dossier parlamentare evidenzia infatti l’inserimento dei nuovi articoli dedicati alla frode alimentare e al commercio di alimenti con segni mendaci, oltre a una disciplina delle aggravanti applicabili a queste condotte. La nuova fattispecie di frode alimentare amplia anche il perimetro delle condotte sanzionabili, anticipando la tutela rispetto al solo momento della vendita e ricomprendendo attività come importazione, esportazione, trasporto e circolazione di alimenti sostanzialmente difformi per origine, provenienza, qualità o quantità rispetto a quanto indicato, dichiarato o pattuito.

Tutela rafforzata per DOP e IGP

Si irrigidisce inoltre la protezione delle DOP e IGP. Il provvedimento modifica il reato di contraffazione dei segni di indicazione geografica e di denominazione protetta dei prodotti agroalimentari, elevando la pena alla reclusione da 1 a 4 anni e la multa a 10.000-50.000 euro, rispetto al quadro previgente più contenuto. Viene anche esteso il raggio di azione della norma a condotte prodromiche all’immissione sul mercato, come la spedizione in transito, l’esportazione, il trasporto e la somministrazione di prodotti con denominazioni contraffatte o alterate. A ciò si affianca la confisca obbligatoria per alcuni dei delitti introdotti o riformati, con l’obiettivo di rendere più effettiva la risposta sanzionatoria.

Denominazioni lattiero-casearie e uso del termine “latte”

Per il settore lattiero-caseario, uno dei punti più sensibili riguarda il richiamo alle denominazioni riservate al latte e ai suoi derivati. Il dossier del Senato ricorda che il quadro europeo già circoscrive in modo preciso l’uso della denominazione “latte” e delle denominazioni dei prodotti lattiero-caseari, riservandole ai prodotti che rispondono ai criteri fissati dall’allegato VII del regolamento (UE) n. 1308/2013. Il nuovo intervento rafforza sul piano sanzionatorio la disciplina nazionale collegata alle violazioni delle regole su denominazione, ingredienti e indicazione dell’origine, portando in alcuni casi le sanzioni fino a 4.000-32.000 euro, oppure al 3% del fatturato annuo entro il tetto massimo di 100.000 euro. Per la filiera del latte, il segnale politico e normativo è netto: la correttezza della denominazione commerciale e la trasparenza informativa vengono considerate parte integrante della tutela del mercato.

Filiera bufalina: tracciabilità e controlli rafforzati

Ancora più diretto l’impatto sulla filiera bufalina, alla quale il provvedimento dedica un intervento specifico. L’articolo 11 istituisce nel SIAN il Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati, una piattaforma nella quale allevatori, trasformatori e intermediari dovranno inserire quotidianamente i dati relativi a produzione, trasformazione e commercializzazione. Il dossier precisa che il nuovo impianto punta a estendere il focus dalla sola Mozzarella di Bufala Campana DOP all’intera tracciabilità del latte e dei prodotti della filiera bufalina, includendo anche coadiuvanti e additivi eventualmente utilizzati. Le modalità operative dovranno essere definite con un decreto del MASAF entro 90 giorni dall’entrata in vigore della disposizione.

Non meno rilevante è il rafforzamento del regime sanzionatorio collegato a questo capitolo. Per le violazioni in materia di tracciabilità del latte di bufala e dei derivati, il dossier parlamentare richiama sanzioni comprese tra 6.000 e 48.000 euro oppure pari al 3% del fatturato annuo, con un tetto massimo di 150.000 euro. È un impianto che mira a colpire in modo più incisivo comportamenti distorsivi come omissioni informative, triangolazioni opache e irregolarità nella gestione dei flussi di materia prima, in una filiera che da tempo rappresenta un nodo particolarmente delicato sia sul piano economico sia su quello reputazionale.

Il provvedimento non si esaurisce però nella dimensione repressiva. Viene infatti istituzionalizzata la Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare, già operativa dal 2023, con il compito di promuovere la collaborazione tra gli organi di controllo, redigere annualmente il Piano operativo dei controlli agroalimentari e attivare campagne straordinarie di vigilanza. Nella lettura del legislatore, il problema non è solo punire di più, ma anche evitare sovrapposizioni, dispersioni e inefficienze nei controlli, migliorando la capacità di presidio lungo la filiera.

Nuovi strumenti operativi e gestione dei prodotti sequestrati

Nello stesso disegno si colloca anche il nuovo istituto del blocco ufficiale temporaneo, applicabile in materia agroalimentare e della pesca quando emergano violazioni documentali o formali che non comportino un rischio immediato di immissione sul mercato di prodotti inadatti al consumo umano o animale. Il dossier chiarisce che questo strumento dovrebbe consentire di fermare temporaneamente prodotti o mezzi tecnici di produzione, ad esempio in caso di carenze nella documentazione di tracciabilità, senza dover ricorrere subito al sequestro amministrativo. Per gli operatori, è un passaggio importante perché amplia il ventaglio degli strumenti di intervento dell’autorità anche al di fuori dei casi di rischio sanitario stretto.

Tra le altre misure figurano anche l’obbligo di destinare i prodotti sequestrati ma ancora commestibili a enti territoriali o caritatevoli, nonché l’introduzione di un contrassegno volontario per i prodotti DOP e IGP, realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, pensato come ulteriore strumento di autenticazione e tracciabilità. Sono disposizioni diverse tra loro, ma coerenti con l’obiettivo complessivo del testo: rendere più riconoscibile il prodotto autentico, più costoso il comportamento illecito e più coordinato il sistema dei controlli.

Possibili implicazioni 

Per la zootecnia e per il lattiero-caseario il messaggio di fondo è duplice. Da una parte, il legislatore conferma che origine, denominazione, tracciabilità e corrispondenza tra materia prima e prodotto finito sono ormai elementi centrali della competitività, non meri adempimenti formali. Dall’altra, soprattutto nel comparto bufalino, emerge la volontà di costruire un sistema di controllo più continuo, più digitale e più leggibile anche sul piano probatorio. Resta ora da vedere come il nuovo impianto sarà tradotto nei provvedimenti attuativi e, soprattutto, quale sarà il suo impatto concreto sull’operatività delle imprese corrette e sulla capacità di intercettare le irregolarità più strutturate.

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Da leggere - Maggio 2026

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