In Svizzera nuovi obblighi per l’etichettatura dei prodotti di origine animale importati

Giro di vite del Governo svizzero sulle informazioni obbligatorie da riportare nelle etichette dei prodotti di origine animale. Sulle merci importate saranno evidenziate alcune pratiche vietate in Svizzera, al fine di garantire al consumatore maggiore trasparenza

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3 Giugno, 2025

In Svizzera dal 1° luglio prossimo sarà obbligatorio dichiarare in etichetta la provenienza dei prodotti da animali sottoposti a interventi dolorosi senza ricorso ad anestesia. Rientrano tra questi, ad esempio, il latte proviene da bovine sottoposte a cauterizzazione dell’abbozzo corneale senza anestesia, o  la carne bovina di animali decornificati o castrati senza anestesia.

Queste pratiche sono, infatti, in terra elvetica vietate da tempo, ed il Consiglio federale ha voluto rafforzare la trasparenza nei confronti dei consumatori e permettere loro di compiere scelte di acquisto più consapevoli e informate. E’ previsto un periodo di transizione di due anni, ma tra un mese le nuove disposizioni saranno in vigore.

Un iter normativo lungo 8 anni

Otto anni fa, per la precisione il 13 ottobre del 2017, in Svizzera è stato presentato il postulato 17.3967 (QUI) sulla “Dichiarazione obbligatoria dei metodi di produzione delle derrate alimentari”. Con questo atto il Consiglio federale è stato incaricato di presentare un rapporto sul rafforzamento della dichiarazione obbligatoria dei metodi di produzione delle derrate alimentari che non corrispondono alle norme interne svizzere. Alla base di ciò, la volontà di garantire un’informazione trasparente ai consumatori sui prodotti importati. Il rapporto era finalizzato a comprendere in quale misura un obbligo più stringente potesse essere conciliabile con gli obblighi internazionali della Svizzera e fino a che punto potesse creare ostacoli al commercio.

Successivamente, nell’ottobre 2020 con la mozione 20.4267, è stato proposto di far figurare nella dichiarazione obbligatoria il metodo di produzione e la provenienza del prodotto, specificando che i nuovi obblighi in questo senso avrebbero dovuto essere chiaramente definibili, conformi al diritto internazionale e concretamente applicabili.

Il 27 maggio del 2021 la Commissione (CSEC-N) ha esaminato e accolto la mozione ritenendo

“necessario che i consumatori siano informati per scegliere in modo consapevole. Visto che per i prodotti stranieri il metodo di produzione è generalmente sconosciuto, la CSEC-N è favorevole a introdurre un obbligo di dichiarazione dei metodi di produzione vietati in Svizzera. Auspica a tale proposito una soluzione pragmatica, di facile attuazione da parte degli importatori e ben comprensibile per i consumatori.” 

Il 28 maggio 2025, con comunicato stampa ufficiale, il Governo svizzero ha annunciato l’attuazione della suddetta mozione con conseguente introduzione, dal 1° luglio 2025,  di nuovi obblighi di dichiarazione per gli alimenti di origine animale, specificando che in tal modo:

“Al momento dell’acquisto di derrate alimentari di origine animale, come carne, latte o uova, i consumatori avranno ora accesso a informazioni supplementari sul metodo di produzione. In questo modo potranno sapere se questi alimenti sono stati ottenuti tramite interventi dolorosi eseguiti senza anestesia, come nel caso della castrazione o la decornazione, oppure senza stordimento.”

Quali prodotti saranno interessati dai nuovi obblighi

I prodotti che saranno soggetti alla nuova etichettatura sono i seguenti:

  • carne bovina proveniente da animali che hanno subito la decornazione o la castrazione senza anestesia;
  • carne suina proveniente da animali sottoposti ad accorciamento della coda, resezione dei denti o castrazione senza anestesia;
  • uova e carne di pollame sottoposto a taglio del becco senza anestesia;
  • latte di vacche sottoposte a decornazione senza anestesia;
  • cosce di rana ottenute senza stordimento dell’animale;
  • fegato e carne di oche e anatre derivanti da alimentazione forzata.

L’obbligo di dichiarazione si applicherà a tutti gli esercizi commerciali che offrono gli alimenti in questione, come ad esempio aziende attive nella ristorazione, nel piccolo commercio o nella vendita al dettaglio.

 

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