USA: malcontento tra gli allevatori di bovini da carne

Gli agricoltori e allevatori americani non vedono di buon occhio la proposta di Trump di importare carne argentina

Allevamento USA
27 Ottobre, 2025

Mercoledì Trump ha affermato in un post su Truth, il suo personale social network, che gli allevatori di bestiame stanno beneficiando dei dazi da lui imposti sulle importazioni, chiedendo, al contempo, di abbassare i prezzi per incoraggiare i consumatori americani ad acquistare la loro carne bovina.

Sempre domenica sera Trump ha proposto un aumento delle importazioni di carne bovina a bordo dell’Air Force One. “Se acquistassimo un po’ di carne bovina – non dico molta – dall’Argentina, aiuteremmo l’Argentina, che consideriamo un ottimo Paese, un ottimo alleato. Se lo facessimo, i prezzi della carne bovina scenderebbero”.

Un aumento vertiginoso

I prezzi della carne bovina hanno raggiunto livelli record dopo una forte riduzione del numero dei capi a causa di una siccità durata anni negli Stati Uniti occidentali, che ha prosciugato i terreni utilizzati per il pascolo e fatto lievitare i costi di alimentazione.

All’inizio dell’anno, il numero di capi si è ridotto a 86,7 milioni di capi di bestiame, il numero più basso registrato nel periodo in questione dal 1951, secondo i dati del governo statunitense.

L’amministrazione dell’ex presidente Joe Biden ha attribuito alle aziende di lavorazione della carne la responsabilità dell’aumento dei costi. La scorsa settimana, i trasformatori Tyson Foods e Cargill hanno accettato di pagare un importo complessivo di 87,5 milioni di dollari per chiudere una causa federale intentata dai consumatori che accusavano le aziende di aver cospirato per gonfiare i prezzi della carne bovina limitandone l’offerta. Le due realtà hanno negato comunque ogni illecito.

La critica degli allevatori

Agricoltori e allevatori statunitensi hanno criticato la proposta del presidente Donald Trump di importare più carne bovina dall’Argentina, vista come una minaccia al loro sostentamento e al libero mercato, considerato l’aumento dei prezzi del bestiame e la forte domanda dei consumatori. Questo dopo che gli USA hanno perso recentemente terreno nei confronti della Nazione sudamericana circa le vendite di soia al loro principale acquirente, la Cina.

Il parere degli economisti

Secondo gli economisti l’aumento delle importazioni dall’Argentina, che lo scorso anno rappresentava circa il 2% delle importazioni totali di carne bovina degli Stati Uniti, difficilmente abbasserà i prezzi della carne bovina statunitense. Secondo gli esperti, inoltre, non esiste una soluzione rapida per incrementare la produzione statunitense, poiché ci vogliono circa due anni perché gli animali arrivino all’età di macellazione.

Gli sforzi USA

In particolare, i dipartimenti dell’Agricoltura, degli Interni, della Salute e della Small Business Administration hanno dichiarato, in un piano pubblicato mercoledì, che avrebbero preso misure per incrementare l’offerta di bestiame negli Stati Uniti, come valutare l’espansione del pascolo su terreni federali e aumentare le sovvenzioni in alcuni programmi di allevamento.

L’USDA (il dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti d’America) inizierà inoltre a far rispettare le dichiarazioni volontarie “Prodotto degli Stati Uniti” a partire dal 1° gennaio 2026, per garantire che gli allevatori nazionali possano beneficiare di eventuali sovrapprezzi sui prodotti a base di carne bovina di produzione nazionale.

Una richiesta di chiarezza

Martedì, otto membri repubblicani del Congresso hanno inviato una lettera a Trump chiedendo maggiori informazioni sul suo piano di importare carne bovina argentina. La richiesta è di garantire che qualsiasi decisione venga presa con la massima trasparenza, fondata su solide basi scientifiche e con un fermo impegno nei confronti dell’industria bovina statunitense.

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