Tecnica ed emozioni al meeting regionale della Frisona italiana nell’Allevamento Martin

Il meeting regionale ANAFIBJ ospitato il 22 settembre nell’allevamento Martin, in provincia di Teramo, ha riunito circa 350 persone tra momenti di confronto tecnico e non solo. Una giornata che racconta il valore delle relazioni nella filiera del latte e la capacità di fare impresa anche nei territori più difficili

24 Settembre, 2026

ANAFIBJ ci ha ormai abituati a questi meeting presso gli allevamenti suoi soci, eventi importanti perchè permettono a porzioni più o meno estese della filiera del latte bovino di incontrarsi per aggiornarsi o semplicemente salutarsi.

Per la regione Abruzzo, questa volta la scelta dell’azienda agricola ospitante è ricaduta sulla famiglia Di Giammartino, che gestisce due allevamenti di Frisona italiana nella provincia di Teramo.

All’organizzazione dell’evento, ospitato il 22 settembre 2026 nell’allevamento Martin, hanno collaborato ANAFIBJ, ARA Abruzzo e Ruminantia.

L’iniziativa è stata resa possibile dal sostegno economico di Sabelli, che ritira da molti anni il latte prodotto dalla famiglia Di Giammartino, e di numerose altre aziende: Rota Guido, GEA, Agricola Forte, Progeo, Cosapam, Cecom, Farmavet, Zoetis, Sparyfo, Trouw Nutrition, Novagen, Raggio di Sole, Alta, ABC, CMP, Inseme, Medivet Mazzoleni, GPlus e Ariston.

Come di rito, il meeting è stato suddiviso in quattro sessioni. Una visita guidata in allevamento, una sessione di valutazione morfologica eseguita da Corrado Zilocchi e Massimo Neri, un convegno tecnico e commemorativo, e un pranzo.

Durante il convegno, dopo i saluti delle autorità, Maurizio Marusi ha illustrato i risultati dell’allevamento Martin, che occupa in Italia sempre posizioni di rilievo nelle classifiche relative a PFT, latte prodotto per giorni di vita, Kg proteine e monitoraggio genetico, come evidenziato nelle tabelle riportate di seguito.

Sono seguite la consegna di una targa ricordo alla famiglia ospitante, e l’assegnazione del trofeo “Marco Di Giammartino” a due aziende abruzzesi, lo stesso Allevamento Martin e l’Azienda D’Antonio Vincenzo, individuate in base alla classifica Master Breeder di ANAFIBJ.

Emozionante la consegna da parte degli allevatori abruzzesi di una splendida targa di ceramica a Massimo Neri, ispettore di razza il cui impegno ha dato un contributo importante alla selezione genetica italiana e non solo.

Il convegno si è infine concluso con il commovente discorso fatto da Patrizia Flamminj per il marito Marco Di Giammartino, scomparso dopo una lunga malattia il 16 gennaio 2026 al cui ricordo Ruminantia ha dedicato un articolo dal titolo “In memoria di marco Di Giammartino”.

Dopo questa doverosa introduzione vorremo condividere con voi lettori alcuni conclusioni a freddo.

La prima riguarda il valore degli incontri in presenza. Fiere e meeting permettono agli operatori della filiera del latte bovino di scambiarsi conoscenze, coltivare relazioni e parlare apertamente delle incertezze che accompagnano un settore così importante per l’economia e la vita sociale del nostro Paese.

In questo contesto, merita attenzione il rapporto tra la famiglia Di Giammartino e la Sabelli Group, che ritira il latte dell’Allevamento Martin. Il gruppo, che acquista latte anche da altre aziende dell’area e registra un fatturato nazionale di poco inferiore al mezzo miliardo di euro, sta da anni sperimentando tra alti bassi un rapporto più moderno con la produzione primaria, diverso da quello a cui siamo abituati, di condivisione di idee e progetti volti a migliorare anche la percezione dei prodotti del latte da parte della pubblica opinione.

La seconda riflessione riguarda la possibilità di creare reddito e occupazione anche in territori difficili come la montagna abruzzese. Credo che sia uno dei messaggi che molti dei circa 350 partecipanti hanno portato a casa. Conosco la famiglia Di Giammartino da quarant’anni e posso testimoniare che Marco e Gabriele, e ora anche la nuova generazione, ovvero Pierluigi e Gianluca, hanno hanno sempre visto i problemi come opportunità e li hanno affrontati senza lamentarsi ma rimboccandosi le maniche.

In tutti questi 40 anni di conoscenza ho visto rimanere saldi alcuni principi: l’unità della famiglia, la cura dedicata al passaggio generazionale, la capacità di guardare con senso critico alla propria attività e la scelta di cercare soluzioni anziché capri espiatori.

È anche grazie a questi valori che la famiglia Di Giammartino ha saputo far crescere la propria azienda e offrire un esempio a chi fa zootecnia in territori ricchi di potenzialità, ma non privi di difficoltà.

 

Da leggere - Settembre 2026

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