Ad Agriumbria riflettori sulla nutrizione dei pet: “Dalle pratiche alimentari fai da te, alle conseguenze per i nostri amici a 4 zampe”

Ad Agriumbria, la professoressa Maria Grazia Cappai dell’Università di Sassari approfondisce il tema della nutrizione di cani e gatti, evidenziando i rischi legati a diete scorrette, antropomorfizzazione e scelte alimentari non basate su criteri scientifici.

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23 Aprile, 2026

Non solo zootecnia da reddito: ad Agriumbria si è parlato anche di animali da compagnia, con un focus dedicato alla nutrizione e all’alimentazione di cani e gatti. Dal confronto tra esperti è emerso un quadro chiaro: piccoli errori quotidiani, spesso dettati da buone intenzioni, possono avere conseguenze rilevanti sulla salute degli animali.

Al centro del dibattito il fenomeno dell’antropomorfizzazione, ovvero la tendenza a trattare gli animali come esseri umani, anche nelle scelte alimentari. Un approccio che porta molti proprietari a seguire mode o convinzioni personali, tralasciando in alcuni casi di considerare le reali esigenze fisiologiche del proprio animale: se il cane mostra una certa adattabilità, seppure relativa, il gatto resta un carnivoro stretto, con bisogni nutrizionali non negoziabili.

Ampio spazio è stato dedicato alle dietedi moda”, sempre più diffuse ma spesso prive di solide basi scientifiche. Dalle diete vegane per carnivori alla crudista BARF, fino ai regimi “naturali”, gli esperti hanno evidenziato rischi concreti: squilibri nutrizionali, carenze e possibili problemi sanitari, sia per gli animali sia per i proprietari in ambiente domestico e urbano.

Il problema più diffuso, tuttavia, resta la sovralimentazione. L’alimento, quale risorsa primaria è anche un modo per sancire il legame pet/proprietario, e troppo spesso però culmina in un utilizzo eccedente le reali esigenze, quale valvola di gratificazione per il proprietario (ma anche per l’animale), contribuendo all’aumento di sovrappeso e obesità, condizioni ormai molto comuni e associate a sindromi metaboliche e riduzione della qualità di vita.

Non meno rilevante il tema degli alimentiumani” somministrati agli animali: prodotti come cioccolato, cipolla o uva, anche in piccole quantità, possono risultare tossici e in alcuni casi, letali. Un rischio ancora spesso sottovalutato, che richiede maggiore consapevolezza.

Dal punto di vista nutrizionale, gli interventi hanno ribadito l’importanza di un approccio scientifico: diete bilanciate, fabbisogni energetici definiti e valutazione dello stato corporeo devono guidare le scelte. Gli alimenti industriali completi, se correttamente formulati, rappresentano una soluzione affidabile, mentre le diete casalinghe richiedono competenze specifiche e supervisione professionale per un adeguato apporto in relazione ai fabbisogni specie-specifici.

Infine, è emerso il ruolo sempre più rilevante della comunicazione in un mercato del pet food in forte espansione. Le scelte dei proprietari sono spesso influenzate da fattori emotivi e percezioni, rendendo fondamentale un’informazione chiara e basata su evidenze.

La sintesi della tavola rotonda è netta: nutrire correttamente un animale domestico significa superare mode e convinzioni personali, affidandosi alla scienza. Perché, come ricordato dagli esperti, anche i gesti più semplici possono incidere profondamente sul benessere dei nostri pet.

Guarda l’intervento della professoressa Maria Grazia Cappai sulla nutrizione dei pet e i rischi delle pratiche alimentari scorrette ad Agriumbria.

Cappai-Agriumbria

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