A Borno i formaggi raccontano il ritorno delle mandrie dall’alpeggio
La Festa della Transumanza di Borno, in provincia di Brescia, giunta alla trentesima edizione, quest’anno presenta il primo concorso dedicato ai Formaggi della Transumanza

Alla fine di settembre, la discesa delle mandrie chiude la stagione in malga e riporta a valle animali, casari e formaggi prodotti in quota.
Quest’anno questo passaggio sarà segnato dalla prima edizione del concorso dedicato ai Formaggi della Transumanza. L’iniziativa si svolgerà nell’ambito della trentesima Festa della Transumanza di Borno, in provincia di Brescia, in programma dal 25 al 27 settembre 2026, e porterà al centro della manifestazione uno dei risultati più concreti dei mesi trascorsi in montagna, il latte trasformato nelle malghe e nei caseifici aziendali.
Il primo Concorso Formaggi della Transumanza è organizzato dalla Pro Loco di Borno insieme alla delegazione bresciana dell’ONAF. Possono partecipare aziende agricole, malghe, caseifici aziendali e produttori con sede in Lombardia. Quattro le categorie previste: formaggi vaccini freschi e stagionati, caprini freschi e stagionati
I campioni dovranno essere consegnati entro le 10 di sabato 26 settembre. Nella stessa mattinata saranno sottoposti alla valutazione anonima di una giuria di assaggiatori qualificati, mentre la premiazione si terrà domenica 27 settembre alle 9.30, prima della sfilata lungo le vie del paese. Il concorso affianca così alla tradizione una lettura tecnica delle produzioni casearie.
La scelta del periodo non è secondaria. Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno si conclude infatti la stagione di pascolo in quota. La data del rientro varia in base all’altitudine, all’andamento meteorologico e alla disponibilità di erba, ma settembre rappresenta tradizionalmente il mese della demonticazione, cioè della discesa degli animali dagli alpeggi verso le aziende e le stalle del fondovalle.
Con l’abbassamento delle temperature, le giornate più corte e il rallentamento della crescita dei pascoli, termina un ciclo iniziato tra la fine di maggio e giugno. Per gli allevatori non si tratta soltanto di accompagnare le mandrie lungo il percorso di ritorno. Occorre chiudere la malga, trasferire attrezzature e materiali e organizzare il trasporto delle forme prodotte durante l’estate, alcune già pronte per il consumo, altre destinate a proseguire la stagionatura.
La transumanza è una pratica di allevamento basata sullo spostamento stagionale degli animali tra aree geografiche o climatiche differenti. Nelle zone alpine assume soprattutto una forma verticale: le mandrie salgono verso i pascoli più alti all’inizio dell’estate e tornano a quote inferiori con l’arrivo dell’autunno. Dal 2019 è iscritta nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, che ne riconosce non soltanto la storia, ma anche il patrimonio di conoscenze legate agli animali, all’ambiente e alla gestione delle risorse naturali.
Il rientro di settembre rende visibile il lavoro fatto durante l’estate dagli addetti all’alpeggio che seguono gli animali al pascolo e si occupano della trasformazione quotidiana del latte. Le caratteristiche dei foraggi disponibili in quota, la composizione del latte e le condizioni di lavorazione intervengono sul profilo dei formaggi, insieme alle tecniche adottate dal casaro e alla successiva maturazione.
In Valle Camonica il legame tra alpeggio e trasformazione trova una delle sue espressioni più conosciute nel Silter DOP, formaggio a pasta dura prodotto con latte crudo e stagionato per almeno cento giorni. Il concorso di Borno allarga però lo sguardo anche alle produzioni fresche e ai formaggi caprini, restituendo un quadro più ampio della caseificazione di montagna lombarda.
Valutare questi prodotti significa quindi considerare non solo il risultato sensoriale, ma il sistema dal quale provengono. L’alpeggio permette di utilizzare superfici che difficilmente avrebbero altre destinazioni agricole e contribuisce a mantenere aperti i pascoli. Richiede però presenza quotidiana, strutture adeguate, disponibilità d’acqua, gestione sanitaria degli animali e competenze nella trasformazione del latte.
La sfilata delle mandrie resta il momento più visibile della transumanza, ma il rientro coincide anche con la conclusione del lavoro svolto in malga durante l’estate. È in questa fase che il concorso di Borno mette a confronto le produzioni casearie legate all’alpeggio, affiancando alla festa una valutazione tecnica dei formaggi e un riscontro utile per i produttori.
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