Ddl obesità: approvata la legge che promuove l’educazione alimentare
LEA, programma nazionale, nuovo Osservatorio e campagne informative: cosa prevede la legge e quali risorse mette in campo

Nella giornata di ieri il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge n. 1483 “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità”, già licenziato dalla Camera. Il provvedimento riconosce l’obesità come malattia progressiva e recidivante e fissa i princìpi fondamentali per prevenzione, diagnosi e trattamento, con l’obiettivo dichiarato di tutelare la salute e migliorare la qualità di vita delle persone con obesità.
Sul piano dell’accesso alle cure, la legge stabilisce che i pazienti con obesità usufruiscano delle prestazioni contemplate nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) erogati dal Servizio sanitario nazionale, riaffermando un principio di equità nell’erogazione dei servizi. Non introduce nuovi LEA, ma chiarisce la cornice di esigibilità per le persone con obesità all’interno del perimetro già garantito.
Il cuore operativo del provvedimento è un programma nazionale di prevenzione e cura, finanziato con 700 mila euro nel 2025, 800 mila nel 2026 e 1,2 milioni di euro annui dal 2027. Le risorse saranno ripartite tra le Regioni con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il MEF, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge e previa intesa in Conferenza Stato-Regioni. Le azioni previste spaziano dalla prevenzione del sovrappeso — con attenzione prioritaria all’età evolutiva — al sostegno dell’allattamento al seno fino al sesto mese, dalla responsabilizzazione delle famiglie nelle scelte alimentari alla promozione dell’attività fisica e dell’educazione nutrizionale a scuola, fino alla diffusione della conoscenza dei centri per i disturbi alimentari e per l’assistenza all’obesità.
Accanto al programma, la legge investe sulla formazione continua: a partire dal 2025 sono stanziati 400 mila euro annui per aggiornare studenti universitari delle professioni sanitarie, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e personale del SSN che operano nella prevenzione, diagnosi e cura dell’obesità. Le modalità attuative saranno definite con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il MUR, entro 90 giorni. Sul versante della comunicazione, il Ministero della Salute coordinerà azioni di informazione e sensibilizzazione su corretti stili di vita e contrasto alla sedentarietà, con 100 mila euro annui dal 2025 e il coinvolgimento di enti locali, scuole, farmacie, medici di famiglia, pediatri e reti di prossimità. Il fabbisogno complessivo è pari a 1,2 milioni nel 2025, 1,3 milioni nel 2026 e 1,7 milioni annui dal 2027, tramite riduzione del Fondo istituito dalla legge di Bilancio 2024.
Per dare continuità e misurare l’attuazione delle politiche, presso il Ministero della Salute nasce l’Osservatorio per lo studio dell’obesità (OSO), senza nuovi oneri, con la partecipazione di rappresentanti del Ministero, del Ministero dell’Istruzione e delle società scientifiche più rappresentative nelle discipline della nutrizione. L’OSO contribuirà alla stesura del programma nazionale, monitorerà gli obiettivi regionali, promuoverà stili di vita corretti e alimenterà una relazione annuale alle Camere con i dati epidemiologici, clinici e le nuove evidenze scientifiche. La composizione sarà definita con decreto ministeriale entro tre mesi.
Per il mondo della ristorazione collettiva e delle filiere agroalimentari — ambiti di interesse anche per la comunità di Ruminantia — il testo rafforza il legame tra educazione alimentare, scuola e territorio. La spinta alle attività motorie e alla cultura nutrizionale nelle scuole, insieme alla valorizzazione dei percorsi di prevenzione e alla mappatura dei servizi dedicati, potrà incidere su capitolati, progettualità locali e alleanze tra istituzioni, sanità e comunità educanti.
Sul piano del confronto pubblico, Coldiretti ha espresso soddisfazione per l’approvazione, leggendovi un avanzamento nella tutela della salute e sollecitando ora misure concrete per ridurre il consumo di cibi ultraprocessati, in particolare tra bambini e adolescenti. Nella stessa direzione, l’organizzazione richiama il proprio Manifesto per l’educazione alimentare e il ruolo delle mense scolastiche come luoghi di salute, qualità e educazione, anche attraverso filiere di prossimità.
Con l’approvazione parlamentare, la strategia italiana contro l’obesità entra in una fase ordinata e programmata, con obiettivi, strumenti e risorse codificati a livello nazionale. L’efficacia del disegno dipenderà ora dall’attuazione: decreti da emanare nei tempi previsti, governance dell’OSO, coordinamento Stato-Regioni e capacità di trasformare le previsioni in interventi misurabili sui territori.



















































































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