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In vigore dal 2020 regole più ferree

contro la piaga delle false cooperative agricole

Al convegno di ConsulenzaAgricola.it sulle Novità Economico-Fiscali 2020 che si terrà a Rimini il 18 dicembre 2019, il dilagante fenomeno della fornitura di servizi in agricoltura a basso costo sarà uno dei temi in discussione. Le nuove norme prevedono una nuova ma  più complessa gestione

Un fenomeno esploso negli ultimi 5 anni, che nel settore primario investe trasversalmente sia il comparto zootecnico – e in misura importante il settore avicolo –  che quello vegetale, specificamente nel processo di raccolta dei prodotti, rispetto al quale i provvedimenti contenuti nel Decreto Legislativo 124 del 26 ottobre 2019 mirano a contenerne l’ulteriore diffusione, nel tentativo di arginare le negative conseguenze che provoca.

Stiamo parlando delle false cooperative e delle aziende di servizi costituite esclusivamente per la fornitura di manodopera a costi nettamente inferiori rispetto a quelli che il committente pagherebbe se facesse svolgere lo stesso tipo di lavoro ai suoi dipendenti. Definirla una piaga che in poco tempo si è estesa a macchia d’olio non è un’esagerazione.

Anche di questo si occuperà il Convegno dedicato alle Novità Economico-Fiscali 2020, organizzato da ConsulenzaAgricola.it,  in programma al Palacongressi di Rimini il 18 dicembre 2019 a partire dalle ore 8.30.

“L’attività di somministrazione fraudolenta di personale in agricoltura – afferma Andrea Fiumi, consulente del lavoro presso gli uffici di ConsulenzaAgricola.it – si configura attraverso lo sfruttamento di personale, retribuito con una paga oraria sensibilmente inferiore a quella stabilita dal contratto nazionale di riferimento, e vìola i diritti dei lavoratori e delle leggi in materia di lavoro. Il comportamento adottato da queste imprese genera un evidente vantaggio economico per il committente che non deve sostenere il costo del lavoro previsto per il personale assunto direttamente”.

E la qualità del lavoro, oltretutto, non è sempre all’altezza delle aspettative. “Infatti – prosegue Fiumi – nella maggioranza dei casi i lavoratori delle false cooperative sono persone non formate per il tipo di lavoro da svolgere. Questo però è un aspetto che a gente spregiudicata come i titolari di queste pseudo aziende di servizi non interessa: loro propongono manodopera a basso costo e chi accetta queste condizioni non sta a sindacare sulla preparazione del lavoratore e sulla qualità dell’attività svolta”.

Sarebbe un errore pensare che il fenomeno appartenga solo al settore agricolo. “Purtroppo la diffusione di queste imprese è presente da nord a sud del Paese – puntualizza Fiumi – e tocca tutti i settori merceologici del sistema economico nazionale. Questa purtroppo è la dimensione del problema”. Cosa si sta facendo per contrastarlo? “I controlli dell’Ispettorato del lavoro volti a contenere il dilagare del fenomeno sono sempre più numerosi, ma solo attraverso l’applicazione di politiche economiche e lavorative  diverse si può tentare di trovare una vera ed efficace soluzione. Dal 1 gennaio 2020, il Decreto legislativo 124 del 26 ottobre 2019, introdurrà regole ferree che faranno ricadere sul committente l’onere del versamento delle ritenute e delle addizionali regionali e comunali per conto dell’azienda appaltatrice. In buona sostanza, se la cooperativa fornisce personale a una determinata azienda, sarà proprio la committente a versare per conto della cooperativa gli oneri fiscali e previdenziali su un apposito conto corrente previo accredito delle somme dovute. Il meccanismo, volto quantomeno a ridurre il fenomeno degli omessi versamenti di imposte e contributi, è stato ritenuto estremamente complesso dagli addetti ai lavori e per questo si presume che in sede di conversione della legge subirà un considerevole ridimensionamento. Purtroppo, il costo del lavoro e la burocrazia, in Italia, hanno oneri e pesi davvero enormi e se non si inizia da lì ad alleggerire e a snellire le procedure qualsiasi provvedimento rischia di perdere la sua efficacia”.

Per ottenere l’accredito stampa al Convegno occorre inviare una mail a: info@consulenzaagricola.it

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