Zootecnia: genetica e benessere al centro della nuova Direttiva Masaf
Pubblicati gli indirizzi per il 2026, puntando su miglioramento genetico e benessere animale. Tra le novità spiccano la certificazione SQNBA e il sostegno finanziario alle associazioni nazionali allevatori

Mercoledì 4 marzo il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha emanato la Direttiva recante gli indirizzi generali sull’attività amministrativa e sulla gestione per l’anno 2026, con proiezioni per il triennio fino al 2028. Il documento coinvolge l’intero territorio nazionale e definisce le priorità strategiche per il Ministero di competenza, con l’obiettivo di rafforzare il modello produttivo italiano a fronte delle sfide climatiche e di mercato.
I pilastri della programmazione ministeriale
Il dicastero intende agire attraverso l’assegnazione di risorse finanziarie specifiche ai Centri di Responsabilità Amministrativa e il potenziamento delle attività di controllo e certificazione, garantendo al contempo la continuità operativa dei programmi di miglioramento genetico gestiti dagli allevatori.
L’introduzione della nuova direttiva inserisce l’allevamento bovino in un contesto più ampio di sovranità e identità alimentare. Questa impostazione politica si traduce concretamente in una serie di obiettivi operativi atti a elevare gli standard qualitativi delle produzioni nazionali.
Miglioramento genetico e certificazione del benessere animale
Entrando nel dettaglio tecnico della questione, la Direttiva 2026 individua nel miglioramento genetico delle specie e delle razze di interesse zootecnico lo strumento principale per migliorare la sanità animale e ridurre l’impatto ambientale delle stalle. Il Masaf intende finanziare programmi genetici finalizzati non solo all’aumento quantitativo della produzione, ma soprattutto al miglioramento qualitativo della vita degli animali. Un aspetto cruciale è rappresentato dalla predisposizione degli schemi di certificazione nell’ambito del Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale, SQNBA, proponendosi di standardizzare i parametri relativi alle condizioni di vita dei bovini, offrendo ai consumatori garanzie certificate e agli allevatori una leva competitiva sul mercato.
Il perseguimento di tali standard elevati richiede un coordinamento costante tra il livello centrale e quello locale per la gestione dei flussi informativi.
Dati, risorse e investimenti
Per l’anno 2026, la legge di bilancio ha assegnato al Ministero, complessivamente, oltre 1,7 miliardi di euro, che verranno distribuiti tra i vari dipartimenti per raggiungere i target prefissati. Tra i capitoli di spesa più rilevanti per gli allevatori si segnalano i contributi a favore di chi alleva razze autoctone a rischio di estinzione o a limitata diffusione, come previsto dal capitolo 2290. Inoltre, sono state stanziate somme specifiche per incentivare la zootecnia estensiva attraverso il capitolo 7825, sottolineando l’importanza di creare un legame con il pascolo e la gestione del territorio.
Per il futuro
Per quanto riguarda il monitoraggio dei risultati, la Direttiva fissa obiettivi ambiziosi per il triennio 2026-2028, tra cui l’adozione di almeno uno schema di certificazione SQNBA per ogni anno di riferimento e l’intensificazione dei controlli sulla tracciabilità dei prodotti effettuata dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi.
Allevatori al centro
In conclusione, la Direttiva Masaf 2026 delinea un quadro di opportunità per gli allevatori di bovini, focalizzandosi sulla qualità certificata e sull’innovazione genetica. I punti chiave rimangono il sostegno finanziario alle Associazioni Nazionali Allevatori per la gestione dei libri genealogici e l’efficace attuazione degli strumenti di gestione del rischio, per contrastare le avversità climatiche e sanitarie. Restano tuttavia alcuni rischi legati alla complessità degli oneri amministrativi, che il Ministero promette di mitigare attraverso un processo di semplificazione della PAC e l’uso di sistemi digitali avanzati sul SIAN. Lo sviluppo futuro del settore dipenderà dalla capacità di integrare le nuove tecnologie di gestione digitale dell’impresa agricola con il rispetto delle tradizioni produttive italiane.
Fonte: MASAF


















































































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