Fertilizzanti: l’Europa prova a sbloccare altri 300 milioni di euro per la riserva agricola

Il 10 giugno la Commissione europea ha proposto di potenziare la riserva di crisi della PAC con 300 milioni di euro aggiuntivi, portando il pacchetto di aiuti a 500 milioni per sostenere le aziende agricole colpite dall’impennata dei costi dei fertilizzanti

commissione europea - ue -bandiere
11 Giugno, 2026

Il 10 giugno l’esecutivo UE, nella figura del Commissario all’Agricoltura Christophe Hansen, ha presentato una proposta per aumentare le risorse della riserva di crisi della PAC, una mossa resa necessaria dal perdurare delle tensioni geopolitiche, aggravate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, che continuano a destabilizzare i mercati degli input produttivi e a spingere al rialzo i prezzi dei fertilizzanti.

In particolare si propone di stanziare altri 300 milioni di euro, che si sommeranno ai 200 milioni ancora inutilizzati nella riserva agricola della PAC, creando una dotazione totale di oltre 500 milioni di euro.

La misura era già stata anticipata il 19 maggio, data in cui è stato varato il Fertiliser Action Plan, e si inserisce nell’ambito dell’emendamento al bilancio Ue 2026 adottato in questi giorni.

Parallelamente, la Commissione europea ha proposto di fissare il bilancio annuale dell’UE per il 2027 a 200 miliardi di euro, in impegni nei settori della competitività, della difesa, degli alloggi a prezzi accessibili, della resilienza idrica e della transizione energetica.

L’impatto economico 

Attualmente, i costi per i nutrienti rappresentano tra il 7% e l’8% degli input totali per l’intero settore agricolo UE, ma per comparti specifici questa incidenza può salire fino a un terzo dei costi di produzione complessivi. 

Le voci della politica e delle associazioni di categoria

Il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha commentato positivamente l’intervento sottolineando che “la risposta della Commissione dimostra che l’attività dell’Italia a Bruxelles continua a essere efficace; le risorse stanziate rappresentano una prima e concreta risposta all’emergenza”, ma aggiunge anche che “come Italia abbiamo però chiesto e continueremo a chiedere la sospensione del CBAM e dell’ETS, regolamenti che, soprattutto in questo periodo di incertezza, non hanno ragione d’esistere. La Commissione europea deve abbandonare posizioni ideologiche ed essere più pragmatica, non si possono imporre dazi su fattori di produzione essenziale agli agricoltori”.

Tommaso Battista, presidente di Copagri, pur accogliendo con favore i 300 milioni aggiuntivi, ha avvertito che la misura “va nella direzione auspicata di dare ossigeno ai produttori, anche se potrebbe non essere sufficiente a compensare gli effetti delle forti tensioni in atto”.

Da parte sua, Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani, ha evidenziato come l’annuncio sia positivo, ma non possa restare isolato, chiedendo di “garantire piena trasparenza sui prezzi per fermare le speculazioni e riportare i costi a livelli sostenibili”, auspicando la sospensione immediata del CBAM sui fertilizzanti. Anche

Confagricoltura ha espresso soddisfazione, ribadendo però la necessità di “un piano strutturato per contrastare il caro fertilizzanti, sospendendo il CBAM e intervenendo sulla tassazione”, e sperando in una rapida approvazione da parte dell’Europarlamento.

“Per sostenere le aziende agricole duramente colpite dall’aumento dei costi dei fertilizzanti occorre garantire risorse certe, uscendo dalla logica degli annunci ad effetto e senza sottrarre risorse dai fondi già destinati al settore”, chiosa il segretario nazionale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo.

Le incognite del CBAM 

La prospettiva a lungo termine delineata dal Fertiliser Action Plan punta alla creazione di un mercato unico dei fertilizzanti più integrato e alla decarbonizzazione dell’industria comunitaria. Tuttavia, permangono preoccupazioni tra gli attori della filiera, legate all’applicazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) che, secondo le stime di Copa-Cogeca, potrebbe gravare sugli agricoltori per 820 milioni di euro nel solo 2026, una cifra che, sempre secondo Copa-Cogeca, supera ampiamente il valore della riserva di crisi appena stanziata.

Prossimi passaggi

La proposta della Commissione europea di integrare la riserva di crisi della PAC con 300 milioni di euro deve ora passare al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’UE. Il progetto di bilancio, presentato il 10 giugno 2026, dovrà essere formalmente adottato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio entro la fine del 2026, ricordando che il 2027 rappresenta l’ultimo anno dell’attuale Quadro Finanziario Pluriennale. Una volta approvati i fondi europei, gli Stati membri avranno la facoltà di integrare questi aiuti con risorse nazionali fino al 200% della dotazione ricevuta.

Come sempre, la chiave sembrerebbe risiedere nell’equilibrio tra gli obiettivi ambientali impellenti e la necessità di mantenere prezzi accessibili degli input energetici. Il rischio concreto è che, senza ulteriori deroghe regolatorie, come quelle presenti all’interno della direttiva nitrati per l’uso del digestato e del letame come alternative ai fertilizzanti di sintesi, la produzione agricola europea possa subire una contrazione, alimentando l’inflazione alimentare per i consumatori finali. Nel frattempo, la comunità europea sembra spingere sempre più verso la creazione di un mercato di autosufficienza domestica, in raccordo con nuovi accordi commerciali che scavalchino a piè pari le attuali crisi geopolitiche in Medio Oriente e nello stretto di Hormuz.

Fonti:

  • Draft amending budget No 2 To the general budget 2026 Update of revenue (own resources) and adjustments to expenditure
  • Stable funding for established priorities in the Annual Budget for 2027

Da leggere - Luglio 2026

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