Anacer: l’andamento dei mercati cerealicoli nei primi sei mesi del 2026
Crescono le importazioni di grano tenero (+7,4%) e duro (+3,8%), mentre calano quelle di mais (-6,3%). In diminuzione anche le esportazioni (-3,6%)

Le importazioni italiane di cereali, semi oleosi e farine proteiche nei primi sei mesi del 2026 sono aumentate di 167.400 tonnellate (+1,3%), mentre il loro valore è diminuito di 262,5 milioni di euro (-5,9%) rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dai dati provvisori Istat elaborati da Anacer.
L’incremento dei volumi importati è dovuto soprattutto al grano tenero, che registra una crescita di 229.000 tonnellate (+7,4%), e al grano duro, in aumento di 56.000 tonnellate (+3,8%). Per entrambi, tuttavia, il controvalore risulta in diminuzione: del 3,3%, pari a 25,3 milioni di euro, per il grano tenero e del 10,5%, pari a 49,9 milioni di euro, per il grano duro.
Si riducono invece le importazioni di mais, scese di 238.000 tonnellate (-6,3%) e di 101,7 milioni di euro in valore (-10,7%). Gli arrivi dall’estero di riso, considerando complessivamente risone, semigreggio, lavorato e rotture, aumentano di circa 11.700 tonnellate (+13,7%).
Le importazioni di farine proteiche vegetali crescono di 9.900 tonnellate (+0,7%), ma diminuiscono di 24 milioni di euro in valore (-5,2%). Anche i semi e frutti oleosi registrano un lieve aumento dei quantitativi, pari a circa 7.500 tonnellate (+0,5%), a fronte di una riduzione del valore di 16,5 milioni di euro (-2,3%).

Nel complesso, tra gennaio e giugno 2026 sono state importate 12,98 milioni di tonnellate di prodotti, per un valore di 4,21 miliardi di euro.
Le esportazioni italiane del settore sono diminuite sia nelle quantità, con una flessione di 93.000 tonnellate (-3,6%), sia nei valori, scesi di 49,9 milioni di euro (-1,7%) rispetto al primo semestre del 2025.
La contrazione riguarda soprattutto i prodotti trasformati, che perdono 72.600 tonnellate (-15%) e 35 milioni di euro (-11,7%), i cereali in granella (-70.400 tonnellate, di cui 30.000 di grano tenero e 29.900 di grano duro) e il riso, in calo di 19.500 tonnellate (-5,4%).
Aumentano, invece, le quantità esportate di paste alimentari, cresciute di 33.100 tonnellate (+2,9%), nonostante una lieve diminuzione del valore (-0,5%). Positivo anche l’andamento dell’export di farina di grano tenero, in crescita del 14,8% nelle quantità e del 13,9% nei valori, e dei mangimi a base di cereali, aumentati rispettivamente del 6,2% e del 5,9%.

Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni complessive si sono attestate a 2,48 milioni di tonnellate, per un valore di 2,91 miliardi di euro.
I movimenti valutari relativi all’import-export del settore cerealicolo hanno determinato un esborso di 4.215,8 milioni di euro e introiti per 2.913,7 milioni di euro. Il saldo valutario netto risulta quindi negativo per 1.302,1 milioni di euro, in miglioramento rispetto al disavanzo di 1.514,7 milioni registrato nello stesso periodo del 2025.
N.B. I dati, basati sull’anno solare, sono stati elaborati ai fini della bilancia commerciale del settore cerealicolo. Per una corretta analisi dei flussi commerciali di importazione ed esportazione deve essere considerato il periodo compreso tra il 1° luglio e il 30 giugno, corrispondente alla campagna di commercializzazione agricola.
Fonte: Anacer

















































































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