Il box parto ideale deve lasciare alla vacca spazio e privacy

Uno studio della Ohio State University e del Miner Institute dimostra che la densità di animali nei box maternità di gruppo condiziona il comportamento locomotorio, la ricerca di isolamento e la scelta del punto in cui partorire, molto più della semplice presenza di un riparo

vacca-gravida
25 Agosto, 2026

Negli allevamenti da latte nordamericani, secondo i dati USDA, circa due parti su tre avvengono in box maternità di gruppo, dove più bovine in procinto di partorire condividono lo stesso spazio nelle settimane finali della gravidanza. È una scelta gestionale diffusa e in molti casi obbligata, ma solleva una domanda che la ricerca sul benessere animale sta affrontando solo negli ultimi anni: quanto questi ambienti permettono alla vacca di mettere in atto i comportamenti che, in condizioni naturali, precedono e accompagnano il parto?

A questa domanda ha provato a rispondere un gruppo di ricercatori della Ohio State University, del William H. Miner Agricultural Research Institute di Chazy (New York) e delle università di Helsinki e Prince Edward Island, con uno studio pubblicato sul Journal of Dairy Science (Creutzinger et al., 2021, vol. 104, pp. 7109-7121). Il lavoro ha analizzato l’effetto combinato della densità di stabulazione e della presenza di un riparo visivo (una schermatura a singola parete, in gergo tecnico “blind“) sul comportamento di locomozione, di separazione dalle compagne e sulla scelta del punto di parto in box a lettiera permanente.

Un disegno sperimentale a quattro trattamenti

Lo studio è stato condotto tra il 2016 e il 2017 su 374 bovine di razza Holstein, di cui 127 primipare e 247 pluripare, alloggiate in gruppi misti da 6 a 10 capi. Gli animali sono stati assegnati in modo casuale a quattro tipologie di box, secondo uno schema fattoriale 2×2: alta densità con schermo (7,7-12,9 m² di spazio a cuccia per capo), bassa densità con schermo (15,4-25,8 m²/capo), alta densità senza schermo e bassa densità senza schermo. Lo schermo era costituito da una barriera in plastica riempita d’acqua, alta 1,5 metri, posizionata a pochi metri dai cancelli del box, affiancata da un ulteriore elemento di occultamento visivo verso il corridoio di passaggio.

Figura 1 Rappresentazione grafica dello spazio di riposo in box con lettiera, con densità di carico alta e bassa. Le linee tratteggiate rappresentano le aree della griglia utilizzate per calcolare il comportamento locomotore, il luogo del parto e la distanza dalle altre vacche nel box. L'immagine della vacca simboleggia una vacca focale che sceglie un luogo per il parto; i numeri (1, 2 e ≥3) indicano la vicinanza di altre vacche nel box. I box ad alta densità di carico contenevano 1 e 2 aree della griglia distanti dalla vacca focale, mentre i box a bassa densità di carico contenevano 1, 2 e ≥3 aree della griglia distanti dalla vacca focale. Ad ogni campionamento istantaneo di 10 minuti, è stato contato il numero di animali non focali entro 1, 2 e ≥3 aree della griglia rispetto alla vacca focale per determinare la distanza dalle compagne di box prima del parto.

Figura 1. Rappresentazione grafica dello spazio di riposo in box con lettiera, con densità di carico alta e bassa. Le linee tratteggiate rappresentano le aree della griglia utilizzate per calcolare il comportamento locomotore, il luogo del parto e la distanza dalle altre vacche nel box. L’immagine della vacca simboleggia una vacca focale che sceglie un luogo per il parto; i numeri (1, 2 e ≥3) indicano la vicinanza di altre vacche nel box. I box ad alta densità di carico contenevano 1 e 2 aree della griglia distanti dalla vacca focale, mentre i box a bassa densità di carico contenevano 1, 2 e ≥3 aree della griglia distanti dalla vacca focale. Ad ogni campionamento istantaneo di 10 minuti, è stato contato il numero di animali non focali entro 1, 2 e ≥3 aree della griglia rispetto alla vacca focale per determinare la distanza dalle compagne di box prima del parto.

