Nuova frode ai danni della PAC: in Campania maxi sequestro per oltre un milione di euro
Un’articolata indagine coordinata dalla Procura Europea ha portato alla scoperta di un sistema fraudolento basato su false domande di finanziamento agricolo. Coinvolti imprenditori, tecnici e funzionari regionali

Una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, coordinata dall’Ufficio dei Procuratori Europei Delegati di Napoli, ha portato alla luce un articolato sistema di frode ai danni dell’Unione Europea, incentrato sull’indebita percezione di fondi destinati all’agricoltura e allo sviluppo rurale. Il blitz, scattato all’alba del 27 maggio, ha condotto all’esecuzione di un sequestro preventivo per un valore complessivo di circa 1.137.000 euro, disposto dal GIP del Tribunale di Salerno.
L’indagine: una rete criminale tra privati, funzionari pubblici e tecnici agrari
L’operazione è frutto di una complessa attività investigativa condotta tra il 2022 e il 2024 dalla Sezione “EPPO” (European Public Prosecutor Office) del Nucleo Investigativo dell’Arma partenopea, istituita nel 2021 proprio per contrastare i reati che minacciano gli interessi finanziari dell’UE.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il sodalizio criminale – composto da imprenditori agricoli, liberi professionisti, tecnici agrari e pubblici ufficiali in servizio presso la Regione Campania – avrebbe presentato false richieste di finanziamento attingendo ai fondi europei della PAC (Politica Agricola Comune) e dello sviluppo rurale. Le domande risultavano basate su dati fittizi, costruiti ad arte grazie a compiacenze interne agli uffici regionali, con l’obiettivo di scalare le graduatorie e ottenere finanziamenti senza averne diritto.
Corruzione e depistaggi: il ruolo dei pubblici ufficiali
Tra gli indagati figura anche un appartenente alle Forze dell’Ordine – oggi in quiescenza – che, all’epoca dei fatti, avrebbe svolto un ruolo chiave nell’inquinare le indagini in corso: segnalava accertamenti in arrivo, redigeva atti falsi e offriva consulenze su come aggirare i controlli. Le accuse mosse a vario titolo includono associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, corruzione e falso.
In totale sono 41 gli indagati, mentre il sequestro ha colpito beni riconducibili a 14 soggetti ritenuti maggiormente coinvolti nel sistema fraudolento.
EPPO e la tutela dei fondi comunitari
Il caso, di straordinaria rilevanza, rappresenta un concreto esempio dell’azione della Procura Europea (EPPO), organismo indipendente dell’UE operativo dal 2021 con sede a Lussemburgo, che ha la missione di tutelare gli interessi finanziari dell’Unione perseguendo i cosiddetti reati PIF (Protezione degli Interessi Finanziari).
L’intervento dimostra come, anche nel settore agricolo, la vigilanza sulle risorse comunitarie debba essere continua e strutturata. I fondi europei costituiscono un pilastro imprescindibile per lo sviluppo del comparto primario e delle aree rurali, ma episodi come questo ne minano gravemente la credibilità e la finalità.
Si ricorda che il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari. Tutti i soggetti coinvolti sono attualmente presunti innocenti fino all’emissione di una sentenza definitiva.
Fonte: Ministero della Difesa



















































































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