Dalle stalle alle DOP: perché la cooperazione è decisiva per il futuro della zootecnia
Venerdì 13 marzo a Reggio Emilia vi aspetta per parlarne Graziano Salsi, Presidente Progeo, durante il Forum al centro internazionale Loris Malaguzzi

La zootecnia italiana sta vivendo una fase di trasformazione profonda. L’aumento dei costi di produzione, i cambiamenti nei mercati e l’attenzione crescente ai temi della sostenibilità stanno ridefinendo il contesto in cui operano allevatori e imprese della filiera. In questo scenario complesso, la vera sfida non è soltanto produrre di più o produrre meglio: la sfida è farlo insieme.
La forza della nostra zootecnia, storicamente, è sempre stata la capacità di costruire filiere solide, fondate sulla collaborazione tra agricoltori, imprese, ricerca e territori. È proprio in questa capacità di fare sistema che il modello cooperativo dimostra tutta la sua attualità.
La filiera lattiero-casearia rappresenta uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano. Il nostro Paese è leader europeo per numero e valore delle Indicazioni Geografiche nel comparto formaggi, con 57 DOP e IGP su 257 riconosciute a livello europeo. Il valore complessivo della produzione dei formaggi DOP italiani ha raggiunto i 5,9 miliardi di euro, con Parmigiano Reggiano e Grana Padano ai vertici di questo sistema di eccellenza.
Questi risultati sono il frutto del lavoro quotidiano di migliaia di allevatori e di una filiera organizzata che parte dalla stalla e arriva al prodotto finito. Le consegne di latte bovino in Italia hanno raggiunto nel 2025 i 13,3 milioni di tonnellate, con una crescita significativa nell’ultimo decennio e una sempre maggiore specializzazione produttiva nelle aree a più alta vocazione casearia, in particolare in Lombardia ed Emilia-Romagna.
In un settore come quello zootecnico, e in particolare nella filiera dei ruminanti, dove la qualità delle produzioni dipende da fattori diversi – genetica, alimentazione, gestione degli allevamenti e benessere animale – la cooperazione diventa un vero moltiplicatore di valore. Permette di sviluppare ricerca, migliorare l’efficienza nutrizionale delle razioni e accompagnare gli allevatori nei percorsi di innovazione.
Ma soprattutto consente di costruire una visione condivisa della filiera.
È con questo spirito che con Progeo promuoviamo momenti di confronto e dialogo tra gli operatori del settore. Occasioni come il Forum del 13 marzo a Reggio Emilia (trovate qui tutti i dettagli sull’evento), dedicato alle prospettive delle filiere dei grandi formaggi DOP, rappresentano spazi preziosi in cui allevatori, imprese, Consorzi e mondo della ricerca possono riflettere insieme sulle sfide che attendono il comparto.
La cooperazione nasce da un’idea semplice ma estremamente concreta: che insieme si possano affrontare meglio la complessità e le trasformazioni del nostro tempo. È da questa visione che realtà cooperative come Progeo – con oltre 13.000 soci e un ruolo attivo nelle principali filiere DOP italiane – continuano a investire nella nutrizione animale, nell’innovazione e nello sviluppo della zootecnia.
Il futuro della nostra zootecnia si costruisce rafforzando il legame tra imprese, allevatori e territori, dentro una visione condivisa di sviluppo.


















































































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