Biologico, il Consiglio accelera sulla semplificazione del regolamento UE

Il Comitato Speciale Agricoltura ha approvato la posizione negoziale del Consiglio sulla revisione del regolamento europeo sul biologico. Previste esenzioni per i piccoli operatori, nuove norme su importazioni ed etichettatura, e deroghe temporanee per alcuni input non biologici. L'intesa finale è attesa entro il 2026

11 Maggio, 2026

 

Ieri, 11 maggio 2026, i membri del Comitato Speciale Agricoltura (CSA) dell’UE, un organo preparatorio del Consiglio, hanno concordato la loro posizione negoziale sull’aggiornamento delle norme UE sulla produzione e l’etichettatura biologica proposto dalla Commissione a dicembre 2025 (leggi anche “Bio: meno burocrazia e nuove regole per l’allevamento“).

La revisione mirata del quadro normativo UE per la produzione biologica, definito dal regolamento (UE) 2018/848 in vigore dal gennaio 2022, ha l’obiettivo di semplificare le norme, renderle più chiare da seguire e da interpretare, e sostenere la continua crescita del settore biologico in tutta Europa.

Gli aggiornamenti proposti si concentrano su aree specifiche del quadro normativo esistente, mantenendo al contempo gli elevati standard UE per i prodotti biologici. In tal modo, il Consiglio spera di preservare la fiducia dei consumatori nell’etichetta biologica UE, ridurre gli oneri amministrativi per agricoltori, imprese e autorità nazionali e rafforzare la competitività e la resilienza del settore.

L’agricoltura biologica è una risorsa strategica per i sistemi alimentari, la biodiversità e le aree rurali dell’Europa ha dichiarato Maria Panayiotou, Ministro dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e dell’Ambiente della Repubblica di Cipro. – Gli Stati membri desiderano norme più semplici, chiare e più adatte alla realtà sul campo. Vogliamo però farlo preservando gli elevati standard e la fiducia dei consumatori che sono alla base del successo del settore biologico dell’UE.

La posizione del Consiglio

La posizione del Consiglio si concentra in particolare su:

  • semplificazione e flessibilità: il Consiglio intende semplificare le norme per i piccoli operatori, prevedendo esenzioni dalla certificazione e adeguamenti alle soglie di fatturato. I piccoli rivenditori online di prodotti biologici preconfezionati saranno esentati dalla certificazione a determinate condizioni. L’obiettivo è ridurre gli oneri amministrativi e incoraggiare la partecipazione all’agricoltura biologica.
  • prodotti biologici importati ed etichettatura: la posizione del Consiglio chiarisce che i prodotti importati da paesi con sistemi di produzione biologica riconosciuti come equivalenti a quelli dell’UE non possono utilizzare il logo biologico UE, ma possono utilizzare il logo biologico del paese di origine. Il Consiglio, al contempo, sostiene la possibilità di utilizzare il logo biologico UE sui prodotti importati qualora questi soddisfino requisiti di produzione e controllo aggiuntivi rispetto agli standard di equivalenza, garantendo così il rigore degli standard biologici UE. L’obiettivo è facilitare gli scambi commerciali e mantenere la fiducia dei consumatori.
  • rinuncia alla proposta della Commissione di consentire l’utilizzo del marchio biologico UE su prodotti contenenti fino al 5% di ingredienti provenienti da paesi terzi che non soddisfano criteri aggiuntivi.
  • uso temporaneo di input non biologici: viene introdotta una flessibilità temporanea per le proteine ​​non biologiche destinate ad avicoli e suini, nonché per gli avannotti d’allevamento, con l’obiettivo di eliminare gradualmente tali deroghe.

La posizione del Consiglio consente inoltre che i prodotti già etichettati secondo il vecchio sistema continuino a essere venduti fino all’esaurimento delle scorte. Ciò eviterà perturbazioni del mercato. Le misure transitorie garantiscono continuità e certezza giuridica per i prodotti biologici importati e per gli scambi commerciali durante l’attuazione delle nuove norme.

Prossimi passi

I negoziati tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo inizieranno al più presto. L’UE mira a raggiungere un accordo entro la fine dell’anno per garantire una transizione agevole del riconoscimento dei paesi terzi i cui sistemi di produzione e controllo biologici sono stati riconosciuti come equivalenti a quelli dell’Unione.

L’accordo attuale scadrà il 31 dicembre 2026.

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