Il comportamento è stato registrato tramite videocamere posizionate sopra la lettiera e analizzato con campionamento a scansione ogni 10 minuti nelle 24 ore precedenti il parto, su un sottocampione di 62 animali selezionati per l’analisi comportamentale dettagliata. Il box è stato suddiviso in aree a griglia di dimensioni omogenee, utilizzate sia per calcolare la distanza percorsa sia per stimare la vicinanza tra la vacca focale e le compagne di gruppo. Dopo l’applicazione di rigorosi criteri di esclusione — parti assistiti, punteggi di locomozione compromessi, disturbi da attività umana, gemellarità, patologie insorte prima o dopo il parto — il campione finale utilizzato per le analisi statistiche comprendeva 204 animali.

Nelle ultime ore prima del parto, l’attività motoria cambia rotta

Il primo dato che emerge con chiarezza riguarda la locomozione. Indipendentemente dal trattamento, gli animali hanno aumentato progressivamente il numero di linee di griglia attraversate a partire dalle 24 ore precedenti il parto, fino a un punto di svolta individuato statisticamente intorno alle 2 ore prima del parto, dopo il quale l’attività motoria è diminuita bruscamente — un calo che gli autori associano all’ingresso nella fase attiva del travaglio, quando la vacca trascorre la maggior parte del tempo in decubito.

Il dato più interessante riguarda però l’interazione tra densità e presenza dello schermo: l’aumento di locomozione più marcato si è osservato negli animali alloggiati in box ad alta densità privi di schermo. Su questo punto i ricercatori avanzano un’ipotesi, esplicitamente presentata come tale e non come dato acquisito: l’incremento di attività potrebbe riflettere una condizione di frustrazione comportamentale, per analogia con quanto osservato nelle galline ovaiole private di un nido idoneo alla deposizione. In termini pratici, gli autori stimano — sulla base delle dimensioni del box e del numero di linee attraversate — che le vacche possano aver percorso tra 495 e 800 metri nei box ad alta densità e tra 634 e 1.025 metri in quelli a bassa densità nelle 24 ore precedenti il parto: distanze paragonabili a quelle documentate in bovine da carne al pascolo. Le primipare, inoltre, hanno mostrato un’attività locomotoria superiore di circa il 30% rispetto alle pluripare nella fase precedente il punto di svolta.

Figura 2 Il numero di linee della griglia attraversate (valori previsti e IC al 95%) per (A) animali in box ad alta densità di allevamento con (+) un cieco, box ad alta densità di allevamento senza (−) un cieco, box a bassa densità di allevamento con (+) un cieco e box a bassa densità di allevamento senza (−) un cieco e (B) vacche da latte Holstein primipare e multipare ogni ora prima del parto. Il numero di linee della griglia attraversate all'interno di un box è stato utilizzato per documentare il comportamento locomotore. L'ombreggiatura grigia indica l'IC al 95%. Le linee verticali tratteggiate indicano dove si è verificato il punto di rottura. Le linee prima e dopo la linea verticale provengono da analisi separate.

Figura 2. Il numero di linee della griglia attraversate (valori previsti e IC al 95%) per (A) animali in box ad alta densità di allevamento con (+) un cieco, box ad alta densità di allevamento senza (−) un cieco, box a bassa densità di allevamento con (+) un cieco e box a bassa densità di allevamento senza (−) un cieco e (B) vacche da latte Holstein primipare e multipare ogni ora prima del parto. Il numero di linee della griglia attraversate all’interno di un box è stato utilizzato per documentare il comportamento locomotore. L’ombreggiatura grigia indica l’IC al 95%. Le linee verticali tratteggiate indicano dove si è verificato il punto di rottura. Le linee prima e dopo la linea verticale provengono da analisi separate.

La ricerca di distanza dalle compagne comincia 3-4 ore prima del parto

Il secondo comportamento analizzato è la separazione sociale, cioè la tendenza della vacca ad allontanarsi dalle altre componenti del gruppo. I risultati mostrano che, a prescindere dal trattamento, gli animali hanno iniziato ad aumentare la distanza dalle compagne circa 3-4 ore prima del parto — un dato coerente con la letteratura su bovine e altri ungulati selvatici, che tendono a isolarsi nella fase finale della gravidanza.

