Residui di farmaci veterinari: il Governo aggiorna il sistema dei controlli ufficiali

Via libera preliminare allo schema di decreto legislativo che adegua la normativa italiana alle nuove regole europee. Al centro il Piano Nazionale Residui, con controlli basati sul rischio, sorveglianza randomizzata, verifiche sulle importazioni da Paesi terzi e gestione digitale dei dati

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11 Giugno, 2026

Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, uno schema di decreto legislativo che aggiorna il quadro nazionale dei controlli ufficiali sull’uso di sostanze farmacologicamente attive in ambito veterinario e alimentare. Il provvedimento adegua l’ordinamento italiano al regolamento delegato (UE) 2022/1644 e al regolamento di esecuzione (UE) 2022/1646, inserendosi nel più ampio sistema europeo dei controlli ufficiali disciplinato dal regolamento (UE) 2017/625.

Nel provvedimento viene data una nuova definizione del Piano Nazionale Residui (PNR), che viene organizzato in tre componenti. 

  • Il Piano mirato prevede controlli basati sul rischio su animali e alimenti di origine animale prodotti in Italia o provenienti da altri Stati membri, con l’obiettivo di verificare sia l’eventuale presenza di sostanze vietate o non autorizzate sia il rispetto dei limiti massimi di residui. Il 
  • Piano di sorveglianza si fonda invece su campionamenti casuali, pensati per monitorare un’ampia gamma di sostanze attraverso metodi analitici ad alte prestazioni. 
  • Il Piano Paesi terzi riguarda infine gli animali e i prodotti importati, con controlli anch’essi basati sul rischio.

Proprio quest’ultimo aspetto è uno dei passaggi più significativi per il nostro settore. Lo schema di decreto richiama infatti espressamente il rispetto del principio di reciprocità nei confronti dei Paesi terzi nei quali può essere consentito l’impiego di sostanze vietate nell’Unione Europea. Oltre ai controlli alle frontiere, il Ministero della Salute e le autorità territoriali competenti potranno disporre verifiche mirate anche nella fase di commercializzazione dei prodotti di origine animale destinati direttamente al consumatore finale.

Il decreto conferma il ruolo centrale del Ministero della Salute, responsabile della predisposizione, organizzazione e coordinamento del PNR, che dovrà essere aggiornato annualmente. È inoltre prevista l’istituzione di un “Gruppo residui”, con funzioni di supporto e consultive, composto da esperti designati da Stato, Regioni, Istituto Superiore di Sanità, Istituti Zooprofilattici Sperimentali e Centro di referenza nazionale per le indagini biologiche sugli anabolizzanti animali.

Altro elemento rilevante riguarda la digitalizzazione. Tutte le attività previste dal Piano, comprese quelle extrapiano e i campionamenti su sospetto, dovranno essere pianificate e rendicontate attraverso il sistema informatico NSIS/RaDISAN. Nel sistema confluiranno i dati relativi ai campionamenti, alle analisi, alle non conformità rilevate e alle azioni correttive adottate. L’obiettivo è garantire maggiore tracciabilità, uniformità dei dati e integrazione tra livello nazionale ed europeo.

Lo schema disciplina anche la gestione delle non conformità. In caso di sospetta o accertata violazione delle norme su sostanze farmacologicamente attive in animali vivi o prodotti di origine animale, l’autorità competente dovrà attivare comunicazioni immediate verso Regioni, Province autonome, ASL, Istituti Zooprofilattici e Ministero della Salute, così da individuare l’origine della non conformità, stabilire le responsabilità dell’operatore e prevenire il ripetersi del problema.

Lo schema di decreto dovrà ora completare l’iter previsto, con il passaggio in Conferenza Stato-Regioni e nelle Commissioni parlamentari competenti, prima dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri.

Fonte: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 177 del 10 giugno 2026.

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