Più forza ai Consorzi di tutela: dal MASAF nuove regole per valorizzare DOP e IGP
Il MASAF aggiorna il quadro normativo dei Consorzi di tutela. Rafforzati i compiti dei Consorzi, introdotte nuove funzioni sulla sostenibilità, sul turismo delle Indicazioni Geografiche e sulla gestione dell’offerta produttiva. Novità anche per governance, rappresentatività e vigilanza online

Con l’adozione del Decreto ministeriale n. 264637 del 3 giugno 2026, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha definito il nuovo quadro nazionale per la costituzione e il riconoscimento dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP agroalimentari, recependo le disposizioni introdotte dal Regolamento (UE) 2024/1143.
Il provvedimento rappresenta uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni in materia di Indicazioni Geografiche e punta a rafforzare il ruolo dei Consorzi, che non saranno più chiamati soltanto a tutelare e promuovere le denominazioni, ma assumeranno nuove responsabilità nella gestione strategica delle filiere.
Secondo il Ministro Francesco Lollobrigida, il decreto costituisce un passaggio fondamentale per consolidare il sistema delle Indicazioni Geografiche italiane, un comparto che vale oltre 20 miliardi di euro alla produzione e che continua a rappresentare uno dei principali asset dell’agroalimentare nazionale.
Più funzioni per i Consorzi di tutela
La novità più significativa riguarda l’ampliamento delle competenze attribuite ai Consorzi riconosciuti. Alle tradizionali attività di tutela, valorizzazione, promozione e vigilanza si aggiungono nuove funzioni legate alla gestione della denominazione, alla sostenibilità delle produzioni, allo sviluppo del turismo legato alle DOP e IGP e alla regolazione dell’offerta.
I Consorzi potranno infatti promuovere pratiche sostenibili lungo la filiera, favorire iniziative per la riduzione dell’impatto ambientale, l’efficienza energetica, la tutela della biodiversità e l’economia circolare, oltre a svolgere attività di formazione e assistenza tecnica rivolte agli operatori.
Particolarmente interessante per il settore lattiero-caseario è la possibilità di sviluppare programmi strutturati di valorizzazione territoriale e turismo gastronomico, attraverso accordi con enti locali, istituzioni e soggetti privati, rafforzando ulteriormente il legame tra prodotto certificato e territorio di origine.
Regolazione dell’offerta: strumenti più forti per le filiere
Il decreto disciplina anche le modalità attraverso cui i Consorzi potranno richiedere l’attivazione di misure di regolazione dell’offerta previste dall’Organizzazione Comune dei Mercati agricoli.
Si tratta di uno strumento particolarmente rilevante per le produzioni DOP più strutturate, come molti formaggi italiani, poiché consente di programmare la produzione e gestire meglio l’equilibrio tra domanda e offerta, evitando squilibri di mercato e contribuendo alla valorizzazione economica della denominazione.
Le misure, una volta approvate dal Ministero, diventano vincolanti per tutti gli operatori inseriti nel sistema di controllo della denominazione interessata, indipendentemente dall’adesione al Consorzio.
Nuovi criteri di rappresentatività e governance
Il decreto interviene anche sui requisiti necessari per il riconoscimento e la conferma dei Consorzi di tutela.
Per ottenere il riconoscimento ministeriale, i Consorzi dovranno dimostrare livelli minimi di rappresentatività sia in termini di produzione certificata sia di numero di operatori aderenti. Per alcune filiere particolarmente strategiche, tra cui quella dei formaggi e dei prodotti a base di carne, sono previste soglie più elevate.
Vengono inoltre introdotte disposizioni più dettagliate per garantire una rappresentanza equilibrata delle diverse categorie produttive negli organi sociali e una maggiore trasparenza nella governance consortile.
Tra le novità figura anche la possibilità di costituire Consorzi che tutelino più Indicazioni Geografiche, purché sia garantita l’autonomia decisionale di ciascuna denominazione e vi sia una connessione territoriale tra le produzioni interessate.
Più attenzione alla tutela online
Un altro aspetto innovativo riguarda il rafforzamento delle attività di vigilanza.
I Consorzi saranno chiamati a monitorare non soltanto il mercato tradizionale, ma anche il commercio elettronico e l’utilizzo delle denominazioni sul web. Tra le attività previste figurano il controllo dell’uso delle DOP e IGP sulle piattaforme online, la sorveglianza dei nomi a dominio che richiamano le denominazioni protette e il contrasto alle pratiche che possano generare evocazioni o utilizzi ingannevoli delle Indicazioni Geografiche.
L’attività continuerà a svolgersi in coordinamento con l’ICQRF, che manterrà il ruolo di riferimento per la vigilanza e la repressione delle frodi.
Un passaggio importante per le filiere DOP
Per le filiere zootecniche e lattiero-casearie italiane il decreto rappresenta un passaggio di particolare interesse. Formaggi DOP, salumi e altre produzioni a Indicazione Geografica dispongono ora di un quadro normativo che attribuisce ai Consorzi un ruolo più ampio e strategico nella gestione delle denominazioni.
L’obiettivo del legislatore è favorire organizzazioni più rappresentative, capaci non soltanto di difendere le produzioni certificate dalle imitazioni e dalle frodi, ma anche di accompagnarne lo sviluppo attraverso strumenti di sostenibilità, valorizzazione territoriale, promozione internazionale e gestione dell’offerta.
Un’evoluzione che conferma come le Indicazioni Geografiche siano sempre più considerate non soltanto strumenti di tutela, ma veri e propri motori di sviluppo economico e territoriale.
Fonte: Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste – Comunicato stampa del 4 giugno 2026 e D.M. n. 264637 del 3 giugno 2026 recante “Disposizioni generali in materia di costituzione e riconoscimento dei Consorzi di tutela per le DOP e IGP dei prodotti agricoli e alimentari”.



















































































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