Gestire un grande allevamento di bovine da latte: l’esperienza di Franco Pittalis
La crescente complessità degli allevamenti di bovine da latte richiede nuove figure manageriali. In Italia la professione del direttore d’allevamento è ancora poco diffusa, ma le testimonianze dei protagonisti aiutano a definirne competenze e prospettive

Gli allevamenti di bovine da latte, in Italia, diminuiscono di numero ma aumentano di dimensioni, al punto che la quantità di animali allevati è piuttosto stabile.
Un altro fenomeno, non nuovo per il nostro Paese, è che si ritiene conveniente investire in agricoltura anche per chi ha altre attività economiche e finanziarie.
Per queste ragioni è in crescita la domanda di dipendenti specializzati e di manager che possano affiancare la proprietà, o sostituirla, nella gestione degli allevamenti.
In Italia la figura professionale di direttore d’allevamento è ancora poco diffusa, anche se la domanda, per le ragioni prima esposte, è in crescita. L’offerta è molto scarsa e allo stato attuale non ci sono scuole specifiche di formazione.
In tale contesto pochi direttori d’allevamento in Italia hanno raggiunto questa qualifica professionale per intelligenza ed esperienza, e possono essere utili per definire quali competenze sia necessario sviluppare per aspirare a un ruolo tanto complesso.
Le deleghe che la proprietà affida al direttore d’allevamento risultano spesso eterogenee e talvolta poco definite, in modo analogo a quanto accade in altre realtà produttive a gestione manageriale, dove la figura del direttore generale o delle operation riceve incarichi con margini di responsabilità variabili.
Nella maggior parte dei casi le mansioni del direttore d’allevamento sono in capo alla proprietà dell’azienda, e anche in questo caso le competenze vengono acquisite per esperienza e aggiornamento diretto.
Per comprendere meglio questa figura professionale, abbiamo pensato di raccogliere la testimonianza di chi vorrà offrirci la propria disponibilità e, soprattutto, ha conquistato la più prestigiosa delle qualifiche: quella “di chiara fama”.
Ascoltare queste esperienze è utile a tutti, ma ci piace pensare che lo sia maggiormente per i giovani che vogliono aspirare a ruoli operativi e dirigenziali negli allevamenti di bovine da latte.
Abbiamo voluto iniziare con Franco Pittalis, che dirige l’allevamento S.A.P.A.R. di Torrile (Parma), dove si allevano circa 2000 capi totali per fare latte destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano, della Boni S.p.A., attiva nella produzione e commercializzazione di Parmigiano Reggiano, e non solo, dal 1912.
Franco Pittalis adotta un metodo personale nella gestione dell’azienda agricola e dell’allevamento, distinguendosi in particolare per la capacità di indirizzare e motivare il personale che da lui dipende. Per questo vale davvero la pena ascoltare l’intervista realizzata dal nostro direttore, Alessandro Fantini.
Per guardare l’intervista clicca sul pulsante!




















































































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