Allevare in montagna: il MASAF punta sul recupero dei pascoli
Gestione associata dei terreni, recupero delle infrastrutture e valorizzazione delle produzioni locali al centro delle nuove linee guida. Un indirizzo per sostenere le aziende e tutelare il territorio attraverso gli strumenti di finanziamento disponibili, senza nuovi stanziamenti

Recuperare le superfici abbandonate e sostenere le aziende che le mantengono produttive, è il filo conduttore delle linee guida per la valorizzazione dei pascoli e dei boschi montani, adottate dal MASAF con il decreto n. 549622 dell’8 ottobre 2026.
Il provvedimento attua l’articolo 12 della legge n. 131/2025, già approfondita nell’articolo“Montagna italiana: l’agricoltura come pilastro e la legge come risposta strategica”. Le linee guida sono destinate ai comuni montani individuati ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge.
Terreni frammentati, gestione condivisa
Il documento parte dal censimento e dalla mappatura delle superfici abbandonate o sottoutilizzate, comprese le proprietà silenti e collettive, valorizzando anche strumenti come le banche della terra.
Per renderne sostenibile il recupero, indica la gestione associata tra proprietari e conduttori attraverso cooperative, consorzi, associazioni fondiarie e reti di impresa. Per gli allevatori, la prospettiva è coordinare l’utilizzo di terreni frammentati e costruire unità produttive economicamente sostenibili, favorendo anche il ricambio generazionale.
Pascoli, infrastrutture e biodiversità
Le azioni comprendono il ripristino dei pascoli interessati dall’avanzata di arbusti e alberi, mediante pascolamento sostenibile e manutenzione compatibile con la tutela ambientale. A questo si affianca il recupero di malghe, alpeggi, viabilità rurale e opere di regimazione delle acque, infrastrutture che rendono le superfici effettivamente utilizzabili.
Sono inoltre richiamate la conservazione delle razze autoctone e delle varietà vegetali locali, la gestione della fauna selvatica e la prevenzione degli incendi. Gli interventi devono rispettare la disciplina di tutela degli habitat e la pianificazione paesaggistica.
Valorizzare prodotti e servizi ambientali
Le linee guida promuovono certificazione, tracciabilità e commercializzazione delle produzioni montane. Per la filiera lattiero-casearia, sostenere la continuità degli allevamenti al pascolo significa preservare anche le produzioni legate alla trasformazione locale.
Il documento indica inoltre la valorizzazione e la remunerazione dei servizi ecosistemici, come protezione del suolo, regolazione delle acque e tutela del paesaggio. Per i boschi richiama gestione attiva, certificazione forestale e utilizzo energetico e termico sostenibile del legno.
Quali opportunità per gli allevatori?
Il decreto non apre un bando né stanzia nuove risorse. Indica il coordinamento tra PAC e misure regionali, Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, politiche per le aree interne, contratti di filiera e altri strumenti di sostegno, secondo le rispettive regole.
Le linee guida, da aggiornare almeno ogni tre anni, invitano amministrazioni e comuni ad accompagnare gli operatori nella progettazione e nell’accesso alle misure. La loro utilità dipenderà quindi dalla capacità di tradurre questi indirizzi in terreni recuperabili, infrastrutture funzionanti e progetti accessibili alle aziende.
















































































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