Fondi agricoli UE e pascoli irregolari: sotto inchiesta quattro allevatori

Ordine di congelamento dei beni nei confronti di quattro allevatori, sospettati di frode sui fondi agricoli dell'UE destinati alle attività di pascolo

14 Gennaio, 2026

Ancora una volta l’attività di pascolamento è oggetto di indagine da parte delle Autorità competenti. Su richiesta della Procura europea (EPPO – European Public Prosecutor’s Office) di Palermo, infatti, il GIP del Tribunale di Catania ha disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie nei confronti di quattro allevatori sospettati di frode nell’ambito dei fondi agricoli dell’Unione Europea.

La Procura Europea (EPPO) è la procura pubblica indipendente dell’Unione europea, responsabile delle indagini, del perseguimento e del rinvio a giudizio per i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE.

L’ordine di  congelamento dei beni è stato eseguito dal Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Messina il 12 gennaio scorso, ed ha interessato diversi immobili, beni e diritti di pagamento di AGEA, per un valore di circa 254.000 euro.

Secondo l’indagine, gli allevatori avrebbero dichiarato di aver svolto attività di pascolo su terreni esterni alle proprie proprietà, nelle loro domande all’Agenzia per le Pagamenti Agricoli (AGEA), responsabile della gestione dei sussidi della Politica Agricola Comune (PAC). Tuttavia, non avrebbero attivato il “codice di pascolo” obbligatorio, una registrazione ufficiale per autorizzare le attività di pascolo su appezzamenti di terreno esterni all’azienda principale dell’agricoltore, che attiva anche i controlli veterinari richiesti. Si sostiene che lo abbiano fatto per eludere deliberatamente i controlli veterinari sugli spostamenti del bestiame, in violazione delle condizioni normative per la ricezione dei sussidi pubblici.

L’accusa ritiene che in questo modo gli indagati abbiano ottenuto indebitamente oltre 450.000 euro di fondi agricoli dell’UE, tutte le persone interessate, però, sono presunte innocenti fino a prova contraria da parte dei competenti tribunali italiani.

 

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