Controllo sostenibile dei parassiti nei ruminanti: con il progetto SPARC sviluppati 28 protocolli sperimentali

Attraverso sondaggi, interviste e focus group, SPARC ha identificato bisogni e ostacoli all’adozione delle pratiche di controllo sostenibile dei parassiti. I dati raccolti hanno portato allo sviluppo di 28 protocolli sperimentali attualmente in fase di applicazione sul campo

pecora
20 Giugno, 2025

Per facilitare l’adozione in campo delle strategie di controllo sostenibile dei parassiti (Sustainable Worm Control – SWC), è fondamentale comprendere aspettative e bisogni, nonché ostacoli e fattori che incentivano il cambiamento delle pratiche. Per questo motivo, nel 2024 e nel 2025, i partner del progetto SPARC hanno condotto interviste, focus group e sondaggi online coinvolgendo oltre 1000 stakeholder (allevatori, veterinari, consulenti aziendali, tecnici e ricercatori). Sulla base dei risultati, una serie di pratiche SWC sono attualmente in fase di implementazione in oltre 300 allevamenti pilota in tutta Europa.

Valutazione dei bisogni di allevatori, veterinari e consulenti aziendali per il controllo sostenibile dei parassiti

In base alle 300 interviste effettuate in campo, gli allevatori, i veterinari e i consulenti aziendali riportano casi di resistenza ai farmaci antielmintici in tutti i ruminanti in Europa, in particolare negli ovini e nei caprini. L’adozione di pratiche sostenibili rimane disomogenea a causa di molteplici ostacoli di natura tecnica, economica e sociale. Il trattamento (farmacologico) rimane la priorità, ma la gestione dei pascoli, l’uso di prodotti naturali ad azione antielmintica e il monitoraggio parassitologico sono sempre più in crescita. Gli operatori del settore attendono guide sulle buone pratiche, strumenti per la gestione dei trattamenti antielmintici e del pascolo e corsi di formazione brevi, chiari e orientati alla pratica.

Gli stakeholder percepiscono il controllo dei parassiti come un costo rilevante

Il sondaggio online, con 932 risposte provenienti da 12 paesi, ha mostrato che un numero significativo di allevatori spende oltre il 25% del proprio budget destinato alla salute animale nel controllo dei parassiti, soprattutto in Europa meridionale (52%). Tuttavia, le opinioni erano divise sulla convenienza dei test diagnostici: sebbene il 32% degli intervistati ritenga che i costi della diagnosi superino i benefici, un gruppo molto più ampio (93,8%) concorda sul fatto che l’adozione delle SWC possa migliorare la redditività aziendale.

Forte fiducia nelle pratiche sostenibili, ma persistono lacune di conoscenza

Secondo il sondaggio, le tre strategie SWC più apprezzate sono state:

  • Uso sostenibile degli antielmintici: l’87% dei veterinari e l’83% degli allevatori concordano che è un’opzione economicamente
  • Gestione del pascolo: supportata dall’84% dei veterinari e dall’80% degli
  • Ǫuarantena e screening strategico: sostenuti dall’80% dei veterinari e dal 75% degli

Tuttavia, sono emerse differenze significative nelle risposte tra i vari paesi. Altre pratiche, come gli integratori alimentari bioattivi, i pascoli con specie miste e la vaccinazione, hanno ricevuto un apprezzamento più moderato. In particolare, la vaccinazione è stata ritenuta economicamente vantaggiosa solo dal 64% dei veterinari e dal 58% degli allevatori. Va detto che attualmente sono disponibili pochissime opzioni vaccinali contro le infezioni da elminti. Gli allevatori, in particolare quelli dell’Europa meridionale e occidentale, hanno risposto più frequentemente con “non saprei” a domande su pratiche SWC specifiche, indicando la necessità di migliorare la comunicazione e lo scambio di conoscenze.

Il seguente grafico fornisce un riassunto della percezione economica degli stakeholder sulle diverse strategie SWC.

I risultati evidenziano l’importanza di una divulgazione mirata e di una formazione adeguata

Nonostante il forte supporto generale verso le SWC, l’implementazione efficace di queste pratiche dipende dalla sensibilizzazione e dalla implementazione di competenze pratiche, soprattutto tra gli allevatori che non hanno praticità con gli strumenti disponibili.

Dalle necessità alle attività negli allevamenti pilota

Sulla base dei risultati dei sondaggi, SPARC sta valutando come applicare le pratiche SWC in tutta Europa, con alcune pratiche testate in più di un paese (ad esempio trattamenti mirati basati sui livelli anticorpali nel latte di massa, ossia il protocollo Wormwize, saranno utilizzati nelle vacche da latte in Belgio, Irlanda, Italia, Spagna e Polonia). Le pratiche SWC possono variare tra i paesi per adattarsi all’epidemiologia locale dei nematodi gastrointestinali dei ruminanti, al clima e/o alle condizioni di gestione aziendale. Le pratiche SWC selezionate sono state sviluppate in protocolli condivisi, per garantire uno standard nella loro applicazione tra i diversi allevamenti, tenendo conto delle esigenze regionali e della tipologia di produzione.

In totale, sono stati redatti 28 protocolli SWC, da applicare in oltre 300 allevamenti pilota in G paesi:

  • 14 protocolli per i bovini (10 da latte, 3 da carne e 1 misto)
  • 15 per i piccoli ruminanti (7 ovini, 8 misti ovini e caprini)

L’applicazione di questi protocolli è iniziata negli allevamenti pilota all’inizio della stagione di pascolo 2025.

Per   rimanere   aggiornati   sulle   attività   di   SPARC,   visitate   il   sito   web:   www.wormsparc.com Troverete practice abstracts e il webinar SPARC di marzo 2025 con i risultati iniziali del progetto, inclusa una presentazione dettagliata sui sondaggi.

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