Fecondazione artificiale animale, una riforma ancora sospesa: l’appello di UOFAA alle istituzioni

L’associazione richiama l’attenzione sul ritardo nell’adozione delle disposizioni attuative previste dal D.Lgs. 52/2018 e sulle conseguenze determinate dalla mancata uniformità delle regole tra le Regioni

23 Luglio, 2026

UOFAA, associazione nazionale degli operatori di fecondazione artificiale animale, richiama l’attenzione delle istituzioni sul ritardo nell’emanazione del regolamento attuativo previsto dall’articolo 11 del D.Lgs. 52/2018.

La riproduzione e la selezione animale rappresentano elementi fondamentali per lo sviluppo della zootecnia e assumono un ruolo sempre più strategico per il futuro del comparto. Per questo, sottolinea l’associazione, il protrarsi dell’attuale situazione di stallo desta forte preoccupazione tra gli operatori.

La disciplina italiana della fecondazione artificiale ha una lunga storia normativa. Dopo la legge n. 1009 del 1952 e la legge n. 74 del 1974, che ha istituito la figura dell’operatore pratico di fecondazione artificiale, la materia è stata riordinata dalla legge n. 30 del 1991 e dal relativo regolamento di attuazione, contenuto nel D.M. n. 403/2000.

Un nuovo percorso di revisione è stato avviato con la legge n. 154 del 2016 ed è proseguito con il D.Lgs. n. 52 del 2018, che ha riorganizzato la disciplina della riproduzione animale e il sistema allevatoriale, abrogando la legge n. 30 del 1991.

L’articolo 11 del decreto legislativo prevedeva che le nuove disposizioni attuative fossero adottate entro 18 mesi dalla sua entrata in vigore, avvenuta il 9 giugno 2018. In attesa del nuovo provvedimento, continua tuttavia a trovare applicazione il D.M. n. 403/2000.

Dopo un articolato lavoro tecnico, il 5 novembre 2020 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome ha sancito l’intesa sullo schema di decreto destinato ad attuare la nuova disciplina. A quasi sei anni di distanza, tuttavia, il provvedimento non risulta ancora emanato e, secondo quanto riferisce UOFAA, il relativo iter sarebbe fermo presso il Dipartimento per gli Affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Tra gli aspetti più rilevanti della riforma vi è la gestione degli elenchi regionali degli operatori di fecondazione artificiale. Nel tempo, infatti, le modalità applicative adottate dalle Regioni si sono differenziate, dando origine a un quadro non uniforme e, in alcuni casi, contraddittorio.

Per riportare l’attenzione sulla questione, UOFAA intende promuovere, insieme ad ASSOGENE, un incontro nell’ambito delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona. L’iniziativa sarà dedicata alle criticità determinate dal mancato completamento della riforma e alle ricadute per gli operatori, gli impianti di fecondazione artificiale e, più in generale, per il comparto zootecnico nazionale.

Fonte: Comunicato Stampa UOFAA

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