Qui la densità di stabulazione emerge come variabile determinante: nei box ad alta densità, la proporzione di compagne presenti entro una singola area di griglia dalla vacca focale è risultata quasi doppia rispetto ai box a bassa densità, per l’intera finestra delle 24 ore. In altre parole, quando lo spazio è limitato, la vacca non riesce a ottenere la distanza dalle conspecifiche che sembra ricercare attivamente. La presenza dello schermo, al contrario, non ha modificato in modo significativo questa dinamica di separazione: un risultato che porta gli autori a una conclusione operativa precisa, ossia che fornire un riparo visivo non può sostituire l’aumento dello spazio disponibile come strategia di gestione del benessere in fase di parto.

Figura 3 Rapporto di animali non focali (valori previsti e IC al 95%) entro 1 e 2 aree della griglia (recinti ad alta e bassa densità di allevamento) e ≥3 aree della griglia (recinti a bassa densità di allevamento) della vacca focale per (A) alta e bassa densità di allevamento, (B) cieca e non cieca e (C) vacche da latte Holstein primipare e multipare ogni ora prima del parto. Il rapporto di vacche non focali all'interno di un'area della griglia è stato calcolato come il numero di vacche nell'area della griglia specificata diviso per il numero totale di vacche non focali nel recinto. L'ombreggiatura grigia indica l'IC al 95%. Le linee verticali tratteggiate indicano dove si è verificato il punto di rottura. Le linee prima e dopo la linea verticale provengono da analisi separate.

Figura 3. Rapporto di animali non focali (valori previsti e IC al 95%) entro 1 e 2 aree della griglia (recinti ad alta e bassa densità di allevamento) e ≥3 aree della griglia (recinti a bassa densità di allevamento) della vacca focale per (A) alta e bassa densità di allevamento, (B) cieca e non cieca e (C) vacche da latte Holstein primipare e multipare ogni ora prima del parto. Il rapporto di vacche non focali all’interno di un’area della griglia è stato calcolato come il numero di vacche nell’area della griglia specificata diviso per il numero totale di vacche non focali nel recinto. L’ombreggiatura grigia indica l’IC al 95%. Le linee verticali tratteggiate indicano dove si è verificato il punto di rottura. Le linee prima e dopo la linea verticale provengono da analisi separate.

Lo schermo viene scelto, ma solo entro certi limiti di affollamento

Se sulla separazione sociale lo schermo non ha mostrato effetti misurabili, il quadro cambia quando si guarda alla scelta del punto di parto. Le vacche alloggiate in box con schermo avevano una probabilità di partorire nell’area contenente la barriera visiva 3,45 volte superiore (intervallo di confidenza al 95%: 1,71-6,94) rispetto alla probabilità di partorire nella stessa area di griglia nei box privi di schermo. In termini assoluti, il 32% degli animali in alta densità e il 37% in bassa densità hanno partorito nell’area con lo schermo, contro rispettivamente il 17% e il 9% registrati nella stessa posizione dei box senza barriera.

È un dato che va letto con attenzione, perché il tasso di utilizzo effettivo dello schermo resta contenuto: nel sottocampione comportamentale, solo 9 vacche su 30 alloggiate in box con schermo lo hanno effettivamente usato come sito di parto. Gli autori confrontano questo risultato con altri studi che hanno impiegato ripari a tre lati anziché a singola parete: con un rapporto vacca-schermo di 1:1, la letteratura riporta tassi di utilizzo intorno al 50%, che scendono drasticamente al 10% quando il rapporto peggiora a 2:1. Nel presente studio il rapporto effettivo era compreso tra 3:1 e 5:1, coerente con un utilizzo intermedio. Il messaggio pratico è che, quando la competizione per la risorsa aumenta, la disponibilità teorica di un riparo non garantisce che tutti gli animali possano effettivamente accedervi — un principio che vale sia per gli schermi sia, più in generale, per qualunque area di rifugio all’interno del box.

Interessante anche il dato temporale: gli animali che hanno scelto di partorire vicino allo schermo hanno progressivamente aumentato la frequenza con cui si trovavano in quell’area man mano che il parto si avvicinava, e questo utilizzo è risultato più marcato nei box ad alta densità, suggerendo che in condizioni di maggiore affollamento lo schermo possa rappresentare un tentativo di compensare l’impossibilità di allontanarsi fisicamente dal gruppo.

