Legge deforestazione (EUDR): il Consiglio UE chiede rinvio di un anno anche per le grandi imprese
Il Consiglio UE chiede un rinvio uniforme dell’EUDR al 2026 per tutte le imprese e introduce nuove semplificazioni per ridurre gli oneri amministrativi, soprattutto per micro e piccoli operatori

Ieri il Consiglio UE ha adottato il suo mandato negoziale sulla revisione del regolamento dell’UE relativo ai prodotti a deforestazione zero (EUDR) chiedendo alcune modifiche rispetto al pacchetto di semplificazione proposto dalla Commissione a ottobre 2025 (leggi anche “Legge sulla Deforestazione: proposto ufficialmente rinvio di un anno, ma solo per le piccole imprese“).
A seguito delle preoccupazioni espresse da alcuni Stati membri e portatori di interesse, come ad esempio FEFAC a livello UE e Assalzoo e Anacer in Italia (leggi anche “Legge deforestazione (EUDR): rinvio parziale della Commissione accende tensioni sul mercato della soia“), in merito alla preparazione delle imprese e amministrazioni, e a questioni tecniche relative al nuovo sistema di informazione, il Consiglio ha chiesto che il rinvio uniforme di un anno (fino al 30 dicembre 2026) dell’applicazione del regolamento proposto dalla Commissione si applichi a tutti gli operatori indipendentemente dalle loro dimensioni e non solo alle “piccole” imprese.
Chiede quindi la soppressione del “periodo di grazia” inizialmente proposto dalla Commissione per le grandi e medie imprese e un ulteriore periodo di riserva di sei mesi per i micro e i piccoli operatori.
Gli elementi principali della posizione del Consiglio
Il Consiglio ha introdotto una serie di modifiche alla proposta della Commissione volte a ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi a carico degli operatori, in particolare i micro e piccoli operatori, e a consentire un’agevole attuazione del regolamento.
Secondo la posizione del Consiglio:
- le disposizioni dell’EUDR si applicherebbero a partire dal 30 dicembre 2026 per gli operatori di medie e grandi dimensioni e dal 30 giugno 2027 per i micro e piccoli operatori;
- l’obbligo e la responsabilità di presentare la dichiarazione di dovuta diligenza richiesta riguarderebbero esclusivamente gli operatori che immettono per la prima volta il prodotto sul mercato;
- gli operatori a valle e i commercianti non dovrebbero più presentare dichiarazioni di dovuta diligenza separate. Soltanto i primi operatori a valle sarebbero tenuti a conservare e trasmettere il numero di riferimento della dichiarazione originale;
- i micro e piccoli operatori primari dovrebbero presentare solo una dichiarazione semplificata una tantum.
Il Consiglio ha inoltre incaricato la Commissione europea di effettuare, entro il 30 aprile 2026, un riesame a scopo di semplificazione per valutare l’impatto dell’EUDR e gli oneri amministrativi per gli operatori, in particolare i micro e piccoli operatori. Ove opportuno, il riesame dovrebbe essere accompagnato da una proposta legislativa.
Prossime tappe
Il Consiglio avvierà ora i negoziati con il Parlamento europeo con l’obiettivo di raggiungere un accordo definitivo prima che l’attuale EUDR diventi applicabile, ossia prima del 30 dicembre 2025.
















































































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