Dermatite nodulare contagiosa, gli allevatori sardi scendono in piazza

Con il blocco del porto di Olbia, gli operatori chiedono misure più aderenti all’attuale situazione epidemiologica, una riduzione delle restrizioni e risorse adeguate per far fronte ai costi sostenuti durante questi mesi di emergenza

28 Settembre, 2026

Lo scorso 22 settembre a Bari, l’Assessore regionale all’Agricoltura della Sardegna, Francesco Agus, ha portato all’attenzione della Commissione Politiche Agricole la questione delle restrizioni alla movimentazione dei bovini legate alla dermatite nodulare (leggi QUI), chiedendo di adeguare le misure al rischio effettivo, al fine di ridurre l’impatto sulle aziende e sul comparto zootecnico. Secondo la Regione, infatti, l’attuale situazione epidemiologica, anche grazie agli elevati livelli di vaccinazione, consentirebbe una revisione delle limitazioni ancora in vigore. E’ stata, quindi, richiesta una nuova interlocuzione con la Commissione europea, accolta dal sottosegretario al MASAF, Giacomo La Pietra, che  si è impegnato a a sottoporre la questione al Ministero della Salute.

Nel frattempo, le difficoltà economiche e gestionali degli allevatori sardi continuano a crescere, cosa che li ha spinti ad avviare una protesta più dura e a scendere in piazza, venerdì 25 settembre 2026, bloccando la via principale di Olbia fino in corteo al porto Isola Bianca.

Centinaia di allevatori per le vie di Olbia

Secondo quanto riportato da RaiNews, nel Tg regionale, e da Coldiretti Sardegna, gli allevatori manifestano la necessità urgente di “una svolta”. Chiedono la declassazione della malattia che sta bloccando le loro movimentazioni e si definiscono “arrabbiati” perché, dopo aver rispettato tutti i protocolli richiesti, in termini sanitari, dalla Asl e dal Ministero, si trovano comunque penalizzati come chi non ha seguito le norme.

In particolare, per il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu:

«gli allevatori hanno fatto tutto ciò che era stato chiesto loro. Hanno vaccinato, rispettato le regole e sostenuto costi e sacrifici enormi. Ora non si può continuare a tenere in ostaggio un’intera economia. Il percorso epidemiologico dimostra che la situazione può essere gestita e che le misure devono essere aggiornate, proporzionate e coerenti con la realtà dei territori”. E ancora: “chiediamo il declassamento della malattia, la fine dei blocchi generalizzati e la riduzione della zona di sorveglianza. Non è possibile che, dopo l’estinzione di focolai come quello di Samugheo, l’intero sistema resti ancora fermo. Le istituzioni devono assumersi la responsabilità di riaprire le movimentazioni e restituire normalità alle aziende».

Il direttore Codiretti Sardegna, Luca Saba ha aggiunto:

«Gli allevatori non possono più vivere nell’incertezza. Ogni giorno di blocco significa costi, animali da mantenere, vendite saltate e famiglie che non sanno come affrontare il futuro. Non stiamo chiedendo scorciatoie, ma decisioni basate sui dati e sull’evoluzione reale della malattia – dice – se la situazione è stata sbloccata sul piano sanitario, deve essere sbloccata anche sul piano operativo. La Sardegna non può restare isolata per inerzia burocratica o per l’assenza di decisioni. Basta con i blocchi e basta con le incertezze. La zona di sorveglianza deve essere ridotta, le restrizioni devono essere proporzionate e le aziende devono poter tornare a lavorare. Non si può chiedere agli allevatori di sostenere all’infinito il peso di un’emergenza che non può più essere trattata come se fosse immutata».

Il messaggio della protesta

Alla base della movimentazione richieste molto chiare: la riapertura dei territori dopo la conclusione, avvenuta da tempo, del focolaio di Samugheo; la revisione e riduzione dell’area sottoposta a sorveglianza, in linea con l’attuale situazione epidemiologica; il declassamento della malattia a livello europeo; la ripresa della movimentazione degli animali e lo stanziamento di risorse adeguate per sostenere le aziende, costrette in questi mesi a sostenere costi molto elevati a causa dei rincari e degli effetti del blocco. Il corteo, a cui hanno preso parte anche il vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni e i sindaci di Luogosanto e Calangianus, si è concluso al porto Isola Bianca.

Fonte:  RaiNews, Coldiretti

 

Da leggere - Settembre 2026

Condividi questa notizia!