Promozione agroalimentare UE: verso la conferma nella PAC post-2027

Un nuovo studio dell'EPRS conferma l'efficacia della politica di promozione agroalimentare dell'UE. Nonostante il successo nel rafforzare la competitività e il benessere animale restano sfide burocratiche per le piccole realtà produttive

UE PAC
20 Febbraio, 2026

Il Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo (EPRS) ha recentemente pubblicato una valutazione approfondita sull’attuazione del Regolamento (UE) n. 1144/2014 relativo alle azioni di informazione e promozione dei prodotti agricoli. L’analisi, condotta da Agra CEAS Consulting, ha preso in esame il periodo compreso tra dicembre 2015 e ottobre 2025, focalizzandosi su mercati chiave, tra cui Italia, Francia e Spagna. L’obiettivo primario è fornire una base solida alla Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo in vista della riforma della PAC post-2027. Attraverso questa valutazione, si cerca di comprendere in che modo le risorse finanziarie abbiano effettivamente contribuito a migliorare la posizione degli allevatori e dei produttori europei sui mercati globali.

Il valore strategico per l’allevamento europeo

La promozione dei prodotti agroalimentari rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere i produttori europei nel marketing delle loro eccellenze, sia all’interno del mercato unico sia verso i Paesi terzi.

In un contesto globale sempre più competitivo, secondo il rapporto, questa politica non si limita a incrementare i volumi di vendita, ma funge da pilastro per la tutela e la valorizzazione degli standard produttivi europei.

I punti chiave

La rilevanza di tali misure emerge chiaramente quando si considera la necessità di sensibilizzare i consumatori sulla qualità dei metodi di produzione, che in Europa devono rispettare criteri rigorosi di sostenibilità ambientale e di gestione del suolo. Per il settore zootecnico, in particolare, la politica di promozione funge da vetrina internazionale e da modello agricolo dell’Unione, enfatizzando l’impegno costante nella protezione della biodiversità e l’elevato livello di benessere animale. Questo approccio differenzia il prodotto europeo rispetto ai competitor mondiali, trasformando i severi requisiti normativi in un vantaggio competitivo tangibile agli occhi dei consumatori. Per comprendere l’impatto di queste dinamiche, occorre analizzare come la normativa vigente traduca le intenzioni politiche in azioni concrete sul campo.

Meccanismi e obiettivi della promozione comunitaria

agri promozione

L’architettura della politica di promozione si fonda su diverse tipologie di programmi, ciascuno con obiettivi e modalità di gestione specifici, definiti dal Regolamento 1144/2014. I cosiddetti programmi semplici sono quelli presentati da una o più organizzazioni provenienti da un unico Stato membro e sono gestiti a livello nazionale in collaborazione con la Commissione. Al contrario, i programmi multipli prevedono il coinvolgimento di organizzazioni di almeno due Stati membri o di associazioni a livello dell’Unione, favorendo una cooperazione transnazionale che accresce la portata del messaggio.

Dati e risultati di un decennio

Negli ultimi dieci anni, il Regolamento n. 1144/2014 ha finanziato complessivamente 681 programmi di promozione, di cui la stragrande maggioranza, ben 480, sono stati programmi semplici. I dati indicano che il budget totale allocato è cresciuto significativamente, raggiungendo il suo picco nel 2019 e nel 2020, con circa 200 milioni di euro stanziati annualmente, prima di assestarsi a livelli leggermente inferiori negli anni successivi.

promozione agri

L’analisi statistica rivela che i programmi semplici assorbono circa il 45-50% dei fondi totali, mentre i programmi multipli si attestano tra il 40% e il 45%. Nonostante questi numeri imponenti, lo studio evidenzia una criticità rilevante per il comparto produttivo: la politica attuale sembra non essere ancora pienamente adatta alle esigenze delle piccole realtà beneficiarie. L’eccessiva complessità amministrativa e la mancanza di flessibilità nelle procedure agiscono spesso come deterrente per le organizzazioni più piccole, limitando di fatto la loro partecipazione ai programmi. Inoltre, gli esperti sottolineano la carenza di dati standardizzati per misurare l’impatto reale sulle vendite, suggerendo l’introduzione di indicatori di impatto armonizzati per rendere l’evidenza scientifica più solida.

Questi dati incoraggianti mettono quindi in luce la necessità di correggere le criticità emerse durante la fase di attuazione.

Oltre il 2027 serve flessibilità e semplificazione

La valutazione finale del report augura il mantenimento della politica di promozione all’interno della futura Politica Agricola Comune, riconoscendo il valore aggiunto rispetto alle sole iniziative nazionali. Tuttavia, il futuro del settore dipenderà dalla capacità del legislatore di introdurre maggiore flessibilità applicativa, necessaria a rispondere rapidamente agli shock improvvisi del mercato e alle crisi impreviste. Una semplificazione delle procedure burocratiche è ritenuta indispensabile per consentire anche ai piccoli produttori di accedere alle risorse, garantendo una distribuzione più equa delle opportunità di crescita.

In prospettiva, la standardizzazione degli indicatori di performance e una maggiore armonizzazione delle procedure tra le autorità nazionali dei vari Stati membri potrebbero rendere la politica di promozione uno strumento ancora più incisivo.

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