Figura 4. Mappa di calore che mostra la posizione dei parti delle vacche allevate ad alta e bassa densità di allevamento con e senza la presenza di una tettoia. Da sinistra a destra, dall'alto verso il basso: alta densità di allevamento con tettoia, bassa densità di allevamento con tettoia, alta densità di allevamento senza tettoia e bassa densità di allevamento senza tettoia. Ogni area della griglia mostra la percentuale di parti avvenuti all'interno di ciascuna area (calcolata come il numero di parti all'interno di ciascuna area della griglia diviso per il numero totale di parti per box di trattamento). Il simbolo ‡ indica la rispettiva posizione della tettoia nei box senza tettoia. Vedere la Figura 1 per la legenda. L'asterisco indica un abbeveratoio.

Figura 4. Mappa di calore che mostra la posizione dei parti delle vacche allevate ad alta e bassa densità di allevamento con e senza la presenza di una tettoia. Da sinistra a destra, dall’alto verso il basso: alta densità di allevamento con tettoia, bassa densità di allevamento con tettoia, alta densità di allevamento senza tettoia e bassa densità di allevamento senza tettoia. Ogni area della griglia mostra la percentuale di parti avvenuti all’interno di ciascuna area (calcolata come il numero di parti all’interno di ciascuna area della griglia diviso per il numero totale di parti per box di trattamento). Il simbolo ‡ indica la rispettiva posizione della tettoia nei box senza tettoia. Vedere la Figura 1 per la legenda. L’asterisco indica un abbeveratoio.

I limiti dello studio

Gli stessi autori segnalano alcuni limiti metodologici che è corretto considerare nell’interpretazione dei risultati. La misurazione delle distanze si basa su aree di griglia di dimensioni fisse e non su rilevazioni metriche puntuali, un’approssimazione che studi futuri potrebbero superare con software di tracciamento o pedometri. Il disegno sperimentale, inoltre, non consente di stabilire se sia stata la vacca in travaglio a cercare distanza dalle compagne o se, al contrario, siano le altre bovine — attratte dall’odore dei liquidi amniotici, come documentato in letteratura — a modificare la propria posizione. Infine, lo schermo utilizzato era un dispositivo a parete singola: non è escluso che soluzioni più articolate, capaci di riprodurre più fedelmente un riparo naturale, possano risultare ancora più efficaci nel favorire l’isolamento.

Cosa cambia per la gestione dell’allevamento

Le implicazioni pratiche che emergono dallo studio sono chiare e coerenti tra i diversi comportamenti analizzati. La densità di stabulazione appare come il fattore di gestione più influente: box sovraffollati sono associati a una maggiore attività locomotoria — potenzialmente legata a frustrazione — e a una ridotta capacità delle vacche di allontanarsi dalle compagne nelle ore che precedono il parto. Fornire un riparo visivo, per quanto utile e attivamente scelto dagli animali come sito di parto quando disponibile, non compensa la mancanza di spazio: le due leve gestionali vanno considerate complementari, non alternative.

Per i tecnici e i responsabili di allevamento che pianificano o rivedono i box maternità di gruppo, il dato sullo spazio a disposizione (tra 15 e 26 m² per capo nel trattamento a bassa densità dello studio, contro i 7,7-12,9 m² del trattamento ad alta densità) offre un riferimento concreto, seppur da contestualizzare rispetto alle attuali raccomandazioni divulgative — che gli stessi autori segnalano non essere ancora supportate da evidenze sperimentali solide. Va inoltre tenuto presente che le primipare mostrano un comportamento locomotorio e di separazione più marcato rispetto alle pluripare, un elemento che può essere utile nella progettazione di box differenziati per parità o nella definizione di soglie di densità più cautelative per gli animali al primo parto.

Restano aperte, come indicano gli stessi autori, alcune domande per la ricerca futura: quale rapporto tra numero di animali e aree di rifugio ottimizzi l’accesso allo schermo senza generare competizione, e quale forma di riparo — a una, due o tre pareti — risulti più efficace nel favorire i comportamenti naturali di isolamento in fase di parto.

Fonte: Creutzinger, K. C., H. M. Dann, P. D. Krawczel, G. G. Habing, and K. L. Proudfoot. 2021. The effect of stocking density and a blind on the behavior of Holstein dairy cattle in group maternity pens. Part I: Calving location, locomotion, and separation behavior. Journal of Dairy Science 104:7109-7121. https://doi.org/10.3168/jds.2020-19744

 

Da leggere - Agosto 2026

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