Gasolio agricolo: dal Governo il via libera al credito d’imposta

Dopo l’annuncio del ministro Lollobrigida, il DL Carburanti introduce un credito d’imposta del 20% per marzo. Le associazioni parlano di intervento necessario per le semine, ma chiedono misure più strutturali

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3 Aprile, 2026

Dalle parole ai fatti. Dopo l’annuncio arrivato nei giorni scorsi dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al credito d’imposta del 20% sul gasolio agricolo, destinato a coprire le spese sostenute nel mese di marzo, per una dotazione complessiva di 30 milioni di euro.

Una misura attesa dal settore, che arriva in una fase particolarmente delicata per le aziende agricole, alle prese con un forte aumento dei costi energetici e con l’avvio delle lavorazioni primaverili. Secondo quanto dichiarato dal ministro, l’intervento punta ad attenuare l’impatto dei rincari del carburante, salvaguardando sia la sostenibilità economica delle imprese sia la stabilità dei prezzi lungo la filiera agroalimentare.

Le organizzazioni di categoria accolgono positivamente il provvedimento, sottolineandone però limiti e prospettive.

Per Copagri, l’estensione del credito d’imposta al comparto agricolo rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate negli ultimi mesi e arriva in un momento chiave per il calendario agronomico. Il presidente Tommaso Battista evidenzia come il gasolio, insieme ai fertilizzanti, rappresenti una delle principali voci di costo aziendale, arrivando a incidere fino a circa il 50% dei costi di produzione. Dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente, il prezzo del carburante è aumentato fino al 55-60%, passando da circa 0,85-0,90 €/litro a 1,45 €/litro. Con il nuovo intervento, secondo Copagri, il prezzo potrebbe temporaneamente ridursi intorno a 1,15 €/litro, contribuendo a salvaguardare le semine primaverili.

Anche Confagricoltura parla di una richiesta accolta, sottolineando come il provvedimento sia fondamentale per contenere l’impatto dei rincari sulla competitività delle imprese e per evitare effetti inflattivi lungo la filiera. L’organizzazione ricorda che il gasolio può incidere tra il 15% e il 20% dei costi totali in diversi comparti, tra cui zootecnia, ortoflorovivaismo e trasformazione dei foraggi, in un momento dell’anno in cui le attività in campo si intensificano dopo il periodo invernale.

Sulla stessa linea Cia-Agricoltori Italiani, che rivendica di aver proposto la misura già nelle prime fasi della crisi energetica. Per l’organizzazione si tratta però solo di un primo passo: la richiesta è di estendere il credito d’imposta almeno ai mesi di aprile e maggio, quando la domanda di input energetici cresce ulteriormente. Cia richiama inoltre l’attenzione sull’aumento dei costi dei fertilizzanti, con rincari fino al 60% per urea e azotati, e ribadisce la necessità di interventi più ampi, anche a livello europeo.

Più netta la posizione di Coldiretti, che definisce la misura “ossigeno per le imprese” in un contesto segnato da rincari record del carburante legati alle tensioni internazionali. L’organizzazione sottolinea il rischio di ricadute sulla sovranità alimentare e sui bilanci delle aziende, ricordando anche le iniziative avviate per verificare eventuali speculazioni sui prezzi del gasolio.

Nel complesso, il credito d’imposta sul gasolio agricolo rappresenta un intervento mirato e tempestivo, che risponde a un’esigenza immediata del settore. Tuttavia, dal confronto con le organizzazioni emerge con chiarezza un punto, il comparto agricolo chiede che il sostegno non resti limitato a una misura emergenziale, ma si inserisca in una strategia più ampia e stabile, capace di affrontare in modo strutturale il tema dei costi energetici e dei mezzi tecnici.

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