PAC post 2027, l’UE si divide. 17 Stati lanciano un appello una politica agricola unitaria e forte
17 Stati membri dell'UE, inclusa l'Italia, hanno firmato una dichiarazione congiunta per chiedere una PAC più forte e realmente semplificata. Il documento è stato presentato in occasione del Consiglio Agrifish del 27-28 ottobre

La nuova architettura verde della Politica Agricola Comune post 2027 e la situazione dei mercati agricoli sono stati al centro del Consiglio per l’agricoltura e la pesca dell’UE che si è tenuto a Lussemburgo il 27 e 28 ottobre.
Nel corso della discussione, l’Austria ha inoltre presentato una dichiarazione congiunta sulla struttura della PAC dopo il 2027 a nome di 17 delegazioni.
La dichiarazione congiunta
L’Austria ha presentato al Consiglio una dichiarazione congiunta firmata da 17 delegazioni in merito alla struttura della PAC post-2027, presentata formalmente il 1° ottobre 2025 al Gruppo di lavoro “Questioni agricole orizzontali”, responsabile degli aspetti tecnici della Politica Agricola Comune.
Tra i promotori del documento, oltre all’Austria che funge da capofila, troviamo Italia, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Spagna, Francia, Croazia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Polonia, Portogallo, Romania e Slovacchia, con il sostegno dell’Estonia.
Nelle tre pagine della dichiarazione è sottolineata l’importanza di una PAC integrata, coerente e finanziariamente sicura, in grado di soddisfare le esigenze della società e le sfide future. Sono inoltre dettagliate le condizioni per aprire i negoziati con la Commissione.
“Il 16 luglio 2025 – si legge nel documento, – la Commissione europea ha presentato le sue proposte per il Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’Unione europea per il periodo 2028-2034, nonché proposte per la definizione di settori chiave e settoriali. Gli organi di lavoro del Consiglio hanno rapidamente avviato le discussioni tecniche e migliorato la comprensione delle proposte“.
Gli Stati membri firmatari della dichiarazione proseguono sostenendo la posizione adottata dal Consiglio nelle sue conclusioni del 9 dicembre 2024 (16694/24), che prevede risorse specifiche e adeguate per gli agricoltori basate sul modello a due pilastri, ritenendole una buona base per l’organizzazione della PAC nel periodo successivo al 2027.
Il testo prosegue ricordando come nella sua relazione sul futuro della PAC (2025/2052(INI)), il Parlamento europeo abbia ribadito importanti principi fondamentali, tra cui la necessità di una chiara dotazione finanziaria, il rafforzamento del modello a due pilastri, l’importanza di un quadro giuridico integrato e coerente, la tutela delle aziende agricole, e l’importanza della semplificazione del sistema di attuazione. Tutti orientamenti che secondo i 17 Stati membri delineano una PAC forte e sostenibile.
Segue poi una critica alla struttura proposta dalla Commissione che, articolandosi su diverse proposte legislative – ovvero il Regolamento sui Piani di Partenariato Nazionale e Regionale (Pnrp), il Regolamento sulle Performance, il Regolamento sul Programma Scuole dell’Ue, il Regolamento che istituisce un’Organizzazione Comune dei Mercati per i prodotti agricoli e il Regolamento sulla Pac -, porta, secondo gli Stati firmatari, a una notevole frammentazione delle disposizioni della PAC.
I 17 chiedono quindi di garantire la piena coerenza tra i vari gruppi di lavoro coinvolti per assicurare un corretto svolgimento dei negoziati UE.
Il documento si chiude sottolineando la necessità di un finanziamento adeguato e affidabile, in considerazione delle crescenti sfide per l’agricoltura tra aumento dei costi di produzione, situazione geopolitica, obiettivi climatici e di biodiversità.
Architettura verde
I ministri dell’Agricoltura hanno discusso le loro posizioni sull’architettura verde proposta dalla Commissione per la PAC post 2027.
A settembre 2025, la Presidenza ha informato le delegazioni che avrebbe organizzato discussioni tematiche su diversi aspetti delle proposte della Commissione nelle prossime riunioni del Consiglio. Nel corso della prima di queste sessioni, dedicata all’architettura verde, i ministri hanno indicato in che misura ritengono che le proposte della Commissione possano raggiungere l’obiettivo di rendere più semplice e più attraente per gli agricoltori la transizione verde.
I ministri hanno avuto l’opportunità di esprimere la propria opinione sull’idea di non includere alcuna specifica clausola di salvaguardia verde nella prossima Politica Agricola Comune e di spiegare come si potrebbero garantire condizioni di parità per gli agricoltori in assenza di tale clausola.
Le delegazioni hanno generalmente sottolineato la necessità di una Politica Agricola Comune forte che garantisca agli Stati membri la flessibilità necessaria per realizzare la transizione verde. Hanno inoltre sollevato interrogativi sulle misure specifiche proposte dalla Commissione.
Situazione del mercato
Altro punto discusso è la situazione del mercato dei prodotti agroalimentari e delle materie prime, in particolare nel contesto della guerra in Ucraina, ormai un punto fisso all’ordine del giorno del Consiglio.
Per il Consiglio di ottobre, la presidenza danese ha invitato Taras Kachka, Vice Primo Ministro per l’Integrazione Europea ed Euro-Atlantica e Rappresentante per il Commercio dell’Ucraina, a ad aprire il dibattito con i ministri dell’UE.
Alla luce della recente approvazione da parte del Consiglio della Zona di Libero Scambio Globale e Approfondita (DCFTA) UE-Ucraina, che riduce o elimina i dazi doganali per diversi prodotti agroalimentari, i ministri hanno espresso in generale solidarietà all’Ucraina e sostegno alla sua progressiva integrazione nei mercati agricoli dell’UE, individuando allo stesso tempo le sfide e opportunità che questo comporterebbe. Le relazioni commerciali dell’UE con l’Ucraina in materia di prodotti agricoli saranno ulteriormente approfondite durante la consueta riunione sul commercio di prodotti agroalimentari nella sessione di novembre.
Il Consiglio ha inoltre rilevato che, sebbene i mercati agricoli dell’UE siano generalmente stabili, permangono vulnerabilità e differenze settoriali e regionali, in particolare per quanto riguarda i settori dei cereali, dello zucchero e del vino. I ministri hanno poi evidenziato diverse sfide che continuano a mettere sotto pressione il settore, tra cui l’impatto negativo di eventi meteorologici estremi e di epidemie di malattie animali e vegetali sulla produzione agricola, nonché le tensioni nelle relazioni commerciali dell’UE.
“I colloqui odierni hanno evidenziato due priorità – ha dichiarato Jacob Jensen, Ministro danese dell’Alimentazione, dell’Agricoltura e della Pesca. – In primo luogo, la necessità di rendere le norme verdi semplici e flessibili affinché siano utili agli agricoltori e, in secondo luogo, una maggiore integrazione dell’Ucraina nei mercati agricoli dell’UE, in modo da sostenere l’Ucraina e rafforzare la sicurezza alimentare dell’Europa”.
Altri punti all’ordine del giorno
Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza l’avvio di negoziati, nell’interesse dell’Unione europea, su una revisione dell’accordo internazionale, dello statuto e delle norme sul biologico, delle norme finanziarie e delle norme generali e di altri testi dell’Organizzazione mondiale per la salute animale.



















































































GDPR Compliant