Brucellosi: l’Italia supera l’audit UE, ma l’eradicazione resta una sfida aperta

Pur non essendo emerse carenze critiche nella progettazione del sistema, la mancanza di progressi verso l'eradicazione e l'alto numero di infezioni nell'uomo suggeriscono carenze nella sua applicazione nella pratica

10 Settembre, 2025

I sistemi di monitoraggio e controllo della brucellosi bufalina, bovina, ovina e caprina messi a punto dall’Italia sono efficaci e conformi alle norme stabilite dall’Unione europea. Esitono però diverse criticità, da approfondire, che impediscono il conseguimento dello status di indenne da brucellosi in tutto il territorio nazionale.

Sono queste le conclusioni della relazione pubblicata in questi giorni dalla Direzione Generale Salute e Sicurezza Alimentare (DgSante) della Commissione europea, che riporta l’esito dell’audit condotto in Italia dal 12 al 14 novembre 2024 per valutare i sistemi di monitoraggio e controllo della brucellosi nelle specie sensibili messi in atto a livello nazionale.

L’obiettivo dell’audit

L’obiettivo del controllo era valutare in che modo l’Italia si adoperi per il mantenimento dello status in relazione alla brucellosi indicato per il suo territorio nel regolamento (UE) 2021/620.

Alla maggior parte delle regioni italiane è ufficialmente riconosciuto lo status di indenne da brucellosi (infezione da Brucella abortus nei bovini e da Brucella melitensis negli ovini e nei caprini), mentre il resto del territorio è soggetto a un programma di eradicazione approvato. Nell’ambito del controllo effettuato, la Commissione ha valutato le misure adottate dall’Italia affinché le zone indenni mantengano il proprio status e le misure attuate nelle zone non indenni per controllare ed eradicare la malattia.

Le conclusioni

In generale, la relazione conclude che il sistema italiano di controlli ufficiali in materia di sorveglianza ed eradicazione della brucellosi bovina, ovina e caprina è efficace e conforme alle norme dell’UE.

Per attuare il programma di sorveglianza ed eradicazione è stato predisposto un solido quadro amministrativo, fondato su poteri giuridici e risorse adeguati (ad esempio sufficiente personale qualificato, sistemi informativi ben progettati, un solido sostegno di laboratorio), che viene generalmente attuato conformemente a quanto previsto.

Permangono però margini di miglioramento per quanto riguarda la sorveglianza passiva e le indagini epidemiologiche successive alla comparsa di focolai, al fine di rafforzare i controlli nelle zone ufficialmente indenni.

Le criticità

Le autorità veterinarie sottolineano però la presenza di diversi problemi che ostacolano il conseguimento dello status di indenne da brucellosi in tutto il territorio nazionale. Tra questi, l’occasionale comparsa di focolai in regioni e province indenni, spesso legata a movimentazioni illegali da zone non indenni, e la continua circolazione della malattia in diverse zone ad alta incidenza o in cui sono stati individuati cluster, come la Sicilia (per tutte le specie) e Caserta (per quanto riguarda la popolazione bufalina).

Gli autori della relazione ritengono che le autorità competenti adeguino costantemente le misure volte a far fronte a tali problemi (ad esempio la reintroduzione della vaccinazione nella provincia di Caserta nel 2023 o la collaborazione con altri organismi statali per individuare e bloccare le movimentazioni illegali), ma che i progressi sono lenti.

Segnalazioni di casi di brucellosi umana nel 2024

La relazione segnala poi l’aumento del numero di segnalazioni di brucellosi umana nel 2024 (74 casi confermati), in parte dovuto probabilmente ai miglioramenti apportati al sistema di segnalazione. Dal momento però che le autorità veterinarie dispongono di scarse informazioni riguardo alla via d’infezione in questi casi, non sono state adottate misure preventive rafforzate.

Conclusioni

Pur non essendo emerse carenze critiche nella progettazione del sistema, la mancanza di progressi verso gli obiettivi di eradicazione e il numero allarmante di casi di infezione umana, sollevano, secondo la DgSante, seri interrogativi sulle sue modalità di applicazione nella pratica.

La Commissione intende quindi analizzare ulteriormente le cause alla base di tali carenze.

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