Piano nazionale residui: ecco i risultati dei controlli 2025

La relazione del Ministero della Salute registra 26.920 campioni e oltre 419 mila determinazioni analitiche. Le irregolarità riguardano soprattutto bovini e latte, ma gli esiti cambiano sensibilmente tra i controlli programmati e quelli effettuati su sospetto

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24 Settembre, 2026

Nel 2025 il Piano nazionale per la ricerca dei residui (PNR) ha analizzato 26.920 campioni di animali e prodotti di origine animale, effettuando 419.571 determinazioni analitiche. I campioni non conformi sono stati 36, con 40 esiti analitici irregolari, uno stesso campione può infatti presentare più sostanze non conformi.

Il dato complessivo va letto alla luce delle diverse modalità di prelievo. Nel Piano mirato, che seleziona i campioni in base al rischio, le non conformità sono state 6 su 24.015 campioni, pari allo 0,02%. Nel Piano di sorveglianza, basato su campionamenti casuali, sono state 7 su 1.254, circa lo 0,56%. Le irregolarità salgono a 21 su 640 campioni prelevati su sospetto: si tratta, per definizione, di controlli avviati in presenza di elementi che richiedono un accertamento, anche a seguito di precedenti positività o di macellazioni speciali d’urgenza. Altri due campioni non conformi sono emersi dalle attività aggiuntive svolte dalle Regioni. Nessuna irregolarità è stata rilevata nei 607 campioni del Piano Paesi Terzi.

Bovini e latte: cosa emerge dai campioni

La filiera bovina concentra 21 campioni non conformi sui 10.925 analizzati nelle diverse attività del PNR. Quattro provengono dal Piano mirato e 17 dai controlli su sospetto. Tra le sostanze riscontrate figurano desametasone, metaboliti del boldenone, antinfiammatori e antimicrobici. La relazione riporta, per alcuni casi, trattamenti illeciti e successive misure di sequestro, approfondimento o controllo in allevamento.

Nel latte i campioni non conformi sono stati 7 su 1.549, tutti prelevati in allevamento, cinque di latte vaccino e due di latte ovicaprino. Le sostanze rilevate comprendono antimicrobici e diclofenac. Le cause indicate dalle autorità nei singoli casi non sono uniformi, la relazione segnala, tra l’altro, un tempo di attesa non rispettato, contaminazioni accidentali e trattamenti illeciti. Per gli operatori, questi esiti richiamano l’attenzione sulla registrazione delle terapie, sulla gestione del latte degli animali trattati e sulla verifica dei tempi di attesa prima della destinazione alimentare.

Nelle altre filiere, il PNR segnala quattro campioni non conformi nei suini, due negli ovicaprini e due nell’acquacoltura. Non sono emerse non conformità nei campioni di pollame, uova, miele e budelli analizzati nel 2025.

Gli aspetti da migliorare nei controlli

Il Ministero giudica nel complesso solido il sistema nazionale, ma segnala alcuni scostamenti nell’attuazione. La sorveglianza ha superato il minimo europeo di 1.050 campioni, raggiungendo 1.254 prelievi, senza completare però l’obiettivo nazionale di 1.368. Nel Piano Paesi Terzi sono stati superati i minimi europei complessivi, mentre per l’acquacoltura i 216 campioni sono rimasti sotto il minimo specifico di 226.

La relazione chiede inoltre maggiore uniformità nelle procedure di campionamento, nel rispetto delle tempistiche e nella registrazione dei dati. Sono stati dichiarati non idonei all’analisi 50 campioni, circa il doppio rispetto al 2024. È un punto operativo rilevante  perché, affinché un controllo sia utile, il prelievo deve riguardare la matrice prevista dal Piano ed essere accompagnato da una corretta conservazione e documentazione.

Fonte: Ministero della Salute

 

Da leggere - Settembre 2026

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