Controlli veterinari alle frontiere e negli scambi UE: nel 2025 oltre 2,2 milioni di partite monitorate
La relazione annuale del Ministero della Salute fotografa un sistema di vigilanza sempre più strategico per la tutela della sanità animale e della sicurezza alimentare. Nel 2025 i Posti di Controllo Frontalieri hanno gestito oltre 48 mila partite di animali, prodotti di origine animale e mangimi provenienti da Paesi terzi e quasi 232 mila partite di alimenti di origine non animale, mentre gli UVAC hanno monitorato oltre 2,2 milioni di movimentazioni intracomunitarie, confermando il ruolo centrale dei controlli ufficiali nella protezione della filiera agroalimentare

I controlli veterinari alle frontiere rappresentano uno dei principali strumenti di prevenzione contro l’introduzione nell’Unione europea di malattie animali e prodotti non conformi. È quanto emerge dalla relazione 2025 del Ministero della Salute dedicata all’attività dei Posti di Controllo Frontalieri (PCF) e degli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC), che documenta il volume delle merci controllate e l’intensità dell’attività ispettiva svolta lungo tutta la catena degli scambi commerciali.
Dal 2019 i PCF hanno sostituito i precedenti Posti d’Ispezione Frontalieri (PIF), in applicazione del Regolamento (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali. In Italia, nel 2025 erano operativi 28 PCF, di cui 21 portuali e 7 aeroportuali, incaricati di verificare animali vivi, prodotti di origine animale, alimenti di origine non animale, mangimi e materiali destinati al contatto con gli alimenti provenienti da Paesi terzi.

In crescita le importazioni da Paesi terzi
Nel corso del 2025 sono transitate attraverso i PCF italiani 48.480 partite di animali, prodotti di origine animale e mangimi di origine animale provenienti da oltre 100 Paesi terzi, con un incremento dell’11,3% rispetto al 2024.
A queste si aggiungono 231.966 partite di alimenti di origine non animale, mangimi di origine vegetale e materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti (MOCA), anch’esse sottoposte ai controlli ufficiali previsti dalla normativa europea e nazionale.
Tra le merci di interesse veterinario, i prodotti della pesca continuano a rappresentare la quota più consistente delle importazioni, con 32.314 partite, pari a circa il 67% del totale. Seguono le carni bovine e relative frattaglie (4.374 partite), gli alimenti per animali (3.510 partite) e gli altri prodotti di origine animale non destinati al consumo umano (2.061 partite).

Oltre 20 mila controlli fisici e quasi 1.500 verifiche di laboratorio
L’attività ispettiva non si limita al controllo documentale. Nel 2025 i PCF hanno effettuato 20.502 controlli fisici, pari al 42,3% delle partite importate, oltre a 1.475 controlli di laboratorio.
Complessivamente sono state registrate 256 non ammissioni, a conferma dell’efficacia del sistema di controllo nel prevenire l’ingresso nel mercato unionale di merci non conformi ai requisiti sanitari previsti dalla normativa.
Gli UVAC seguono oltre 2,2 milioni di movimentazioni intra-UE
Accanto ai controlli sulle importazioni dai Paesi terzi, la relazione evidenzia il ruolo degli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC), responsabili del coordinamento dei controlli sulle movimentazioni di animali e prodotti di origine animale provenienti dagli altri Stati membri.
Nel 2025 sono state infatti segnalate 2.214.771 partite, sulle quali gli UVAC hanno disposto i controlli previsti dalla normativa, eseguiti dai servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali.
Il sistema si fonda sul principio europeo secondo cui i controlli vengono effettuati prioritariamente nel Paese di origine, ma consente verifiche a campione anche nel Paese di destinazione, garantendo la tracciabilità delle merci attraverso il sistema informativo nazionale SINTESI, integrato con la piattaforma europea TRACES.

Un sistema strategico per la prevenzione sanitaria
I dati confermano come PCF e UVAC rappresentino due pilastri del sistema nazionale dei controlli ufficiali, chiamati a garantire la sicurezza degli scambi internazionali in un contesto caratterizzato da volumi commerciali elevati e da un rischio crescente di diffusione transfrontaliera di patologie animali e contaminazioni alimentari.
Oltre all’attività ordinaria di controllo, nel 2025 il Ministero della Salute ha proseguito le attività di audit presso diversi PCF, verificando strutture, procedure operative e coordinamento con le altre autorità competenti, nell’ottica di mantenere elevati gli standard richiesti dalla normativa europea e di rafforzare la capacità del sistema di intercettare tempestivamente eventuali criticità prima dell’ingresso delle merci nel mercato dell’Unione europea.
Fonte: Ministero della Salute – Relazione annuale “Posti di Controllo Frontalieri (PCF) e Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC)”– Attività 2025.



















































































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