PAC post 2027, il Consiglio UE punta a un primo accordo in ottobre
Nella riunione del 28 settembre i ministri dell’Agricoltura UE hanno chiesto regole più semplici e maggiore flessibilità per gli Stati membri

La presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea punta a raggiungere una prima intesa politica sulla nuova Politica agricola comune (PAC) post 2027 nella riunione dei ministri dell’Agricoltura del 26 e 27 ottobre 2026. L’obiettivo è stabilire un orientamento generale parziale: una posizione del Consiglio sulle parti della proposta già mature per un accordo, mentre continuerà il confronto sulle questioni ancora aperte.
Sono queste alcune delle considerazioni emerse nel corso della riunione del Consiglio “Agrifish” del 28 settembre. Durante l’incontro i ministri hanno ha fatto il punto sui progressi compiuti finora e fornito ulteriori orientamenti politici sulle questioni ancora in sospeso.
“La discussione odierna ci ha avvicinati ulteriormente ad un accordo sulla futura PAC – ha dichiarato Martin Heydon, Ministro irlandese dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e della Marina. – Gli agricoltori hanno bisogno di una politica che garantisca stabilità e un reddito equo, offrendo al contempo la flessibilità e il sostegno necessari per affrontare le sfide future”.
I ministri hanno valutato positivamente i progressi nella ricerca di un equilibrio tra regole comuni europee e flessibilità nazionale, necessaria per tenere conto delle diverse realtà agricole nazionali. Hanno però chiesto ulteriori semplificazioni per ridurre gli oneri amministrativi delle aziende e delle amministrazioni.
Tra i nodi ancora aperti figurano la degressività dei pagamenti diretti e il massimale (capping), temi discussi anche nell’ambito del negoziato sul futuro quadro finanziario pluriennale dell’UE. Diversi ministri hanno inoltre chiesto di precisare le definizioni di «agricoltore» e «agricoltore attivo» e di chiarire come avverrà la transizione tra l’attuale bilancio a lungo termine dell’UE e il nuovo periodo di programmazione.
Reddito, giovani e ambiente al centro del confronto
La proposta presentata dalla Commissione europea nel luglio 2025 mira a rendere la PAC post 2027 più semplice e flessibile. Tra gli obiettivi figurano il sostegno al reddito, una distribuzione più mirata ed equa degli aiuti, il ricambio generazionale, la gestione dei rischi e gli incentivi per il clima, l’ambiente e il benessere animale.
Le proposte della Commissione hanno inoltre integrato la PAC nei piani di partenariato nazionali e regionali, per coordinare meglio i fondi europei e rendere più flessibile l’assegnazione delle risorse.
Dopo il lavoro tecnico svolto sotto le presidenze danese e cipriota, la presidenza irlandese ha elaborato un testo di compromesso sulla base del confronto con gli Stati membri concentrandosi in particolare su:
- esame della configurazione del DABIS, del sostegno al reddito accoppiato e delle disposizioni relative al pensionamento, tenendo conto delle diverse strutture agricole degli Stati membri e delle problematiche legate all’attuazione;
- previsione di una maggiore flessibilità nelle misure a sostegno del ricambio generazionale, compresa una metodologia più chiara per la definizione di pacchetti di avvio per i giovani agricoltori e di misure per favorire il passaggio generazionale;
- incremento della flessibilità nell’architettura verde, attraverso la razionalizzazione delle aree prioritarie ambientali e climatiche e l’introduzione di una maggiore discrezionalità per gli Stati membri nell’attuazione delle azioni di transizione;
- chiarimento delle disposizioni sulla gestione del rischio, compreso l’ampliamento del campo di applicazione delle norme per garantire meglio l’accesso degli agricoltori ad azioni e investimenti volti alla mitigazione dei rischi o all’adattamento ai cambiamenti climatici;
- avanzamento dei lavori sulle definizioni chiave di “agricoltore”, “agricoltore attivo” ed “ettaro ammissibile”, tenendo conto delle richieste di flessibilità e di un efficace orientamento degli interventi avanzate dagli Stati membri.
Nelle prossime settimane proseguirà l’esame tecnico delle disposizioni ancora in sospeso. La presidenza irlandese lavorerà a ulteriori testi di compromesso in vista della riunione del 26 e 27 ottobre, nella quale punta a ottenere l’orientamento generale parziale del Consiglio.
Costi di produzione e siccità preoccupano i ministri
Nel corso della riunione è stata discussa anche la situazione dei mercati agricoli. Pur rilevando in alcuni casi segnali di stabilizzazione, diversi ministri hanno richiamato l’attenzione sui margini delle aziende, compressi dagli elevati costi dei fertilizzanti e dell’energia e da prezzi alla produzione più bassi.
Un altro tema è stato l’impatto delle ondate di calore e della siccità estiva sui volumi e sulla qualità delle produzioni. I ministri hanno discusso possibili misure mirate di sostegno e la necessità di rafforzare, nel lungo periodo, la capacità dell’agricoltura europea di affrontare eventi climatici estremi.
Il rafforzamento della resilienza del settore agricolo di fronte alle crisi e agli sviluppi geopolitici è stato un tema ricorrente nel corso della discussione.
Nel corso di un pranzo informale si sono inoltre confrontati sul piano d’azione della Commissione europea per i fertilizzanti, pubblicato il 19 maggio 2026, con particolare attenzione alla loro disponibilità, ai costi per gli agricoltori e alla resilienza della filiera (leggi anche “Fertilizzanti: l’UE lancia il Piano d’Azione per l’autonomia strategica e il sostegno immediato agli agricoltori“).
Fonte: Consiglio UE

















































































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