Assalzoo: industria mangimistica, cresce nel 2025 la produzione e il fatturato. In aumento anche gli investimenti e gli occupati nel settore

Industria mangimistica italiana nel 2025 in crescita con aumento di produzione, fatturato, occupazione e investimenti. Il settore resta centrale ma affronta sfide geopolitiche, regolatorie e di approvvigionamento

30 Maggio, 2026

Il 2025 dell’industria mangimistica italiana si è concluso con quattro segni positivi: in crescita fatturato, produzione, investimenti e occupazione. Il settore conferma il ruolo centrale all’interno del sistema agrozootecnico-alimentare nazionale. I dati economici e produttivi del 2025 sono stati presentati nel corso dell’Assemblea annuale di Assalzoo (Associazione Nazionale Tra Produttori di Alimenti Zootecnici) svoltasi a Parma. La produzione nazionale di mangimi ha raggiunto 15,628 milioni di tonnellate, registrando un incremento dell’1,1% rispetto al 2024. Il fatturato mostra un aumento portandosi a 10,167 miliardi di euro, con una crescita di circa il 3%.

Sul fronte occupazionale si registra una crescita di oltre il 4%, con un numero complessivo di 8.850 addetti diretti. Anche gli investimenti fissi lordi risultano in aumento del 5,3% rispetto al 2024, a conferma di una strategia orientata a innovazione, sostenibilità ed efficienza degli impianti.

I dati economici e produttivi – commenta il Presidente Assalzoo, Massimo Zanin – confermano la solidità dell’industria mangimistica italiana e la capacità del comparto di affrontare un contesto internazionale instabile. La crescita complessiva evidenzia la forza competitiva delle imprese, l’attenzione alla qualità e il ruolo economico e sociale del settore”.

Le sfide del settore

Il quadro positivo dei fondamentali deve tuttavia confrontarsi con uno scenario internazionale complesso. Le tensioni geopolitiche globali (dalla guerra russo-ucraina ai conflitti mediorientali fino alle recenti crisi internazionali) hanno avuto, secondo il Presidente di Assalzoo Massimo Zanin, forti impatti su mercati di energia, trasporti e materie prime agricole.

Per l’Italia queste dinamiche aggravano vulnerabilità strutturali: il Paese importa gas e petrolio e trasporta su gomma oltre l’80% delle materie prime vegetali e il 100% dei mangimi destinati all’allevamento. Da qui la necessità di misure di contenimento dei costi e di un rafforzamento dell’autoapprovvigionamento interno, con particolare attenzione al riconoscimento del mais come coltura strategica per la filiera agro-zootecnica.

Sul piano regolatorio, pesa l’imminente applicazione della normativa europea EUDR contro la deforestazione, rinviata al 31 dicembre 2026. Il rinvio non elimina le criticità: la sostenibilità ambientale deve procedere insieme a quella economica, evitando che un eccesso di oneri burocratici comprometta la competitività del settore agroalimentare.

Di particolare rilievo è anche la gestione delle emergenze sanitarie secondo l’approccio One Health, che integra salute animale, umana e ambientale. Epizoozie come Peste Suina Africana e Influenza Aviaria esercitano forte pressione sulla filiera, mentre il comparto mangimistico svolge un ruolo chiave in controllo, prevenzione e tracciabilità.

Infine, il settore zootecnico italiano evidenzia forti dipendenze dall’estero: oltre il 60% della carne bovina e circa il 40% di quella suina, oltre a pesce, ovicaprini e latte. Per affrontare queste criticità, Assalzoo ha promosso gli Stati Generali della Zootecnia a Verona, riunendo produzione primaria, trasformazione e distribuzione. Il FeedEconomy stima una filiera da oltre 180 miliardi di euro, pari a più dell’8% del PIL nazionale.

Secondo Zanin, “fare sistema” è ormai una necessità imprescindibile per tutelare e rafforzare questo patrimonio economico e produttivo.

Assalzoo, l’Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici (aderente a Federprima/Confindustria), rappresenta l’industria mangimistica italiana con un fatturato di oltre 10 miliardi di euro, circa 8.900 addetti, escluso l’indotto, e una produzione di oltre 15,5 milioni di tonnellate.

Principali indicatori economici 2025 dell’industria mangimistica italiana

(valori in euro correnti negli anni considerati)

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