Agrifish 2026: nuovi aiuti per i fertilizzanti e scudo dell’Italia contro i tagli alla promozione
Il primo Consiglio Agrifish a guida irlandese ha formalizzato il sostegno agli agricoltori riguardo il caro-fertilizzanti. L'Italia preannuncia il triplicamento dei fondi nazionali e guida un gruppo di dieci Stati membri contro la riduzione del budget per le campagne di promozione agroalimentare dell'Unione Europea

Il 13 luglio ha segnato il debutto della presidenza irlandese nel Consiglio Agrifish dell’Unione europea, guidata dal ministro irlandese Martyn Heydon, che ha posto al centro del dibattito la stabilità dei redditi, il ruolo delle donne in agricoltura e la transizione verso un’autonomia proteica più marcata in Europa. In questo contesto, l’Italia ha assunto una posizione di primo piano, intervenendo sia sulla protezione delle risorse finanziarie esistenti sia sulla promozione dell’agroalimentare europeo sui mercati internazionali.
La risposta istituzionale al caro-concimi e alla crisi di liquidità
Il Consiglio ha formalmente adottato un regolamento proposto dalla Commissione per mitigare l’impatto del forte aumento dei costi dei fertilizzanti, anche in virtù della crisi di Hormuz, una delle voci di spesa più gravose per le aziende zootecniche e agricole. Tra gli strumenti approvati vi sono un nuovo schema di liquidità nell’ambito dello sviluppo rurale e la facoltà per gli Stati membri di erogare pagamenti diretti in anticipo, lubrificando il supporto finanziario a breve termine per gli operatori. Questa flessibilità, inoltre, permette di adeguare i pagamenti per l’anno 2027 alle priorità nazionali emerse dalle recenti turbolenze di mercato, come l’erogazione di sostegni a importo fisso per ettaro, attraverso i piani strategici della Politica Agricola Comune.
Il supporto economico alle imprese
Nell’ambito di questi nuovi aiuti, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha confermato che l’Italia è pronta a sfruttare appieno le clausole di cofinanziamento previste da Bruxelles. A fronte di un pacchetto europeo che assegna al nostro Paese circa 45 milioni di euro dalla riserva di crisi della PAC, il governo italiano punta a incrementare sensibilmente la dotazione attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il ministro Lollobrigida ha dichiarato che l’amministrazione sta attuando le procedure per arrivare a una cifra tre volte superiore, sfruttando la possibilità di integrare le risorse europee con fondi nazionali fino al 200%.
“Se gli agricoltori sono costretti a sostenere costi più elevati, questi inevitabilmente si riflettono sui consumatori: se il costo di produzione di un prodotto ortofrutticolo aumenta del 30%, con ogni probabilità lo stesso incremento si riverserà sul prezzo finale pagato dai cittadini”, ha aggiunto sul tema il ministro.
L’Italia difende il budget per la promozione
Parallelamente, l’Italia si è fatta portavoce di una coalizione di dieci nazioni per opporsi ai tagli proposti dalla Commissione europea al budget della politica di promozione agricola per il 2027. La proposta di ridurre le risorse complessive da 160 milioni a 112 milioni di euro è stata giudicata incoerente con l’ambizione di rafforzare la competitività del settore agroalimentare europeo. In particolare, i programmi di promozione “MULTI“, che favoriscono la cooperazione tra organizzazioni di diversi Stati membri, rischierebbero un taglio drastico passando da 60 milioni a soli 20 milioni di euro nel 2027. Questo avviene nonostante nel 2026 la domanda di sostegno abbia ampiamente superato il budget disponibile, confermando l’utilità dello strumento per l’accesso ai mercati extra-UE, con un totale di 650 campagne di promozione co-finanziate dall’Unione europea dal 2016.
“Per tutelare l’Unione Europea e assicurare il benessere dei cittadini serve rilanciare i tre cardini della nostra strategia: produzione, protezione e promozione. È questa la linea che l’Italia intende imporre nel comparto agroalimentare”, conclude Lollobrigida.
Più spazio alle donne in agricoltura
Sul fronte della struttura aziendale, i dati rivelano che le donne rappresentano oggi il 31% dei titolari di aziende agricole nell’UE, ovvero circa 2,9 milioni su un totale di 9 milioni di operatori. Questa rilevanza statistica ha spinto la presidenza irlandese a promuovere un dibattito sul superamento degli ostacoli all’eredità e all’avvio di imprese femminili, in linea con l’Anno internazionale della donna agricoltrice dichiarato dalle Nazioni Unite per il 2026.
Verso l’autonomia strategica
Le conclusioni del vertice hanno sottolineato la necessità di una visione a lungo termine che integri il Piano d’azione sulle proteine con la Strategia per l’allevamento sostenibile adottata il 7 luglio 2026. I ministri hanno ribadito l’importanza di ridurre la dipendenza dalle importazioni estere, specialmente per la soia, evidenziando la necessità di lavorare affinché le norme ambientali non penalizzino le colture proteiche europee. La ricerca di un’autonomia strategica passa anche attraverso la tutela delle Indicazioni Geografiche Protette negli accordi commerciali internazionali, garantendo reciprocità e clausole di salvaguardia.
“La strategia zootecnica e il piano d’azione per le proteine, insieme, forniscono una chiara tabella di marcia per costruire un futuro più resiliente per l’agricoltura europea e ridurre la nostra dipendenza dalle proteine importate per l’alimentazione animale. La priorità ora è trasformare questa ambizione in azioni concrete, attuando misure pratiche che premino gli agricoltori e incoraggino l’innovazione”, chiarisce Martin Heydon, Ministro dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e degli Affari Marittimi dell’Irlanda.
Fonti: Consiglio Agrifish
















































































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